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Il tribunale dà ragione a Raggi: le 12 schede mancanti ci sono. “Giustizia è fatta”

Il Tribunale di Piacenza dà ragione a Samuele Raggi: le 12 schede mancanti – ottenute durante le elezioni comunali del 2017 – ci sono.

Nella mattinata del 6 giugno si aggiunge quindi un nuovo capitolo nella vicenda che vede coinvolti Raggi e Gianluca Bariola nell’assegnazione dello scranno in consiglio comunale che fu di Paolo Rizzi, candidato sindaco (sconfitto) per il centrosinistra.

Raggi, candidatosi nel 2017 nella lista civica Piacenza del Futuro a sostegno di Paolo Rizzi, aveva infatti contestato sin da subito il numero delle preferenze a lui assegnate.

Alle 124 ufficializzate ne mancavano altre 12, ottenute nella sezione 103 a Borghetto. L’errore nel conteggio era stato decisivo, permettendo a Gianluca Bariola di subentrare l’ottobre scorso al dimissionario Paolo Rizzi come primo dei non eletti.

Lo scorso febbraio la prima svolta, con il perito nominato dal Tribunale di Piacenza che aveva ufficialmente dato ragione a Raggi. Ragione ribadita per l’appunto nella mattinata del 6 giugno dalla sentenza del Tribunale di Piacenza.

Ora a Raggi per “riconquistare” il posto in consiglio comunale manca solo l’ultimo tassello, ovvero la decisione del Tar di Parma.

“La sentenza del tribunale sarà esecutiva tra 30 giorni – ha commentato Raggi – appena lo sarà farò richiesta per tornare al Tar di Parma, dove è stato aperto il primo ricorso, che poi si dovrà esprimere sul riconoscimento del seggio in consiglio comunale”.

“Questo è un passaggio molto importante perché si certifica che c’è stato un errore a mio carico” – ha poi evidenziato-. Il giudice sentenzia infatti che quei dodici voti che non mi sono stati attribuiti in realtà ci sono.

Senza questo errore sarei in consiglio comunale al posto di Gianluca Bariola già da ottobre, dove avrei potuto votare atti, bilanci e portare avanti l’azione politica per cui mi ero impegnato in campagna elettorale”.

“Sono contento che giustizia sia stata fatta – ha dichiarato soddisfatto – anche se c’è da aspettare ancora la decisione del Tar. D’altra parte sono un po’ rammaricato perché questo errore ha avuto un peso importante: si è andati contro la volontà democratica degli elettori, che non è una cosa da poco”.

“Almeno vi è un riconoscimento dello sbaglio – ha aggiunto –  sono orgoglioso perché essere il primo degli eletti in una lista composta da gente in gamba significa che l’attività politica che ho fatto, e sto facendo, è stata riconosciuta dall’elettorato”.

“Attendiamo e speriamo che questa vicenda si risolverà in tempi brevi” – ha concluso.

 

 

 

 

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