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Dopo Caruso, il centrodestra elegge un presidente del consiglio in vacanza fotogallery

La maggioranza di centrodestra elegge un presidente in vacanza (regolarmente prenotate prima delle indagini della Procura di Bologna che hanno decapitato il consiglio comunale) per sostituire Giuseppe Caruso nella carica più alta dell’assemblea di Palazzo Mercanti.

A dirigere il consiglio comunale sarà Davide Garilli, 24 anni, consigliere della Lega, eletto intorno alle 22 dopo 6 ore di discussione con 19 voti (uno in meno di Caruso, quello di Michele Giardino che non ha partecipato al voto). Garilli, assente giustificato, si trova negli Usa e naturalmente non è potuto intervenire in aula, non ha potuto dire la sua, nè far conoscere il suo pensiero sulle circostanze che hanno portato alle dimissioni del suo predecessore.

Davide Garilli

La minoranza ha convogliato i propri voti su Sergio Dagnino, vice presidente del Movimento 5 Stelle, che ha diretto i lavori dell’aula per tutta la lunga seduta di consiglio comunale. Ad accompagnare la nomina non sono mancate le tensioni nel centrodestra. Molto critico sulla scelta della maggioranza Michele Giardino (gruppo misto) che si è dissociato pubblicamente: “Una gestione da dilettanti, per questo non parteciperò al voto”. Giardino ha accusato il centrodestra di non aver coinvolto in nessun incontro il gruppo misto.

Per la Lega ha espresso la soddisfazione per l’elezione del compagno di movimento nei Giovani Padani Marvin Di Corcia: “Ha dimostrato amore per le istituzioni e anche autorevolezza, questa elezione è un segnale anche per i giovani che credono nella buona politica”.

I Liberali Piacentini con Antonio Levoni hanno affermato la volontà di continuare a sostenere l’operato di Patrizia Barbieri, precisando di aver fatto un passo indietro sulla candidatura. “Ci siamo ritagliati un ruolo da grilli parlanti per cercare di dire sempre quello che pensiamo attraverso una critica costruttiva. Noi non abbiamo un ruolo di responsabilità all’interno della squadra di governo, nonostante il consigliere Ultori si sia speso per due anni per l’amministrazione”.

“Siamo stati i primi e gli unici che hanno proposto alla minoranza le vice presidenze delle commissioni. Siamo tutti piacentini, lavoriamo insieme. Io e Ultori siamo determinanti per raggiungere il numero minimo per eleggere il presidente. Noi non abbiamo mai chiesto la presidenza nonostante le malelingue che hanno sempre parlato di noi. Quando sul tavolo sono rimasti oggi solo i nomi di Garilli e Levoni, ho fatto 10 passi indietro perché avrei potuto diventare presidente però spaccando la maggioranza. Noi liberali che non valiamo nemmeno una fioriera, votiamo convintamente con la maggioranza perché siamo persone serie.”.

Il sindaco Patrizia Barbieri ha precisato prima della votazione di non aver partecipato ad alcun tavolo politico per la definizione della candidatura di Garilli: “Va bene perchè è un giovane, dà discontinuità anche generazionale, senza togliere nulla ad altre persone che hanno tutta la mia stima”. Sergio Dagnino ha ringraziato per gli attestati di stima arrivati da più parti sulla sua conduzione, mentre dalle fila della minoranza (qui sotto la sintesi della discussione) sono arrivate critiche soprattutto al metodo e alla mancata condivisione di una candidatura che avrebbe potuto riscuotere il sostegno di tutto il consiglio comunale.

IL VIDEO DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

LA DISCUSSIONE – Si sono aperti alle 16 i lavori del consiglio comunale di Piacenza chiamato ad eleggere il successore di Giuseppe Caruso alla presidenza. La maggioranza ha annunciato per bocca del consigliere di Forza Italia Francesco Rabboni la candidatura di Davide Garilli, giovane consigliere della Lega assente dall’aula perchè in vacanza negli Usa. Al termine della discussione il consiglio ha votato l’ingresso del nuovo consigliere “supplente” Carlo Cerretti di Fratelli d’Italia subentrato al “sospeso” Giuseppe Caruso.

Carlo Carretti

Il vicepresidente Sergio Dagnino in apertura ha fatto un appello ai consiglieri: “Mi auguro che sia una discussione bella e all’altezza delle aspettative della nostra comunità”.

IL SINDACO SULLA VICENDA CARUSO: “COLPITA AL CUORE” – Il primo intervento è del sindaco Patrizia Barbieri che ha iniziato a parlare con la voce rotta dalla commozione. “Sono lacerata da giorni dentro di me, stretta tra due immagini tra loro inconciliabili, quella di Giuseppe Caruso seduto qui al nostro fianco dal 2017 e quella risalente al 2015 e pubblicata su tutti i giornali di lui seduto al fianco di persone con le quali non è concepibile per me e la mia morale fermarsi a bere nemmeno un caffè. Un’immagine questa che ha provocato un profondo sconvolgimento”.

“Questo coltello infilato nel cuore, mio e di tutta la città, provoca un dolore lancinante, a cui siamo chiamati oggi a reagire con tutte le armi che abbiamo a disposizione. Chi mi conosce e chi mi ha conosciuto in questi due anni, sa bene su quali principi, saldi e irrinunciabili, conduco la mia vita, tra i quali ci sono la legalità e il rispetto della cosa pubblica”.

“In questi giorni, oltre a chiedermi che cosa avessi provato al momento della notizia – ha proseguito – e cosa avessi sentito dentro di me quando ho appreso che qui in questo consiglio era seduta una persona vicino alla ndrangheta, molti mi hanno chiesto come si può reagire a tutto ciò e come può reagire il Comune di fronte a quello che è senza dubbio un enorme danno di immagine.

Il consiglio comunale vota il nuovo presidente

“Su questo – lo voglio riaffermare anche oggi con chiarezza e determinazione – la forza per reagire ci arriva dalle parole del Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato che a più riprese ha spiegato che “non c’entra nulla” con l’inchiesta “il ruolo politico che ricopre ora: non c’è spendita di ruolo pubblico in quest’attività”. La ‘ndrangheta non è entrata nel Comune di Piacenza e, aggiungo, mai potrà entrarci. Non esiste nessuna segnalazione sospetta da parte degli uffici, dei consiglieri, delle forze dell’ordine che ringrazio per il grande lavoro svolto”.

“Ciò detto, nessuno si sottrae e si deve sottrarre a un senso di responsabilità per quanto è accaduto che, come detto, procura un danno di immagine evidente. Nessuno può minimizzare. Non doveva accadere. Si doveva e si deve prevenire. Questi sono giorni davvero tribolati e dolorosi per tutti, ma una consapevolezza la dobbiamo avere ed è quella che in questa città, mai la ndrangheta e il malaffare potranno e dovranno mettere né gli occhi né le mani”.

IL PUBBLICO IN AULA E FUORI – A seguire i lavori a Palazzo Mercanti pubblico numeroso, in prima fila i vertici dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e una delegazione di Libera. Pubblico presente anche fuori dall’aula in sala Cappelletti e all’esterno di Palazzo Mercanti.

Il consiglio comunale vota il nuovo presidente

A prendere la parola per primo il capogruppo di Fratelli d’Italia Giancarlo Migli, che ha respinto le speculazioni politiche contro il suo partito: “La gravità dei fatti sarà il futuro a confermarcela, sono previsti tre gradi di giudizio. Per quanto riguarda il tentativo di coinvolgere la politica in questa vicenda, ha già parlato il procuratore di Bologna. Noi abbiamo rinunciato alla presidenza del consiglio comunale, lo stile come la classe non è acqua”.

Il capogruppo del Partito Democratico Stefano Cugini ha ripercorso le tappe della vicenda: “Noi vi abbiamo teso la mano per assumere una responsabilità comune a fronte di quello che è accaduto, perchè la prima parte offesa di questa vicenda non siete voi di Fratelli d’Italia, ma i cittadini di Piacenza”. “Vi siete rinchiusi nel fortino e avete cominciato a rimproverare la speculazione politica – ha aggiunto – invece c’era l’esigenza di attivare insieme gli anticorpi, come un antivirus quando qualcuno inserisce una chiavetta infetta in un personal computer”. E poi ha accusato: “Rimuovere, disconoscere e minimizzare è stato il vostro intento in questa seduta”.

Il consiglio comunale vota il nuovo presidente

“In vent’anni gli amici di Caruso non sono riusciti ad accorgersi di un amico e sodale associato alla mafia, non è un reato fidarsi di una persona sbagliata, ma è un’ingenuità di carattere politico”. “Abbiamo scelto di rispondere con senso di responsabilità istituzionale – ha concluso – vi invitiamo a non nascondervi e a chiedere aiuto, per appurare che nessuna scoria abbia intaccato il comune”.

“Auguro a Giuseppe Caruso di dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli sono addebitati, di certo le immagini delle indagini costituiscono il fondamento di una condanna di carattere politico”. Lo ha detto Luigi Rabuffi (Piacenza in comune). “Oggi dobbiamo fare i con Piacenza vilipesa e terra di conquista delle cosche, è una storia che si fa beffa della vostra politica securitaria che si accanisce contro gli immigrati e contro gli accattoni”. Rabuffi ha chiesto al sindaco Barbieri di dimettersi: “Non per colpe, ma per evitare ogni strumentalizzazione. Come è possibile vivere politicamente avendo affidato la più importante carica a un soggetto che viene accusato di essere affiliato alla ‘ndrangheta. Per questo chiediamo dimissioni e nuove elezioni”.

Gloria Zanardi, che ha aderito da poco al gruppo di Fratelli d’Italia, ha svolto un’appassionata difesa del proprio movimento politico: “Caruso è accusato per fatti successi quando non era consigliere circoscritti alla sua attività professionale, la vicenda non va minimizzata ma neppure estesa sul piano politico. Proponiamo la costituzione della commissione regionale antimafia anche in Emilia Romagna”.

La consigliera del Pd Giulia Piroli ha proposto all’amministrazione di celebrare adeguatamente il prossimo 19 luglio l’anniversario dell’attentato di via D’Amelio contro Paolo Borsellino. “Dobbiamo combattere la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. E’ il momento di fare tutti un esame di coscienza e il momento dell’umiltà, dobbiamo superare una ferita difficile da rimarginare”.

Michele Giardino (gruppo misto) ha fatto notare come sia “la prima volta che un fenomeno mafioso lambisce le istituzioni della nostra città”. “Per questo serviva un atteggiamento diverso, una sorta di unità nazionale nella reazione a quello che è accaduto. Questa responsabilità è affidata in prima battuta alla maggioranza e io penso che dovessero essere messe da parte le logiche di parte di fronte ad un fatto straordinario ed eccezionale come questo. Di fronte all’ndrangheta la risposta non può essere il ghe pensi mì, per questo sono molto deluso, l’autosufficienza davanti a un nemico così subdolo non può bastare. Non si cura una metastasi con l’aspirina”. E ha annunciato la sua non partecipazione al voto del nuovo presidente del consiglio.

Sergio Dagnino, consigliere del M5s vicepresidente in carica, ha sottolineato di condividere gran parte il discorso del consigliere Giardino. Roberto Colla (Piacenza Più) ha ammesso: “La notizia mi ha colpito come un pugno, come è potuto accadere in una terra come la nostra, con il nostro senso civico? Come se la nostra terra avesse sempre negato i propri difetti. Piacenza non è più un’isola felice dove la realtà come la ‘ndrangheta sicuramente non avrebbe trovato posto”. “Ci voleva un gesto piccolo di apertura da parte della maggioranza – ha concluso – all’opposizione per ripartire, mi dispiace molto che non ci sia stato”.

Il consiglio comunale vota il nuovo presidente

Massimo Trespidi (Liberi) ha affermato nel suo intervento: “Le eventuali responsabilità penali di Caruso non ci riguardano, ma riguardano solo la magistratura. Mi bastano le parole del Procuratore che escludono l’attività politica dalle indagini. Quando nel luglio del 2017 Caruso è stato eletto presidente di quest’aula la proposta è stata fatta dall’allora collega di consiglio Tommaso Foti, appoggiata da tutta la maggioranza, anche se si notavano i primi mal di pancia. Noi di Liberi ci siamo astenuti”.

“Non sono d’accordo con la richiesta di dimissioni rivolte al sindaco – ha proseguito – nè con le proteste di alcuni facinorosi. Questo consiglio comunale non può scappare dalle sue responsabilità ma affrontandole a viso aperto. Così si combatte la mafia, non diventando tutti poliziotti, ma facendo ognuno il lavoro”.

Ma sulle cose da fare non è stato tenero Trespidi: “Oggi la scelta della maggioranza di eleggere un suo portabandiera è un errore politico e un arroccamento di cui non c’era bisogno, oggi occorreva allargare il sostegno al nuovo presidente. La generosità istituzionale di Fratelli d’Italia andava raccolta per eleggere insieme un candidato alla presidenza. Non mi era mai capitato di eleggere un presidente del consiglio in contumacia: il pur bravo Garilli non rappresenta la svolta che dobbiamo dare alla città”. E alla Barbieri ha detto: “Serve una giunta del sindaco, liberati dall’influenza dei partiti, se non vuoi arrivare in ginocchio al termine del tuo mandato”.

Mauro Monti (Liberi) ha detto: “Voglio fare un complimento alla conduzione di Sergio Dagnino della seduta lungo i binari di una civile discussione. Al di là delle responsabilità penali, il metodo che ha accompagnato l’elezione di Caruso è apparso inadeguato, ma è stato un errore contingente o di carattere strutturale? Se questa maggioranza ha già cambiato tre assessori e ora si trova in condizione di cambiare il presidente del consiglio, forse c’è qualcosa che non va. La diffusa inadeguatezza al ruolo, che non è solo del povero Giuseppe Caruso, è un po’ il male della politica di oggi. Sono convinto infatti che i migliori oggi non vadano in politica, perchè fanno altre scelte”.

“Quando si sceglie un presidente, è sempre necessario considerare elementi estrinseci al suo ruolo?” – è la domanda che ha posto all’aula. E ancora su Caruso: “Non facciamo dell’imputato un mostro, non voglio essere assolutorio, ma esiste la dimensione umana dell’errore. Non posso allora non percepire la testimonianza di Papa Francesco, che ogni volta che va all’estero e va in un carcere, si rivolge ai detenuti ricordando come ci potrebbe essere lui al loro posto”.

Gianluca Bariola (Piacenza del futuro) ha ricordato la necessità di “comprendere e riconoscere che abbiamo bisogno di cambiare i pensieri e le categorie con cui guardiamo il fenomeno mafioso nel nostro territorio. La pena è la non riconoscibilità di un mostro che nell’oscurità, nella fitta tela relazionale affiliata o inconsapevole, devasta la nostra comunità”. E ha aggiunto: “La sfida della comunità è vivere uniti rispettandoci diversi, oggi abbiamo il dovere di procedere uniti contro l’antico nemico che tanto male ha fatto all’Italia”.

Il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara ha ricordato ancora le parole del procuratore di Bologna che ha escluso ogni condizionamento della politica da parte di Caruso nella sua parte di accusato di associato alla ‘ndrangheta: “Non ci sono impronte di mafia sul nostro Comune, è vergognosa la proposta di verificare la possibilità di sciogliere il consiglio comunale”.

Il capogruppo dei Liberali Piacentini Antonio Levoni ha sostenuto: “Non c’è nessuna ragione perchè il sindaco debba dimettersi, qualche forza politica dovrebbe fare un esame di coscienza per come si è comportata in questi due anni. In questa vicenda non c’entra nulla il sindaco Barbieri. Che brutto invece vedere la polizia in piazza Cavalli. Cosa abbiamo fatto di male noi qui? Chi me lo dice cosa abbiamo sbagliato noi qui dentro, in questa situazione, per meritarci Piacenza nei tg nazionali. Non dovevamo parlare di Caruso, l’arresto è cosa sua. E sulla richiesta di commissione prefettizia, io sono offeso. Se negli atti non è contestata l’attività politica. Se gli illeciti sono stati commessi in dogana, che la commissione si tenga lì. Mi complimento con la consigliera Cappucciati e con il consigliere Giardino, per il livello dei loro interventi”.

Sara Soresi (Fratelli d’Italia) nel suo primo intervento da consigliere ha citato gli attacchi al comitato Infrangibile sicuro: “Avvilenti e strumentali” – li ha definiti. Nella sua replica il sindaco Patrizia Barbieri ha fatto appello a tutta la comunità piacentina, per dare una risposta forte e unita: “Ci credo nel lavoro insieme, perchè in questi giorni molti di voi mi hanno dimostrato solidarietà e serietà, ora rimaniamo compatti per dare le risposte che la nostra città si merita”.

Il consiglio comunale vota il nuovo presidente

Tra i primi a congratularsi con il neo eletto Presidente del Consiglio Comunale Davide Garilli, il Segretariato Permanente del Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, il cui Vice Presidente Marzio Dallagiovanna porge, “a nome di tutto il Segretariato, l’augurio di buon lavoro nello svolgimento di questo incarico che assume, oggi, importanza ancor più grande come testimonianza di tutela del bene comune, senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e rispetto delle istituzioni”.

“Dopo i gravissimi fatti che hanno gettato discredito sul nome di Piacenza – aggiunge Dallagiovanna – i valori che il Segretariato promuove e onora ci inducono, con convinzione, a rinnovare il sostegno al Sindaco Patrizia Barbieri e all’Amministrazione Comunale, il cui impegno e la cui adesione ai princìpi della legalità non possono essere messi in discussione. Più che mai in questo momento, è necessario supportare e dare impulso al lavoro del Sindaco e della Giunta, perché la realizzazione dei progetti e la crescita della città sono il meccanismo indispensabile per salvaguardare la dignità che merita la Comunità Piacentina”.

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