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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Cooperazione

Ramacci (Legacoop): “Piacenza ha bisogno di progetti, rilanciamo il metodo di Vision 2020”

“Credo che oggi la politica abbia più che mai necessità di darsi obiettivi ambiziosi e condivisi, capaci di unire e di guardare al medio lungo periodo. Per questo abbiamo la necessità di rilanciare un metodo di lavoro capace di coinvolgere e di responsabilizzare il nostro territorio, quello di Piacenza Vision 2020”.

Lo sostiene Fabrizio Ramacci da poche settimane vicepresidente piacentino di Legacoop Emilia Ovest, l’articolazione su area vasta (comprensiva di Parma e di Reggio Emilia) di Legacoop.

“Negli anni passati l’esperienza di Piacenza Vision 2020 forse non ha mantenuto tutto quello che aveva promesso – fa notare – ma ha prodotto progetti condivisi che si sono realizzati e oggi sono diventate eccellenze, come l’Hospice e il centro anziani-bambini del Facsal. Lo chiedo alle istituzioni piacentine, alle parti sociali e alle categorie economiche: tutti insieme riflettiamo sull’esigenza di riprendere quel discorso”.

“Non per replicarlo negli stessi termini, – prosegue – ma per rilanciare un metodo di lavoro e compiere uno sforzo collettivo di elaborazione per individuare obiettivi più alti e in parte sganciati dalla contingenza. Credo che Piacenza abbia bisogno più che mai di darsi una visione, di pensare a progetti che migliorino l’ambiente, la vita sociale, la salute e che concorrano a costruire il modello di città dei prossimi decenni”.

“Le imprese cooperative proprio perchè sono radicate sul territorio – aggiunge – e non delocalizzano, possono dare un contributo importante, ma sono convinto che soltanto attraverso il confronto e un percorso condiviso possiamo compiere questo scatto di cui c’è bisogno”.

“Legacoop rappresenta un pezzo importante dell’economia piacentina – sottolinea Ramacci – che ricopre un ruolo fondamentale in un settore strategico come quello del sociale. Attività che hanno a che fare con la nostra qualità della vita, con l’educazione dei nostri figli, con la cura delle persone anziane e la coesione sociale”.

“Voglio ricordare che un apporto significativo è quello offerto – continua Ramacci – dalle cooperative di abitanti, settore che a Piacenza ha una storia e un peso molto importanti. Questo tipo di cooperazione sta attraversando una fase di grande evoluzione, che porterà ad un progressivo avvicinamento alla cooperazione sociale e di comunità. Gli abitanti sono cittadini, persone che non hanno solo esigenze abitative ma anche esigenze di condivisione e integrazione in contesti urbani accoglienti, dotati di servizi integrati, rispettosi dell’ambiente”.

E tra i temi strategici dei prossimi anni per Piacenza e il suo sviluppo sociale, Ramacci cita i seguenti: “La cura degli anziani, anche attraverso le nuove tecnologie come la domotica e internet delle cose, penso che sia un filone molto interessante; l’altra esigenza fondamentale è la crescita e la valorizzazione dei giovani, attraverso il contatto più stretto tra scuola e mondo del lavoro ed incentivi alla creazione di nuove imprese. E naturalmente noi crediamo che la forma cooperativa sia ancora la più attrezzata ad affrontare le sfide del nostro presente”.

Un’attenzione speciale va riservata – continua – anche la tema delle infrastrutture del territorio piacentino che per sua natura e vocazione ha bisogno di investimenti e progetti importanti sull’intero sistema viabilistico e di trasporto nelle varie direttrici: stradale, ferroviaria e non ultimo fluviale, come la conca di Isola Serafini, che consente di ripristinare la navigazione da e per Piacenza ed oltre, permettendo di rilanciare la navigazione interna commerciale e turistica”.

“E infine voglio anche toccare la questione della rigenerazione urbana –  conclude Ramacci – vi sono porzioni della nostra città che sono invecchiate e non rispondono più ai canoni moderni di sicurezza sociale e anche abitativa, per questo occorre un grande piano di rinnovamento edilizio che non prefiguri consumo di suolo”.

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