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Asp Città di Piacenza festeggia i 10 anni con il pareggio di bilancio

Asp Città di Piacenza festeggia i 10 anni con il raggiungimento, per la prima volta, del pareggio di bilancio.

Lo spartiacque della storia di Asp è il 2014/2015, con il ritorno a una gestione pubblica dell’azienda dei servizi alla persona, obiettivo raggiunto durante l’amministrazione Dosi al termine di un percorso travagliato. Ora Asp è passata dal bilancio di previsione 2014, che vedeva un disavanzo di un milione e 646 mila euro, al pareggio previsto per il 2019.

la conferenza stampa

“Il bilancio è stato redatto seguendo logiche di prudenza, e verrà rispettato – dice l’amministratore unico Marco Perini -. Questo non vuole essere un momento auto celebrativo, ma si vuole solo condividere una bella notizia per la città. Asp era stata definita come un carrozzone impossibile da governare. In realtà siamo ancora un carrozzone, se possibile di dimensioni ancora maggiori, perché nel frattempo sono cresciuti gli utenti (537) e il personale (266), ma che è ben oliato nei meccanismi e nella guida. Se siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo, questo è stato possibile perché abbiamo lavorato a braccetto con il Comune, per intercettare i bisogni dei cittadini”.

“Oggi Asp ha raggiunto un equilibrio economico e ha un’organizzazione soddisfacente, ma ci sono ancora – continua Perini – margini di miglioramento sia per questi due aspetti, oltre che per quanto riguarda i servizi da erogare. Vogliamo tenere alta la tensione, non perdere mai di vista gli utenti e i nostri lavoratori. Le necessità degli uni non devono mai prevalere sugli altri e vice versa”.

“Quattro anni fa, quando sono diventata direttrice di questa azienda mi era stato chiesto se fossi consapevole del lavoro che avrei dovuto affrontare. Ma io sono cresciuta professionalmente qui, lavoro in Asp da 20 anni – dice la direttrice Cristiana Bocchi – e so quali sono le potenzialità di questa azienda. Raggiungere questo risultato (del pareggio di bilancio, ndr) è stato un lavoro molto faticoso, abbiamo dovuto fare economia e attenzione su tutto. Con la nascita delle Asp, 10 anni fa, abbiamo dovuto unire due Ipab, il Vittorio Emanuele e gli Ospizi Civili,con competenze specifiche sia nei servizi agli anziani e ai disabili, e non è stato facile. Da 5 anni a questa parte abbiamo poi ampliato le tipologie di servizi erogati: dai minori stranieri non accompagnati, alle donne in difficoltà, psichiatria, carcere, richiedenti asilo. Tutto questo è servito a tenere viva questa azienda”.

“Ringrazio Asp per l’attività che è stata fatta – conclude l’assessore ai Servizi Sociali Federica Sgorbati – è un’azienda di persone al servizio delle persone. Mi piace ricordare la seduta di consiglio comunale in cui è stata votata all’unanimità di passare il servizio territoriale di base ad Asp. Tocca al Comune rilevare i bisogni della comunità, e ad Asp, come braccio esecutivo, darvi risposta. Ora ci aspettano sfide future, come il pensionato albergo”.

Il venire meno di alcune attività – viene spiegato – non avrà ripercussioni sul bilancio, come il progetto vittime di violenza (“non incideva particolarmente sul bilancio, era solo una partita di giro con Telefono Rosa, continuiamo a mettere a disposizione gli alloggi”), così come le direttive dell’attuale Governo in materia di assistenza ai richiedenti asilo.

“Sono diminuite le risorse e sono diminuiti i servizi che possiamo erogare, così come sono diminuiti gli arrivi rispetto al 2016 e al 2017. Manteniamo alcune attività che hanno sempre rappresentato il nostro modello di accoglienza integrata e diffusa, come il nostro dream team (un gruppo di migranti addetto a piccoli lavori di manutenzione, ndr) – specifica Bocchi -. Va detto poi che i nostri ospiti stranieri, 170 in tutto, sono composti da molti nuclei familiari, già presenti in Italia da tempo, e che già hanno iniziato un percorso di integrazione”.

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