PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

“Un attacco al nostro territorio le prescrizioni dell’Ente Parco alle derivazioni di acqua”

“Le prescrizioni dell’Ente Parco alle derivazioni di acqua sono un attacco al nostro territorio”.

L’attacco arriva dal Consorzio di Bonifica e il tema è quello della realizzazione delle opere in alveo per permettere di derivare le acque dal Trebbia al Rivo Villano.

Si avvicina la stagione irrigua – spiega il Consorzio – e il Condominio del Rivo Villano ha necessità di ricevere l’acqua utile a soddisfare le campagne di Rivergaro per un territorio di oltre 1000 ettari; l’intervento è necessario per vincere il dislivello di oltre due metri – frutto delle asportazioni di ghiaia degli ultimi 10 anni – che separa la presa del canale irriguo dall’alveo naturale del torrente”.

A un passo dalla realizzazione delle arginature, il Consorzio di Bonifica, ha però ricevuto una prescrizione – definita “nuova, inaspettata e molto limitante” – da parte dell’Ente di Gestione dei Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale.

“Potranno essere eseguiti – viene spiegato nel testo secondo quanto riferito – solo i lavori di modificazione morfologica del corso d’acqua in prossimità della presa, strettamente necessari per permettere la derivazione mediante trattrice e idrovora meccanica, così come già previsto dal richiedente in caso di abbassamento del livello dell’acqua in alveo; il cantiere di sollevamento dovrà essere organizzato in modo tale da evitare qualsiasi sversamento di carburante e lubrificante”.

A commentare la determina è Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza: “E’ un attacco al nostro territorio di cui non capiamo i connotati. Paradossalmente il Parco invece di favorire l’ambiente lo inquina. Come si evince dalla prescrizione, infatti, il sollevamento dell’acqua (dal Trebbia al Rivo Villano) deve avvenire grazie ad un trattore che, acceso 24 ore su 24, permette alle acque di entrare nel rivo irriguo provocando un grande consumo di combustibile e un elevato inquinamento acustico”.

Continua Zermani: “Si è costruito una scatola, quella del Parco, in cui tutti abbiamo creduto pensando fosse un partner con cui valorizzare il territorio e i suoi prodotti, con cui condividere l’operato a favore del mondo della produzione e con cui esaltare quella che è la straordinaria attività dell’agricoltura. In realtà (il Parco) si dimostra essere una scatola vuota in cui si annidano le personali convinzioni di alcuni funzionari le cui azioni e limitazioni si ripercuotono contro il territorio stesso”.

“La storia del Rivo Villano è plurisecolare, – conclude – ci sono documenti che parlano dell’esistenza del rivo fin dall’epoca del Barbarossa. Stiamo parlando di acqua che non è solo un bene vitale per l’agricoltura ma per l’intero ambiente circostante in quanto, circolando nei canali, va ad alimentare la falda e a preservare la flora e la fauna che creano quel bel paese che ci emoziona quotidianamente ”.

Piena condivisione alle parole di Zermani – fa sapere il Consorzio di Bonifica – è espressa dalle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia con i loro presidenti Marco Crotti, Filippo Gasparini e Franco Boeri.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.