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Filo, Bellocchio e Pianciola ricordano Piero Gobetti

“Cittàcomune” propone, nel 150° anniversario dell’Unità, una riflessione pubblica su due italiani per molti aspetti esemplari: Piero e Ada Gobetti. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, ore 18, al teatro dei Filodrammatici in via Santa Franca 33. A discuterne insieme ai presenti interverranno Piergiorgio Bellocchio e Cesare Pianciola.

“Cittàcomune” propone, nel 150° anniversario dell’Unità, una riflessione pubblica su due italiani per molti aspetti esemplari: Piero e Ada Gobetti. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, ore 18, al teatro dei Filodrammatici in via Santa Franca 33. A discuterne insieme ai presenti interverranno Piergiorgio Bellocchio e Cesare Pianciola.

Piero Gobetti (1901-1926), pensatore politico di eccezionale intelligenza e precocità, fonda ancora liceale la rivista Energie Nove e nel 1922 La Rivoluzione Liberale (affiancandole la casa editrice, che inalbera il motto greco e alfieriano “Che ho a che fare con gli schiavi?”). Vocazione pedagogica e straordinaria capacità di lavoro gli consentono di raccogliere intorno alla febbrile iniziativa politico-editoriale il meglio dell’intelligenza italiana dell’epoca, dai già autorevoli e affermati Salvemini, Croce, Pareto, Einaudi, ai giovani Carlo Levi, Umberto Saba, Eugenio Montale… Poco più che adolescente, aveva salutato con entusiasmo la rivoluzione russa, i consigli di fabbrica e l’occupazione della Fiat. Collabora a L’Ordine Nuovo di Gramsci con interventi politici e soprattutto come critico teatrale. Del nascente fascismo coglie subito il tatticismo demagogico e il quasi fatale successo: è “l’autobiografia della nazione”. Nel 1923 sposa Ada Prospero, conosciuta negli anni di liceo, fedele compagna, ispiratrice e collaboratrice. Nel settembre del 1924 Gobetti subisce dai fascisti una selvaggia aggressione, che ne minerà la fragile salute. Fonda Il Baretti, di indirizzo più letterario, mentre viene soppressa, per esplicita volontà di Mussolini, La Rivoluzione Liberale. Deciso a continuare la sua attività di scrittore e editore, che gli è inibita in patria, va esule a Parigi dove muore il 15 febbraio 1926, poche settimane dopo la nascita del figlio Paolo.

Cesare Pianciola (Torino, 1939) ha lavorato con Pietro Chiodi come assistente presso la cattedra di Filosofia della storia all’Università di Torino, ha insegnato storia e filosofia nella Secondaria superiore fino al 1994 ed è stato poi docente di “Analisi di testi filosofici” presso la S.I.S. di Torino. Fa parte del Consiglio direttivo del Centro studi Piero Gobetti, del Comitato editoriale de “L’indice dei libri del mese”, della redazione di “école”; è condirettore del trimestrale “Laicità” e autore di moti interventi e articoli sulla laicità dello Stato e della scuola. Ha pubblicato saggi su Marx e il marxismo, sul pensiero francese contemporaneo, su Hannah Arendt, su Piero Gobetti. Nel centenario della sua nascita ha pubblicato Piero Gobetti. Biografia per immagini (Gribaudo 2001).

Piergiorgio Bellocchio ha fondato con Grazia Cherchi e diretto per circa vent’anni “Quaderni piacentini” (1962-1984). Ha esordito nella narrativa con I piacevoli servi (Mondadori, 1966). La sua produzione critica e saggistica è raccolta in vari volumi, tra cui: Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), Eventualmente (Rizzoli,1993), L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995), Oggetti smarriti (Baldini&Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia. Satire e saggi (Libri Scheiwiller, 2007). Dal 1985 al 1993 ha diretto e redatto con Alfonso Berardinelli la rivista “Diario”, di cui è uscita da Quodlibet quest’anno la riproduzione fotografica integrale.È presidente dell’associazione politico culturale “cittàcomune”.

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