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PalaBanca, M5s: “Il Comune non dice nulla e noi paghiamo”

Dopo le meritate vittorie della pallavolo femminile, abbiamo assistito ad alcuni battibecchi mediatici tra i patron delle squadre di volley e siamo stati presi dalla solita curiosità

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E NOI CITTADINI PAGHIAMO – COMUNICATO del Movimento 5 Stelle sulla vicenda del PalaBanca di Piacenza e i costi di realizzazione

Dopo le meritate vittorie della pallavolo femminile, abbiamo assistito ad alcuni battibecchi mediatici tra i patron delle squadre di volley e siamo stati presi dalla solita curiosità, così abbiamo cercato di approfondire le vicende che hanno offuscato la gloria degli ultimi giorni.

Dobbiamo innanzitutto evidenziare alcune anomalie riscontrate nella vicenda Palabanca. Visionati gli atti, ci siamo resi conto che questa annosa vicenda ha origine nel lontano 2004 con una delibera del consiglio comunale: si autorizzava la realizzazione del Palabanca su terreno comunale attraverso specifico diritto di superficie concesso per 10 anni alla società sportiva Copra Volley. Sempre il consiglio comunale ha deciso l’erogazione a fondo perduto di una cifra consistente: 320 mila euro per 10 anni che ammontano a 3 milioni e 200 mila euro, cifra pattuita dal comune come contributo a fondo perduto allo scopo di abbattere il costo di costruzione della struttura stimato in 4 milioni e 700 mila euro. Un preventivo veramente molto alto per la struttura praticamente smontabile che è il Palabanca.

Allora abbiamo deciso di fare un’interrogazione, chiedendo al Comune se abbia controllato l’effettiva spesa sostenuta per la costruzione dell’impianto, perché riteniamo che la struttura sia stata ampiamente pagata con i soldi che la società sportiva ha ricevuto dal Comune e, trattandosi di soldi comunali, ci sono delle norme da rispettare procedurali e sostanziali. Abbiamo chiesto di visionare la documentazione relative alla costruzione dell’impianto, per controllare che i fondi dati siano stati destinati effettivamente alla costruzione dell’impianto sportivo e solo a quello. Per sapere se le norme si applicano correttamente il controllo è un passaggio obbligato e le interrogazioni sono uno dei pochi strumenti di controllo nelle mani dei consiglieri.

Recentemente si è prorogato alla società il diritto di superficie e quindi la continuità nella gestione dell’impianto fino al 2017 e la rateizzazione degli oneri a carico del Comune per il pagamento dell’ultima rata – spalmati in 5 rate da 64 mila euro: ora che il sig. Molinaroli ci venga a dire che lui vuole vendere l’impianto è una cosa inaccettabile perché il 30 giugno 2017 l’impianto sarà a tutti gli effetti del Comune, ammesso che non lo si possa considerare tale già oggi.

Constatare che il comune non prende posizione ricordando che l’impianto non è di proprietà del sig. Molinaroli è scoraggiante e ci lascia basiti sul concetto di utilizzo del denaro pubblico.
Lo sport è importante per i valori che rappresenta, ma è altrettanto importante che il denaro pubblico e la sua gestione siano il più trasparente possibile e a favore della collettività non di singoli soggetti.
Ci chiediamo: ma con 3 milioni e 200 mila euro il Comune non avrebbe potuto costruirsi autonomamente un palazzetto da destinare allo sport piacentino e agli eventi piacentini? Ieri così in consiglio comunale è passata la nuova tassa sul ceto medio e imprese, la Tasi, al massimo applicabile 3,3 per mille, e noi paghiamo!

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