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“Prima i piacentini” negli alloggi Erp. Le opposizioni: “Solo uno slogan”

Più punti per chi risiede da almeno cinque anni nel Comune di Piacenza.

E’ una delle novità principali del nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, all’insegna del “prima i piacentini”, uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale che ha portato il sindaco Patrizia Barbieri a Palazzo Mercanti come ha ricordato lo stesso assessore Federica Sgorbati nel corso della presentazione del provvedimento in consiglio comunale.

Soltanto uno slogan elettorale per le opposizioni, che hanno avanzato dubbi sulla reale applicazione rispetto alle intenzioni della giunta, sottolineando la differenza tra “residenza” e “cittadinanza”.

La discussione è proseguita in aula con l’inizio dell’esame dei 63 emendamenti presentati dall’opposizione. In serata è stato deciso di sospendere i lavori del consiglio dopo l’esame di sole due proposte di modifica. La conferenza dei capigruppo del 23 maggio deciderà come procedere fino alla votazione finale del regolamento.

Il nuovo regolamento prevede che chi ha la residenza a Piacenza da cinque a dieci anni consecutivi verrà premiato con 5 punti a supporto della propria domanda; quindici i punti per chi risiede da dieci fino a quindici anni; venti punti oltre i quindici anni. “Attualmente – ha precisato Sgorbati – iniziano ad essere riconosciuti due punti a coloro che sono residenti da zero a tre anni”

Altra novità l’aumento degli scaglioni del reddito Isee: “Se prima – ha spiegato Sgorbati – poteva fare domanda una persona con reddito da 0 a 5.146 euro, oggi la stessa fascia arriva fino a 7.500 con il riconoscimento di 35 punti, che scendono a 25 nella fascia tra 7.501 e 12mila euro e a 15 da 12.001 a 17.154 euro.

Fra gli altri punti l’inserimento del punteggio per il genitore separato, nel valore di 10 punti.

LA DISCUSSIONE – Critica nel confronti del provvedimento la consigliera Pd Giulia Piroli. “Prima i piacentini è lo slogan che ha caratterizzato la campagna elettorale del centrodestra e adesso ne vediamo la declinazione nel nuovo regolamento Erp. Siamo però perplessi sul meccanismo e la sua reale applicazione, perchè viviamo in una città con una immigrazione che risale a tanti anni fa”.

“L’impressione è che la realtà sia diversa rispetto alla vostra rappresentazione. Infatti non c’è alcuna colonizzazione straniera delle case popolari, che vedono prevalere gli inquilini piacentini. E’ inoltre giusto pensare al diritto alla casa a tutte le persone che hanno scelto di lavorare a Piacenza”.

“Attenzione a portare avanti certi slogan – ha ammonito la collega di partito Giorgia Buscarini – in questo regolamento a fare la differenza è la residenza, non la cittadinanza”.

Anche Mauro Monti (Liberi) ha contestato l’utilizzo dello slogan “Prima i piacentini”. “In realtà si vogliono privilegiare gli italiani, – ha fatto notare – mentre prima i piacentini sa un po’ di bufala. Perchè mettere infatti davanti un cittadino di Piacenza rispetto a uno di Pontenure o di Caorso? E allora il tema diventa la comunicazione che prevale sulla sostanza. Ma se prima i piacentini è la stella polare di questo provvedimento, allora non si tratta di un intervento di tipo normativo ma di un messaggio politico”.

“Se l’intenzione è quella di mettere prima gli italiani sugli stranieri – ha proseguito -, questo meccanismo in realtà non raggiunge lo scopo, basta guardare gli andamenti demografici della nostra città. Gli stranieri a Piacenza galleggiano intorno al 17-18% da alcuni anni: un conto sarebbe stato impostare questo meccanismo all’inizio degli anni 2000, oggi non può funzionare più. Ma se anche raggiungesse lo scopo, non ci sarebbe da essere contenti”.

“Lavoro nel mondo della scuola – è stata la sua analisi – e voglio partire dai numeri, che sono impressionanti: nella fascia d’età 0-19 a Piacenza gli stranieri sono il 28%. Queste persone sono piacentini o no? Sono i nuovi italiani e i nuovi piacentini. E’ qui che si rompe il giocattolo dello slogan che parla solo alla pancia con una finalità elettorale. Questo terzo di residenti stranieri a Piacenza va considerato”.

“Dobbiamo rassegnarci – ha concluso – a pensarli come i nuovi italiani, e anche nuovi piacentini, perchè è l’unico modo per costruire una convivenza serena”.

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