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La indagini sul delitto. Quei messaggi su whatsapp aperti e le ricerche senza esito

Che cosa è successo dal pomeriggio di domenica 5 alla mattina dell’8 maggio? Dall’ultimo contatto telefonico con Damia a quando è stato trovato il suo corpo senza vita nella casa di via Pianello a Borgonovo?

Quando si è consumato l’efferato delitto? Dove sono stati il marito Karim e i figli piccoli, Bouchra di 5 anni e Mohamed Amin di 2 anni, nell’arco di questi giorni, visto che i bambini hanno frequentato regolarmente l’asilo del paese fino alla mattinata di martedì?

Sono le domande alle quali gli inquirenti che stanno indagando sul delitto di Borgonovo stanno cercando di dare una risposta. L’autopsia sul corpo di Damia è prevista per la mattinata di venerdì 10 maggio: dall’esame autoptico potrebbero arrivare alcuni elementi importanti sulla tempistica del delitto e sulle sue modalità di esecuzione.

I carabinieri hanno ipotizzato che il decesso della donna possa essere intervenuto 36-24 ore prima del tragico ritrovamento, quindi nella giornata di martedì o addirittura lunedì. Le uniche indiscrezioni trapelate parlano di una profonda ferita inferta alla gola di Damia. L’arma utilizzata è un coltello da cucina rinvenuto nell’abitazione durante i rilievi dei carabinieri.

Secondo quanto hanno riferito alcuni dei familiari di Damia, l’ultimo incontro di persona con la donna è avvenuto nella giornata sabato, mentre risale al pomeriggio di domenica l’ultimo contatto telefonico. Poi più nulla.

La 45enne lunedì non si presenta al posto di lavoro. Ma i bambini sono andati all’asilo e questo fatto avrebbe tranquillizzato i familiari, che nel corso di quella giornata non hanno messo in atto particolari ricerche. Martedì Damia non si reca al lavoro per il secondo giorno consecutivo e non risponde al telefono. Le sorelle provano a chiamarla più volte. Le mandano messaggi via whatsapp che – secondo quanto riferito – vengono letti (lo dimostra la spunta blu sull’app di messaggistica). Qualcuno li ha aperti e letti, pur senza rispondere. Non è possibile chiamare invece il marito Karim, perchè da circa un anno non ha più un cellulare.

La preoccupazione per la sorte di Damia cresce e diventa allarme. I famigliari sanno che i rapporti con il marito non sono buoni, e allora la cercano anche negli ospedali vicini, a Castelsangiovanni e Voghera, ma senza esito. Sempre martedì i bambini vanno regolarmente all’asilo ed è il marito Karim che si reca a prenderli alla fine dell’orario.

Il tragico epilogo di mercoledì mattina è purtroppo noto. I vigili del fuoco sfondano la porta di casa e insieme ai carabinieri trovano il corpo senza vita della donna. La verità sulla morte violenta di Damia potrebbe arrivare dalle parole di Karim, se decidesse di rispondere al magistrato che lo interrogherà nel carcere di Venezia dove si trova rinchiuso con l’accusa di omicidio.

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