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Alloggi Erp “Il nuovo regolamento non risponde ai bisogni delle persone”

Nuovo regolamento per l’accesso agli alloggi popolari: è iniziata in consiglio comunale la discussione sul provvedimento presentato dall’amministrazione di centrodestra. Un regolamento che divide le forze politiche e ha suscitato un vivace dibattito in aula.

Riceviamo e pubblichiamo il contributo firmato da due consiglieri della minoranza, Gianluca Bariola e Roberto Colla. Ecco il testo.

Il regolamento per l’accesso e la permanenza all’interno di alloggi popolari, proposto dall’amministrazione in carica, non risponde ai bisogni delle persone. Premiare la residenza continuativa nel nostro territorio, scambiandola per “piacentinità”, non significa necessariamente accompagnare e dare risposte a chi ha realmente bisogno, magari anche piacentino di nascita, magari lavoratore a Piacenza e magari anche Italiano, ma non residente nella nostra Città o residente da poco.

L’attività lavorativa nel nostro Comune o la residenza sono le condizioni necessarie per poter fare richiesta di un alloggio popolare. All’interno dei regolamenti comunali, la legge regionale offre la possibilità di incentivare i nuclei con anzianità di residenza maggiore o con l’attività lavorativa più prolungata, attraverso l’attribuzione di punteggi premianti.

Significativo che il regolamento presentato, facendo coincidere il concetto di “piacentinità” con quello di residenza continuativa, decida di non attribuire nessun punteggio all’attività lavorativa nel nostro territorio. Se l’intento dell’amministrazione è attuare lo slogan: Prima i Piacentini, è la residenza il solo criterio valido per determinarlo?

Di più; esiste la possibilità di identificare il concetto di piacentinità con chiara e limpida certezza, attraverso valutazioni parziali, ideologiche e limitanti in una comunità che è diventata globale, interconnessa e multiculturale? Viviamo in contesto in cui il 20 % della popolazione non è nata in Italia; 5mila minori di seconda generazione frequentano le scuole e saranno i piacentini del futuro.

Inseguendo slogan vuoti e volendoli declinare in pratica, otteniamo un solo risultato: non diamo risposte alle esigenze più eclatanti e ai bisogni più urgenti. Sacrifichiamo le reali necessità delle persone sull’altare di un mantra propagandistico; paradossalmente, anche a danno di chi nel nostro Comune è nato e cresciuto, attualmente vi lavora, con condizioni economiche di bisogno profondo, ma residente in un Comune limitrofo e non più a Piacenza.

Se la crescita e il benessere della persona umana e di conseguenza della comunità di cui fa parte, è la risultante del prodotto di tre dimensioni: materiale – relazionale e spirituale, questo regolamento non ha la cura di rispondere alla prima. Per chi ha un livello materiale vicino allo zero, il risultato dell’operazione complessiva, attraverso questo regolamento, sarà tendente allo zero. A cosa serve un regolamento se tradisce il senso per cui dovrebbe essere fatto?

Credo che la fraternità che caratterizza i piacentini, più forte del buon senso di parte e di slogan populisti, debba essere inserita in questo regolamento. C’è ancora la possibilità di farlo.

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