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Infortunio mortale a Chiavenna, tre indagati per omicidio colposo

Ci sono tre indagati nel fascicolo che la procura della Repubblica di Piacenza ha aperto in seguito all’infortunio sul lavoro che nel pomeriggio del primo maggio è costato la vita a Alessandro Zigliani, l’operaio bergamasco di 50 anni travolto da un trave di cemento mentre era al lavoro in un’azienda agricola vicino a Cortemaggiore, nella Bassa piacentina.

Lo riporta l’Agenzia Ansa. Le tre persone sono indagate per omicidio colposo e lesioni colpose. Nella giornata di martedì, inoltre, si terrà all’ospedale di Parma l’autopsia sulla salma della vittima.

ALLARME CISL SU “MORTI BIANCHE”: “GIA’ 13 NEL 2019 IN EMILIA ROMAGNA” –  Secondo i dati elaborati dalla Cisl regionale, sono tredici le vittime sul lavoro in Emilia Romagna dall’inizio dell’anno: Bologna (3), Ferrara (1), Parma (3), Reggio Emilia (1), Piacenza (2), Modena (1), Forli (1), Rimini (1).

Dato drammatico – viene evidenziato – che si aggrava ancora di più se si considera che gli infortuni sul lavoro dall’inizio anno, da Piacenza a Rimini, sono stati 20.428. Le categorie più a rischio sono quelle dei lavoratori sotto i 35 anni d’età. E sono sempre i giovani le vittime degli infortuni mortali.

“Purtroppo – afferma il sindacato – la tragica morte sul lavoro di Alessandro Zigliani, il muratore bergamasco di 50 anni rimasto gravemente ferito il Primo Maggio per un incidente sul lavoro all’interno di un’azienda agricola a Chiavenna Landi nel Piacentino, conferma che la salute e sicurezza non è ancora una priorità, specie nelle piccole aziende, nei subappalti e tra i lavoratori non stabili”.

“È limitativo che si parli di salute e sicurezza sul lavoro solamente in queste drammatiche circostanze – sottolinea Ciro Donnarumma, segretario della Cisl  ER -, la salute e sicurezza sul lavoro deve essere un impegno costante nella quotidianità, una priorità di tutti i giorni, non da trattare come un’emergenza. L’impegno deve essere continuo e costante, con investimenti maggiori in particolare sul piano della formazione. E bisogna, finalmente, coordinare i diversi soggetti istituzionali che si occupano di sorveglianza del lavoro”.

“I servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl vanno potenziati (servono nuove assunzioni) e debbono operare a sistema con l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail, specie nei settori più esposti ai rischi lavorativi (edilizia e logistica in primis)”.

“La repressione non basta, è necessario che a livello nazionale si definisca il nuovo piano prevenzione e una strategia nazionale in materia. Siamo l’unico Paese europeo a non averla, ed è scandaloso. Si deve agire in un’ottica di sistema e lo si deve  fare da subito per evitare il ripetersi di queste inaccettabili morti bianche”, conclude Donnarumma.

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