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Femminicidio a Borgonovo, “Damia era bravissima, una gran lavoratrice”

Femminicidio a Borgonovo, le indagini si concentrano sulla ricerca del marito della donna, Damia El Assali, di 45 anni, trovata senza vita con una profonda ferita alla gola nella sua abitazione in via Pianello nella mattina dell’8 maggio.

Damia e Abdul Kharim

L’uomo, Abdul Karim, 41 anni, si sarebbe reso irreperibile, portando probabilmente con sè i figli, due bambini di 4 e 2 anni. Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, sembra negli ultimi tempi la coppia litigasse frequentemente.

Il cugino di Damia, Mustapha Adnami, riferisce che gli ultimi contatti risalirebbero al pomeriggio di domenica 5 maggio, e si sarebbero interrotti nella serata stessa. L’attenzione degli inquirenti ora si è concentrata sulla ricostruzione delle ultime ore di vita della donna e degli spostamenti del marito. A quanto pare mancherebbe dall’abitazione l’auto di famiglia, una Nissan di colore blu. Maggiori informazioni potrebbero essere ricavate da immagini registrate da telecamere e sistemi di videosorveglianza presenti lungo i collegamenti stradali e autostradali.

I familiari descrivono Damia come “una donna bravissima, una grande lavoratrice”, mentre il marito avrebbe avuto un carattere più chiuso e poco socievole. Nella mattinata dell’8 maggio, davanti all’appartamentino teatro della tragedia, si è subito radunato un capannello di gente, parenti e conoscenti giunti a portare il proprio sostegno.

Presente, prostrata dal dolore, anche la mamma di Damia, la signora Fatima di 68 anni, mentre una delle sorelle della vittima non ha retto allo choc e ha accusato un malore. Sul posto è giunta un’ambulanza che ha portato la donna in ospedale.

“Violenza sulle donne, affrontare emergenza in modo adeguato” – “Morire in casa con la gola tagliata: il drammatico destino della  giovane donna trovata accoltellata ci pone davanti ad un copione scritto troppe volte, quello del femminicidio e di figli in tenera età lasciati senza madre e portati, a questo momento, non si sa dove”.

Lo scrivono in una nota Giovanna Palladini e Giulia Piroli (Pd). “Drammi familiari vissuti in solitudine che emergono alle condizioni estreme di non ritorno – proseguono – e rilanciano fredde statistiche nazionali ormai trasformate in un bollettino di guerra”.

“Il pensiero corre a tutte le donne che, anche mentre scriviamo, si trovano ad affrontare da sole situazioni difficili. Dobbiamo fare di più anche a livello locale per contrastare violenza sulle donne e femminicidio e anche l’indifferenza che spesso accompagna queste notizie. Le donne in prima persona devono tornare a fare rete e coordinarsi affinché sia la politica che le istituzioni affrontino in modo adeguato questa emergenza”.

“Lanciamo – concludono – un appello alle  amministratrici, alle donne impegnate nelle associazioni, nel mondo del volontariato, nel mondo del lavoro dell’impresa e della politica affinché si ritrovi la necessaria unità di intenti in proposito” .

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