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Piace, parte la messa in mora, Covilli: “Sapevamo”. L’appello dei tifosi foto

La squadra: "Se gli impegni non saranno onorati verranno poste in essere tutte le azioni a tutela dei nostri diritti". Covilli Faggioli: "Volontà dei giocatori nota da venerdì. Per gli stipendi al momento non c’è ancora una data certa". Incontro Gianfranceschi-Reboli dopo le tensioni dei giorni scorsi

“I giocatori del Piacenza Calcio FC con il presente comunicato vogliono rappresentare la loro attuale situazione poichè ad oggi la società non ha corrisposto alcun compenso contrattuale maturato.Le promesse fatte nell’ultimo periodo dai rappresentanti della società non hanno trovato alcun riscontro ed hanno determinato ulteriore tensione ed incertezza sui programmi e sulle prospettive dell’attuale stagione sportiva. Per questo motivo abbiamo chiesto l’intervento dell’Associazione Italiana Calciatori e, qualora non vengano onorati nei prossimi giorni gli impegni sottoscritti, verranno poste in essere tutte le azioni a tutela dei nostri diritti. Ribadiamo infine con maggior vigore il nostro impegno e la nostra professionalità che mai verranno a mancare anche a fronte delle difficoltà prospettate”.

E’ quanto si legge in un comunicato stampa, pubblicato sul sito dell’Associazione italiana Calciatori, a firma dei giocatori del Piacenza Calcio in merito alla difficile situazione societaria e dopo il mancato pagamento degli stipendi che ufficializza la messa in mora della società da parte di tecnici e giocatori.

Covilli Faggioli: “Volontà dei giocatori nota da venerdì. Sul pagamento degli stipendi nessuna data certa”

“Abbiamo saputo della volontà da parte dei giocatori di procedere alla messa in mora della società nell’incontro avuto con loro venerdì”. Lo rivela l’amministratore unico del Piacenza Calcio Vladimiro Covilli Faggioli. Una decisione messa nero su bianco nelle ultime ore con l’assistenza del fiduciario dell’Assocalciatori per Piacenza, avvocato Francesco Macrì. “Con l’avvocato Gianfranceschi abbiamo spiegato a due rappresentanti della squadra la situazione – dice Faggioli – e nel colloquio è emersa la loro la volontà di volersi tutelare, che non ha trovato ostitlità da parte nostra nell’ambito di un rapporto di correttezza tra le parti”.

 

La società adesso ha venti giorni di tempo per saldare gli stipendi dovuti, dalle due alle quattro mensilità a seconda dei casi, che costeranno oltretutto un’ulteriore penalizzazione in classifica : in caso contrario si andrà al collegio arbitrale della Lega Pro con la possibilità per i calciatori della rosa di svincolarsi a gennaio a parametro zero. A tal proposito il ds Lanna, intervistato nell’intervallo dell’ultima gara contro l’Andria, aveva spiegato che tutto sarebbe stato sistemato nel giro di una decina di giorni. Un lasso di tempo sul quale Faggioli non si esprime: “Su questa cosa non so nulla, posso solo dire che quando avremo una data certa la comunicheremo”.

“Già oggi l’avvocato Gianfranceschi, che è colui che mi ha fatto appassionare al Piacenza e la persona più dispiaciuta per questa situazione, dovrebbe essere in città e lo stesso farò io nelle prossime ore. Adesso è fondamentale stare vicini alla squadra, lunedì ho visto un’ottima prestazione nella prima fase della partita, poi purtroppo un rigore inesistente ha cambiato il corso della gara”.

Ma per quanto riguarda i famosi investitori della cordata a che punto siamo? “Quando ho assunto l’incarico di amministratore unico mi è stato detto che i soci erano presenti e pronti ad investire. Penso che sia questioni di pochi giorni per formalizzare il tutto. Vorrei ancora sottolineare l’importanza di essere riusciti ad effettuare il pagamento della rata dell’Iva relativa al 2010, un vero e proprio macigno che avrebbe potuto trasformarsi in una pietra tombale per la società”.

I tifosi: “Domenica tutti allo stadio”. Incontro con Gianfranceschi

“Due ore da dedicare al Piacenza Calcio, chiediamo a tutti i tifosi biancorossi di riempire la curva Nord”. E’ l’appello lanciato dagli ultras alla città per dare un segnale di reazione di fronte alle vicissitudini societarie e al momento no della squadra di Monaco in campionato. “Abbiamo bisogno di misurare – spiega Marco Reboli – la temperatura del tifo, per dare una dimostrazione di attaccamento alla squadra a prescindere dalle vicende societarie. E’ adesso che occorre mostrare la passione e la vicinanza alla squadra”. Da registrare nel pomeriggio un incontro che l’avvocato Gianfranceschi, in rappresentanza della società, ha avuto con i fratelli Reboli. Dopo la tensione della settimana passata, c’è stata dunque la ripresa di un dialogo. Massimo riserbo sui contenuti dell’incontro.

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