PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Meno reati ma più detenuti, alle Novate sono 488 (la capienza è di 395)

Sono 488 i detenuti nel carcere delle Novate di Piacenza a fronte di una capienza di 395: il tasso di affollamento è dunque del 123,5 % (su scala nazionale è del 120%, mentre in Emilia Romagna sfiora il 130). Sono 330 i carcerati di nazionalità straniera, mentre le donne sono 19.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel rapporto che l’associazione “Antigone” ha presentato sulla situazione carceraria del nostro paese. I dati nazionali dicono che sono 60mila 439 i detenuti presenti nelle carceri italiane al 30 aprile 2019. Quasi 10mila in più dei 50.511 posti letto ufficialmente disponibili – cui si debbono sottrarre gli eventuali spazi momentaneamente in manutenzione – per un tasso di affollamento ufficiale che sfiora il 120%. Le donne sono 2.659, pari al 4,4% del totale. Il 33,6% è composto da detenuti stranieri, che in numero assoluto sono 20.324.

GUARDA LA MAPPA INTERATTIVA

Dal rapporto, dal titolo “Il carcere secondo la Costituzione” (vai al link) emerge come “il sovraffollamento del sistema penitenziario italiano sia ancora in crescita. Al 30 aprile 2019 erano 60.439 i detenuti, di cui 2.659 donne (il 4,4% del totale). Le presenze in carcere sono cresciute di 800 unità rispetto al 31 dicembre 2018 e di quasi 3.000 rispetto all’inizio dello scorso anno. Ma soprattutto ci sono oggi ben 8.000 detenuti in più rispetto a tre anni e mezzo fa”.

Il tasso di affollamento sfiora attualmente il 120% e dalle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio di Antigone durante il 2018 (85 carceri visitate), è risultato che nel 18,8% dei casi vi sono celle dove non è rispettato il parametro dei 3mq per detenuto, soglia considerata dalla Corte di Strasburgo minima e al di sotto della quale estremo è il rischio di trattamento inumano o degradante. Il tasso di affollamento può essere considerato tuttavia più elevato se si tiene conto che in ben 37 istituti, tra quelli visitati dall’associazione, ci sono spazi non in uso per ristrutturazione o inagibilità.

“Se cresce il numero dei detenuti – rileva il report -, diminuisce in numeri assoluti e in percentuale quello degli stranieri in carcere, a conferma di quanto non esista alcun connubio immigrazione-criminalità. Negli ultimi dieci anni sono diminuiti di oltre 1.000 unità infatti i detenuti non italiani nelle carceri”.

Gli stranieri erano il 34,27% al 31 dicembre 2017, il 33,9% al 31 dicembre 2018 e sono attualmente il 33,6%. Se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l’1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36% (considerando anche gli irregolari). “Un calo – viene sottolineato – che riguarda in particolare le comunità, come quella rumena, che negli ultimi anni hanno avuto un processo di integrazione maggiore nel nostro paese, attraverso anche i ricongiungimenti familiari, a testimoniare che il patto di inclusione paga anche dal punto di vista della sicurezza”.

Altro aspetto sottolineato nel Rapporto è come al crescere del numero dei detenuti presenti negli istituti di pena italiani corrisponda una diminuzione dei reati, in costante calo negli ultimi anni. “In questo rapporto inverso – chiarisce Antigone – può essere letta la tentazione, emersa negli ultimi anni, di un ritorno ad un primitivo significato di pena racchiusa nello slogan da più parti agitato ‘devono marcire in galera’, tagliando alla radice ogni illusione riformatrice o progressista, quella scolpita nell’articolo 27 della Costituzione Italiana”.

“Ed infatti – proseguono – i dati ci dicono che c’è una differenza notevole nell’entità delle condanne tra Italia ed Europa. Nonostante, come detto, non ci sia stato un aumento dei reati e anche quelli più gravi siano in costante calo, 17% delle condanne comminate nel nostro paese va dai 10 ai 20 anni, a fronte di una media europea dell’11%. Il 27% dei detenuti ha una pena compresa tra i 5 e 10 anni: 9 punti percentuali in più rispetto alla media europea che è del 18%”.

Il 2018, evidenzia ancora il Rapporto, è stato inoltre un anno nefasto per quanto riguarda i suicidi in carcere. Stando al dato raccolto da Ristretti Orizzonti sono stati 67 (il Ministero ne conteggia sei in meno), con un tasso di 11,4 suicidi ogni 10.000 detenuti. “31 i morti (per cause naturali o per suicidio) in carcere dall’inizio del 2019. In alcune carceri il numero dei suicidi è stato preoccupante”.

Nella foto la fiaccolata in carcere.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.