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Piacenza ricorda Felice Trabacchi con Cittàcomune

Ricordo di Felice Trabacchi, organizzato da CittàComune sabato 14 gennaio alle ore 10 nella sala Nelson Mandela della Cgil di Piacenza. Introduzione di Stefano Pareti, interventi di Luciano Beltrametti, Mario Cravedi e Gianfranco Dragoni. Coordina Gianni D’Amo. 

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Ricordo di Felice Trabacchi, organizzato da CittàComune sabato 14 gennaio alle ore 10 nella sala Nelson Mandela della Cgil di Piacenza. Introduzione di Stefano Pareti, interventi di Luciano Beltrametti, Mario Cravedi e Gianfranco Dragoni. Coordina Gianni D’Amo. 
 
Piacenza – A quattro anni dalla scomparsa, il 13 gennaio del 2008, “Cittàcomune” propone un momento di ricordo e riflessione su Felice Trabacchi. Militante e dirigente del Pci per oltre mezzo secolo, è stato partigiano, sindacalista, consigliere comunale, parlamentare, pur continuando a esercitare per tutta la vita la sua professione di avvocato. Ma nel ricordo dei tantissimi che l’hanno conosciuto, Felice è stato e resta innanzitutto il primo Sindaco della svolta, del cambiamento, iniziati con la vittoria elettorale delle sinistre nel 1975. 
Trabacchi è stato un Sindaco eccezionalmente popolare, nei molti sensi di questo aggettivo. Espressione politica delle classi lavoratrici, ma anche in grado di rappresentare il mondo diffuso delle professioni e delle attività economiche, Felice ha interpretato il ruolo di Primo cittadino con lo stile sobrio e concreto che gli era proprio, sempre teso a costruire ampio consenso a scelte amministrative di grande coraggio e lungimiranza: dalla riapertura del Teatro municipale alla nascita dei Nidi comunali alla costante attenzione ai problemi del lavoro (molti ricorderanno quando organizzò una presentazione del Bilancio comunale ai lavoratori dell’Astra, o come contribuì a coinvolgere l’intera città nelle vertenza Arbos). 
 
Una figura che ha saputo riassumere e interpretare al meglio quella stagione straordinaria per fermenti sociali e culturali: un decennio di trasformazioni e grandi speranze, ma anche di contrasti e difficoltà, dalla crisi mondiale del petrolio all’imperversare nel nostro Paese del terrorismo, prima e dopo l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta nel 1978.
Convinti che “il futuro ha un cuore antico”, pensiamo che tornare a riflettere su una figura come quella di Trabacchi – e sulla stagione di cui egli è stato a Piacenza un protagonista di primo piano – risponda non solo all’elementare dovere della memoria, ma anche a un’esigenza di ancoraggio – oggi – a esperienze e valori forti del passato, di cui abbiamo ancora bisogno, nella difficile situazione che l’Italia e l’Europa stanno attraversando

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