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Due giornate per far conoscere lo scoutismo ai giovani di Castello fotogallery

Due giornate per far conoscere lo scoutismo a oltre 250 giovani studenti di Castel San Giovanni (Piacenza).

Laboratori di hebertismo, trappeur, campismo e “mani abili” hanno animato le giornate di venerdì 10 e sabato 11, nel corso dell’iniziativa scout “Sede aperta” con le scuole. Un evento pensato per far conoscere il mondo dello scoutismo agli studenti iscritti alle classi quarta e quinta elementare e prima media di Castel San Giovanni.

Numerosi i partecipanti, grazie alla professoressa Barbara Scotti che ha fatto da tramite tra gli studenti e il capo scout di Castel San Giovanni Giulio Capelli. “Erano presenti 130 ragazzi delle classi quarta e quinta elementare nella mattinata di venerdì, 56-60 nel pomeriggio – afferma Capelli -, mentre sabato hanno partecipato altri 130-140 ragazzi di prima media”.

Capelli ha organizzato l’iniziativa con quattro diverse attività laboratoriali rivolte alle classi partecipanti, da svolgere rigorosamente all’aria aperta e a contatto con la natura. I giovani studenti hanno così potuto partecipare a rotazione sulle attività di hebertismo, trappeur, campismo e “mani abili”.

“L’hebertismo – spiega Giulio Capelli – è un percorso ad ostacoli da fare nel bosco; trappeur un metodo di cucina per sopravvivere all’aria aperta cibandosi di ciò che la natura offre, in questo laboratorio i ragazzi hanno imparato ad accendere il fuoco e a cucinare sulle braci; il laboratorio di campismo invece insegna come orientarsi e come trasformare un prato in un campo scout attraverso le istallazioni delle tende; l’ultimo laboratorio – “mani abili” – spiega come realizzare bamboline attraverso cordini da intrecciare”.

L’hebertismo è una filosofia che prende il nome da Georges Hébert e si sviluppa nei primi anni del Novecento; si basa sul metodo naturale di educazione fisica, Hébert era colui che individuò le dieci famiglie di esercizi naturali che l’individuo dovrebbe padroneggiare, fra queste l’arrampicata, la corsa, il sollevamento, il trasporto. Si tratta di esercizi praticati nello scout. La cucina trapper o trappeur è un metodo di cucina essenziale che si realizza senza fornelli, basandosi sulla cottura di cibi sulla brace e sfruttando utensili ricavati solamente dalla natura.

“Ringrazio la professoressa Scotti – conclude Capelli -, gli amici dell’associazione scout castellani e tutti i volontari che hanno partecipato per aver permesso la realizzazione di questa iniziativa”.

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