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Camminate piacentine: le cascate del Perino foto

Una facile camminata alla scoperta di una delle più suggestive vallate dell’Appennino piacentino

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La Val Perino, solcata dal torrente omonimo, è delimitata a sud dalla cima Liscaro, situata poco lontano dal più noto monte Aserei, ad ovest dal crinale dei monti Capra, Poggio Alto e gruppo Concrena, e ad est dal Monte Osero; dalla sorgente alla confluenza nel Trebbia, nei pressi del paese omonimo, ha uno sviluppo complessivo di circa 15 Km. Il suo territorio è caratterizzato da un paesaggio che alterna tratti particolarmente dolci e modellati dalle coltivazioni, ad altri più impervi, e offre scenari sempre diversi ed interessanti. Nel suo medio corso, il Perino mostra la sua connotazione più aspra, poiché il suo percorso, fino a qui lento e tranquillo, si rinserra improvvisamente in una stretta gola.

E’ proprio in questo punto che ha inizio la parte più suggestiva della valle, in quanto la roccia, fortemente stratificata, presenta una dozzina di salti, che il torrente supera formando altrettante cascate naturali, la più alta delle quali raggiunge i 17 metri di altezza.
Risale la gola un itinerario, ben tracciato e semplice da percorrere, recentemente sistemato e attrezzato con panchine e parapetti; questo percorso regala un susseguirsi di visioni dove la natura e la forza dell’acqua diventano prorompenti, ed è più volte capace di stupire il visitatore. Una tappa del percorso è il Mulino di Riè, una caratteristica architettura rurale, che testimonia una delle antiche attività locali: lungo il Perino, infatti, un tempo erano numerosi i mulini, le cui pale erano azionate dallo scorrere dell’acqua incanalata in apposite derivazioni della corrente.

L’escursione parte da Calenzano, frazione di Bettola, posta a  703 metri sul livello del mare e a 42 km da Piacenza. L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 7 km, tutti su sterrato o sentiero; ha un dislivello complessivo di circa  250 m, raggiungendo la quota massima alla partenza; può essere percorso in ogni stagione in circa 2 ore, ma mai come in questa camminata i tempi indicati sono solo indicativi, a causa delle continue digressioni necessarie a scendere sul greto per godere dei punti più suggestivi.
Il tracciato è assistito dalla segnaletica  CAI (sentiero 155), tranne che in un breve tratto del ritorno, dove comunque sarebbe superfluo; è di tipo escursionistico, senza punti pericolosi o esposti, ma qualche  belvedere sulle cascate è privo di protezione e richiede attenzione soprattutto ai bambini.

DESCRIZIONE

Dalla chiesa di Calenzano si scende, prima su sentiero e poi su strada sterrata, a Calenzano Fondo, quindi ad un evidente cartello in legno che indica, a destra, il vialetto di accesso alla cascata n. 1, attrezzato con panchine, scalini e parapetti. Si scende fino al greto per ammirare lo splendido getto, che precipita al centro di una parete concava, magnificamente stratificata. Risaliti al bivio, in 5 minuti si raggiunge il mulino di Riè, recentemente sottoposto a restauri che gli hanno restituito il tetto in lastre di pietra e messo in sicurezza la grande ruota. Si continua quindi sulla sterrata e, dopo meno di 5 minuti si incontra un nuovo cartello in legno: seguendo le indicazioni si raggiungono prima la cascata n. 2, anch’essa molto suggestiva, e quindi il belvedere da cui si gode di un’eccellente visuale della cascata n.3, caratterizzata da tre distinti salti.

Si prosegue sul sentiero segnato, fino a quando un altro cartello guida ad un verde laghetto, di fronte alla spettacolare quarta cascata che scende da una profonda fenditura scavata nella roccia dalla forza della corrente. Ancora 5 minuti di sforzo e un’altra breve deviazione a destra (non segnalata e senza protezioni – attenzione) porta ad un punto molto suggestivo, sopra la cascata appena vista; qui l’acqua ha scavato la roccia fino a realizzare una piccola forra, a doppia curvatura come un toboga, dal quale poi precipita per alcuni metri nella pozza sottostante. Si prosegue sul sentiero segnato fino ad un ampia radura, in fondo alla quale si vede tra gli alberi la cascata superiore, la più alta e spettacolare tra quelle che il Perino ha scavato in questa gola.
Una traccia di sentiero attraverso il prato conduce al laghetto nel quale il getto d’acqua, alto 17 metri, precipita dopo aver rasentato un enorme blocco di roccia, proteso nel vuoto come un eccezionale trampolino. Su strada sterrata si ritorna al mulino, quindi si ripercorre l’itinerario già compiuto all’andata fino a ritrovare l’autovettura.

NOTIZIE UTILI

La località di partenza è priva di negozi e bar, ma sul tracciato, a un quarto d’ora dall’inizio del percorso si trova l’agriturismo “le Cascate.”
A Calenzano, pochi minuti prima di parcheggiare, si passa accanto a due abbondanti e fresche fontane.

La mappa

La scheda

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