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Pubblica Assistenza Sant’Agata chiude la sede di Gossolengo

La Pubblica Assistenza Sant’Agata chiude la sede di Gossolengo e manterrà operativa solo quella di Rivergaro. La decisione è stata presa durante l’ultima assemblea dei soci, tenutasi pochi giorni fa, e ratificata con 20 voti a favore e 4 contrari.

Le motivazioni che hanno portato l’associazione a compiere questo passo sono diverse, spiega la presidente Katia Sartori, eletta lo scorso agosto dopo essere entrata a far parte del gruppo di volontari nel 2003.

Il primo problema è di carattere economico. “La Pubblica Assistenza Sant’Agata è nata a Rivergaro nel 1994 e poi ha aperto una sede anche a Gossolengo, dove si occupa del trasporto di infermi e di gestire, su mandato del Comune, il centro prelievi. Dopo la mia elezione ho messo mano ai conti – racconta Sartori – e mi sono accorta che se nei bilanci le spese per le due sedi venivano rendicontate in maniera distinta, gli introiti venivano unificati”.

Esaminando tutto il bilancio diviso per sede, è emerso che a Gossolengo la Pubblica Assistenza è in perdita. “Il contributo del Comune è di 1.800 euro ogni 3 mesi, la sola spesa per le infermiere addette al centro prelievi è di 1.500. E’ impossibile far fronte alle spese rimanenti come utenze, assicurazioni, manutenzioni dei mezzi, con i restanti 100 euro al mese”.

La decisione di ricorrere a personale assunto è stata dettata dalla volontà di dare un servizio adeguato ai cittadini, cosa difficile da fare con i soli volontari. “Ausl ha adottato un nuovo sistema di etichettatura, per quanto riguarda i prelievi. E’ diventata una gestione di responsabilità, e questo ha un costo”.

“Abbiamo chiesto all’amministrazione di Gossolengo di aumentare il proprio contributo fino a 12mila euro all’anno, ma ci è stato risposto che non era possibile stanziare una cifra simile e ci ha proposto un aumento di 2mila euro” dice sempre Sartori.

Cifra però non sufficiente. “L’ultima bolletta del gas è di 1.288 euro. Abbiamo chiesto di poter essere aiutati almeno con le utenze, ma dall’amministrazione ci è stato detto ancora di no, perché in questo modo si verrebbe a creare un precedente con altre associazioni”.

“La nostra attività si sostiene con il contributo dell’amministrazione, gli introiti del tesseramento e le offerte. In questo primo trimestre abbiamo già sostenuto 5.365 euro, contro 2.090 di entrate, di cui solo 1550 di tesseramento”.

Il secondo problema è di carattere legale: è dal 2012 che non è più stata rinnovata la convenzione tra Pubblica Assistenza Sant’Agata e Comune di Gossolengo. “Questo significa che qualsiasi cosa accada durante la nostra attività, la responsabilità è del presidente” riferisce sempre Sartori.

Da qui la decisione di portare la chiusura della sede di Gossolengo in votazione. “Spiace aver assunto questa decisione, di cui i cittadini ci daranno la colpa, ma le motivazioni sono queste. Sono convinta che l’amministrazione troverà presto un’altra associazione che si occupi del centro prelievi” conclude Sartori.

Le spiegazioni della presidente non hanno convinto, però, il sindaco di Gossolengo Angelo Ghillani. “Da quando sono sindaco ho avuto a che fare con 3 presidenti della Pubblica Assistenza e non ho mai avuto problemi” – afferma.

“La cifra che ci è stata chiesta era troppo elevata. E’ ovvio che passare da una gestione di volontari a una di dipendenti i costi raddoppiano. La convenzione? Se ci fosse stata la volontà, si poteva arrivare a firmarne una nuova in poco tempo”.

“Quello che è mancato – conclude il sindaco – è stata proprio la volontà da parte della presidente Sartori di arrivare a una soluzione”.

“Fin dall’inizio c’era la volontà di togliere la sede di Gossolengo, decisione assunta prima e poi ratificata dai soci. Provo grande rammarico per la chiusura, in questo modo è stato buttato in mare il lavoro fatto dai volontari per la comunità di Gossolongo in questi anni”.

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