PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Elezioni, il Pd di Castelsangiovanni rivendica l’appoggio a Carlo Capelli

Nota della sezione Pd di Castelsangiovanni (Piacenza) in merito alle recenti elezioni comunali

A seguito delle recenti critiche (o meglio dire, forse, attacchi) che il PD di Castel San Giovanni, nonché quello provinciale, hanno ricevuto in merito alle scelte operate dal partito stesso in occasione delle elezioni amministrative, ci preme sottolineare alcune importanti questioni.

La prima è la rivendicazione della scelta consapevole e motivata di sostenere a Castel San Giovanni il candidato sindaco Carlo Capelli con la lista civica “Insieme per Castello”. Una scelta fondata prima di tutto sulla condivisione di valori e programma: due parole che nelle ultime settimane non sono mai state utilizzate da chi attacca il PD. Soprattutto da chi lo attacca dall’interno e che preferisce soffermarsi su squallidi conteggi di poltrone e voti.

Vogliamo concentrarci sui valori. I valori dell’antifascismo e della libertà di parola, pensiero e fede religiosa. I valori quali l’uguaglianza di tutti gli uomini nella convinzione che la vita e i diritti di ciascuno sono inviolabili. I valori che animano la lotta alle disuguaglianze perché se non si cammina tutti insieme allora non si cammina affatto e tutti i nostri figli devono avere le migliori possibilità di studio e lavoro. La difesa di questi valori, in un confronto amministrativo, è oggi essenziale nelle nostre comunità locali perché in esse si formano per prime le coscienze dei giovani.

Il Partito Democratico ha il dovere di difenderli contrastando ovunque e con ogni strumento il dilagare dei valori spesso al limite della disumanità che partiti come la Lega stanno diffondendo nel tessuto sociale delle nostre comunità. Una sola era la scelta possibile e sensata per compiere questo dovere: allearsi con chi condivide tali valori, con le persone di buona volontà che anche se non appartenenti al partito vogliono vederli affermati.

Il programma con il quale ci si è presentati ai cittadini sostenendo Carlo Capelli esprimeva tutto questo: inclusione, aiuto ai giovani per dare a tutti le stesse possibilità, programmi per l’integrazione con chi proviene da altre culture perché solo così si costruisce sicurezza e vera libertà di parola, pensiero, fede religiosa.

Questa affermazione di valori, questo contrasto agli anti-valori predicati dalla Lega, sono stati il centro della scelta ufficiale del PD a Castel San Giovanni (e non solo). Si è deciso di porre, in nome della Politica con la ‘P’ maiuscola, i valori e la loro difesa davanti al proprio simbolo e davanti ai desideri di affermazione personale. Si, perché i candidati in quota PD della lista “Insieme per Castello” sapevano bene che esisteva concreta la possibilità di non essere eletti, ma hanno posti davanti a tutto l’unica scelta sensata (fondata su un reale programma) per inseguire una possibile vittoria dei valori prima che degli individui.

Con un’eccezione a Castel San Giovanni; qui qualcuno ha operato una scelta in direzione completamente opposta. Una scelta che, se non ha determinato numericamente, ha certamente favorito l’affermazione di una giunta sostanzialmente in mano alla Lega e dunque ai valori che la corrente di destra (più che di centro-destra) predica. E questo risultato è arrivato perché ai valori e a un programma sono stati anteposti l’individualismo e il protagonismo. Quella che viene millantata sui giornali come una apparente vittoria del candidato Bersani è in realtà una (inutile) clamorosa sconfitta.

Sconfitta dei valori del PD, concretizzata in quella che è una connivenza di fatto di Bersani con la lista vincente la cui spinta propulsiva è nei valori e negli slogan leghisti. Sconfitta annunciata nei mesi scorsi dalla totale assenza di un programma elettorale ispirato ai reali valori del PD. L’unico risultato del candidato Bersani è a conti fatti aver contribuito a consegnare alla Lega una nuova vittoria, il dramma è che non è una vittoria solo elettorale o numerica. Il candidato Bersani ha di fatto gettato via i valori del PD e della sinistra rinunciando a difenderli in nome di una vittoria personale.

Come si può pensare di rifondare qualcosa su questa totale assenza di basi programmatiche, valoriali e umane? Ci si scusi prima con gli elettori per aver tradito i valori, non il simbolo, ma i valori! E si accetti che la ricostruzione sia fondata e condotta su quei valori, su programmi seri. Soprattutto “riscostruzione” significhi raccogliersi in opposizione agli anti-valori leghisti anziché stringere loro la mano e aprire loro la strada.

Non replicheremo ad altre provocazioni e insulti provenienti da chi, nella sostanza, ha tradito i nostri valori fondanti e oggi gioca al contabile per affermare una propria appartenenza che non esiste. Stiamo già pensando al domani e alla riaffermazione dei principi umani, sociali e programmatici che abbiamo cercato di difendere. Il resto lo lasciamo al vento.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.