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Il Governo offre 500 euro. Ma i profughi: “Sono pochi” La protesta FOTO E VIDEO foto

Ritorna la protesta dei profughi davanti alla Prefettura. Una delegazione ha incontrato il Prefetto, che ha prospettato loro la possibilità di ricevere 500 euro a testa, secondo quanto proposto dal Ministero. Una cifra giudicata troppo bassa dai manifestanti

Ritorna la protesta dei profughi davanti alla Prefettura a PIacenza. Dopo il nulla di fatto nel corso del vertice di ieri al Ferrhotel con le istituzioni locali, gli stranieri fuggiti dalla Libia in conflitto nei mesi scorsi tornano a chiedere la possibilità di andarsene e un indennizzo economico: il 28 febbraio prossimo scadrà infatti la convenzione che garantisce loro vitto e alloggio  Alcune decine le persone che hanno protestato munite di lenzuola con alcune scritte eloquenti come “La guerra in Libia è vostra”. Una delegazione ha incontrato il Prefetto, che ha prospettato loro la possibilità di ricevere 500 euro a testa, secondo quanto proposto dal Ministero.

Una cifra giudicata troppo bassa dai manifestanti, che chiedono almeno 2mila euro. “La protesta continuerà compatta, e noi continueremo a restare a Piacenza anche dopo il 28 febbraio” – riferisce Abdoulie, uno dei portavoce dei profughi. Sembra però che non tutti i manifestanti siano decisi a rifiutare la proposta economica: nelle prossime ore il gruppo di stranieri si riunirà per decidere il da farsi. Nelle foto la protesta pacifica, accompagnata da musiche e balli, e il massiccio spiegamento di forze dell’ordine in via S. Giovanni.


PROFUGHI, PISANI (LN): “BONUS 500 EURO? DIAMOLO AI NOSTRI GIOVANI”

“E’ ora di finirla. L’atteggiamento dei profughi ha superato ogni misura. Siamo indisponibili a foraggiare immeritevoli capaci solo di pretendere. Quei soldi diamoli ai nostri giovani affinché siano agevolati nel difficile percorso verso il mondo del lavoro”. Così il segretario provinciale della Lega Nord Pietro Pisani dopo la protesta dei profughi di questa mattina, che hanno rifiutato l’offerta di 500 euro perché giudicati “troppo pochi”.

“E’ profonda l’indignazione per le avvilenti scene a cui da settimane stiamo assistendo: profughi che devastano i locali che per mesi li hanno ospitati pretendendo soldi, rifiuti opposti a offerte economiche, violenza, mancanza di rispetto per la gentile ospitalità ricevuta dai piacentini. La misura è colma e la pazienza finita. Chiediamo che i profughi tornino nei loro Paesi. E sollecitiamo le istituzioni ad avviare subito le procedure di rimpatrio. L’emergenza libica è finita. Ne abbiamo abbastanza di atteggiamenti irrispettosi e irriguardevoli nei confronti del popolo piacentino che per il loro mantenimento in un anno e mezzo ha speso oltre 3mln di euro. Pensiamo ai nostri giovani e ai nostri anziani che – anche a causa del terremoto Fornero – faticano ad arrivare alla fine del mese. Prima la nostra gente. Prima il Nord”.


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