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Asp “pubblica” ok in consiglio. Ma la maggioranza perde pezzi foto

Via libera alla Asp "pubblica", con 16 voti favorevoli e 13 contrari, dopo una seduta fiume del consiglio comunale. Ma la maggioranza "perde" pezzi: votano contro il provvedimento Stefano Perrucci del Pd, Lucia Rocchi e Roberto Colla dei Moderati. 

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AGGIORNAMENTO ORE 23 E 15 – Via libera alla Asp “pubblica”, con 16 voti favorevoli e 13 contrari, dopo una seduta fiume del consiglio comunale. Ma la maggioranza “perde” pezzi: votano contro il provvedimento Stefano Perrucci del Pd, Lucia Rocchi e Roberto Colla dei Moderati. Giovanni Botti (Pdl) non ha partecipato al voto. Contari i restanti consiglieri di centrodestra e del movimento 5 Stelle.

Dunque assai ridotto, rispetto alle premesse, il dissenso all’interno del Pd, dopo l’approvazione di tutti gli emendamenti presentati dal capogruppo Daniel Negri, tesi a chiedere una verifica puntuale e contabile della “reinternalizzazione” del servizio anziani, senza escludere nuove gestioni con il coinvolgimento del privato sociale in futuro. 

LA SEDUTA – Era cominciata 16 la seduta del consiglio comunale di Piacenza con all’esame la delibera sul ritorno alla gestione pubblica di 108 posti dell’area assistenza anziani alla casa di riposo “Vittorio Emanuele” dell’azienda Asp “Città di Piacenza”. Provvedimento al centro di contrasti e critiche da un paio di settimane, contestato anche da una parte della maggioranza di centrosinistra. Il dibattito si prolungato fino alle 20 e 40, quando la seduta è stata sospesa per una mezzora, per consentire l’esame dei 12 emendamenti in discussione.

In aula sono presenti alcuni lavoratori della casa di riposo “Vittorio Emanuele” che hanno distribuito dei volantini di denuncia: “Le questioni politiche non ci interessano, vogliamo che le fasce più deboli – riportano i volantini – siano riconosciute e protette. L’Asp è una garanzia per la nostra città, avete creato una gran confusione, ora la gente ha paura ad entrare al Vittorio Emanuele e foino ad ora non era mai successo”. 

IL DIBATTITO – Dopo un minuto di silenzio osservato in memoria delle vittime degli attentati in Kenya e a Tunisi, la discussione si apre con la pregiudiziale presentata da Roberto Colla (Moderati) per chiedere il rinvio della discussione sul tema della ripubblicizzazione dei servizi all’interno del Vittorio Emanuele. Una richiesta motivata dall’assenza, all’interno della delibera presentata, di un piano analitico che giustifichi la riforma sul piano economico. La proposta, messa in votazione, viene respinta con 14 voti contrari (tra i quali anche quello di Gianluca Ceccarelli, del gruppo misto) e 13 favorevoli.

Massimo Polledri della Lega Nord propone a sua volta una sospensiva. Una decisione che l’amministrazione dovrebbe assumere, dice, in autotutela per evitare contenziosi legali, anticipate dalle lettere inviate dalle cooperative in accreditamento provvisorio dei servizi (Coopselios). ‘Io voglio prima un parere del nostro ufficio legale. Ritorniamo in commissione tra 10 giorni e approfondiamo l’argomento, anche con l’autore dello studio – dice Polledri – su cui è stata basata questa scelta, in modo da approfondirla meglio. Inutile dire che stiamo perdendo soldi nel rimandare, lo studio e a vostra disposizione da mesi’.

Interviene Marco Tassi del Pdl. ‘La relazione redatta dall’università di Reggio Emilia – Modena è stata consegnata in novembre. Ma io vorrei sapere quando è stato commissionato. Il dottor Marco Perini (amministratore unico di Asp) dice che le perdite di esercizio vanno avanti da anni, e ora ci chiedete di votare, dopo che il consiglio comunale non si è riunito per mesi. Non ne vedo l’urgenza, a maggior ragione se prima non abbiamo sentito il parere dell’ufficio legale’.

Parla il sindaco Paolo Dosi: ‘Quando lo scorso anno l’assessore Cugini ha assunto il suo compito, questa questione è una delle prime di cui gli ho chiesto di occuparsi. Solo recentemente gli sbilanci delle partecipate hanno inciso dolorosamente sui bilanci degli enti soci. Questo ha reso impossibile rimandare oltre. Avremmo potuto usare il principio del detto piacentino ‘tuca mia gninta’, perché questa è una partita velenosa, da qualsiasi parte la si guardi. È estremamente delicata, è difficile tenere insieme tante sensibilità diverse.

Anziché assumerci delle responsabilità avremmo potuto decidere di lasciare questa patata bollente in eredità alla prossima amministrazione. Noi invece abbiamo deciso di sporcarci le mani, e farci carico della situazione. La scelta proposta dal Comune è stata quelle di individuare in Asp l’unica realtà di gestione dei servizi sociali, lasciando in capo al Comune la programmazione di questi servizi. Sono esclusi i nidi comunali e il servizio sociale professionale, questi restano di competenza del Comune. Ad Asp restano anziani, minori, disabili, carcere e violenza di genere. Per quanto riguarda l’area anziani, si vuole arrivare alla gestione diretta di Asp dei servizi all’interno del Vittorio Emanuele. Ora non abbiamo numeri certi, ma una serie di impegni certi illustrati dal dottor Perini durante la commissione. Questo consentirebbe di garantire maggiore omogeneità dei servizi offerti, e una migliore valorizzazione del personale in forze ad Asp”.

“Questa delibera non vuole essere una scelta ideologica – ha proseguito Dosi – verso un sistema rispetto a un altro. Abbiamo sempre collaborato con gli interlocutori che sembrano più attrezzati rispetto gli altri. Abbiamo ritenuto che questa scelta fosse quella migliore, la sussidiarietà rimane, ma non vuol dire che il Comune abdichi rispetto al suo ruolo di programmazione e di controllo. È una scelta difficile, una linea di indirizzo verso un accreditamento provvisorio di un anno, alla cui fine verrà posta a verifica e di cui il consiglio comunale sarà chiamato a dire la sua. Noi siamo convinti di proporre oggi al consiglio un obiettivo positivo, questa è al momento la soluzione migliore. Siamo disposti a prevedere un percorso di verifica che ci consenta di correggere il tiro’.

Marco Colosimo (Piacenza Viva) ha evidenziato: ‘Non ho capito cosa intende fare il Comune per quanto riguarda l’occupazione, quali provvedimenti intende adottare’.

Filiberto Putzu (Fi): ‘Discutiamo della ristrutturazione dell’Asp dallo scorso anno, si parlava di un deficit strutturale. Quindi è divertente sentire il sindaco Dosi dire che si poteva lasciare tutto com’è. L’Asp è una ‘pensata’ della Regione Emilia Romagna cui noi abbiamo aderito, adesso siamo in un casino pazzesco. C’è il tentativo apprezzabile di porre un correttivo economico, grazie allo studio dell’Università potremo risparmiare 300 mila euro. Ricordo che non è il compito del Comune pensare agli stipendi delle cooperative private, e anche il primo affidamento con Copra Dimensione Sociale è stato fallimentare. Stento a credere che sarà semplice andare a risparmiare solamente recuperando la gestione del Vittorio Emanuele. Dobbiamo essere molto attenti comunque alla qualità del servizio, e anche alla conservazione dei posti di lavoro, visti i tempi. Apprezzo che oggi non sia presente il consigliere Borotti. Concludo ricordando al sindaco Dosi che quando fu eletto promise una nuova casa per anziani’.

Stefano Perrucci (Pd) ha svolto un intervento assai critico: ‘Raramente ho assunto in modo discordante in maniera pubblica la posizione rispetto al gruppo cui appartenga. L’unica cosa che mi è chiara e che nulla o poco e chiaro. Mi sono stati forniti elementi poco chiari e contraddittori. Lo studio universitario non è obiettivo, perché è stato commissionato direttamente. Sarebbe stato più utile è opportuno da parte della giunta indire un bando per scegliere così un soggetto diverso cui affidare lo studio. L’Asp e la terza azienda del territorio, dopo Comune e Asl. Perché non si è pensato a una sinergia con il Comune e Asl, per meglio supportare le azioni di Asp? Non vedo nulla per quanto può assicurare sostenibilità economica dell’Asp, all’interno dello studio presentato. Inoltre faccio presente che i dipendenti delle cooperative rischiano il posto di lavoro, chi dice cose diverse millanta, perché le selezioni avverranno su base pubblica. La gestione diretta non è ideologicamente scorretta, anche se ipotizzare un risparmio secondo me è una follia. Manca una riflessione sul servizio degli anziani, occorre una visione, un progetto, mi sembra una scelta a ritroso, presa in fretta’.

Giovanni Botti (Pdl) ha affermato: ‘Ero anch’io d’accordo sulla possibilità che si potesse rimandare la discussione, per poter parlare direttamente con chi ha redatto lo studio di fattibilità. Qui si è deciso di seguire le indicazioni della Regione, che ha previsto di internalizzare questi servizi. Servizi che sono in perdita, perché con le rette non si riesce a coprire i costi di gestione. La soluzione per me è l’integrazione tra privato e sociale. Resterò qui fino alla fine della discussione, mi riservo di prendere una decisione. Ricordo che siamo qui a sollevare un polverone dopo che, un anno fa, si era deciso che la privatizzazione era la soluzione migliore’.

Mirta Quagliaroli (M5s) parla di delibera mal fatta. ‘La gestione è già unitaria, e l’Asp è già pubblica, quindi è improprio parlare di ripubblicizzazione. Perché non si esamina il perché di un disavanzo così alto e a cosa è imputabile. I tempi di questa decisione sono inopportuni. Noi voteremo contro questa delibera, perché non vorremmo essere presi in giro come è accaduto sull’acqua pubblica’.

Paolo Garetti (Lista Sveglia) parla di ‘lettere molto pesanti ricevute dai consiglieri. E l’amministrazione ha permesso che accadesse. Ora ci troviamo davanti a una delibera che dice tutto e niente, non spiega perché assumiamo questa decisione, e cosa va cambiato. La relazione dell’Università di Modena e Reggio doveva essere approfondita di più. Ora prendiamo una decisione in fretta, quando c’era tutto il tempo per esaminare meglio la questione’.

Marco Colosimo (Pc Viva) ha ricordato: ‘Lo scorso anno l’allora direttore di Asp Leonardo Mazzoli si mise a ridere, quando gli dissi che il disavanzo dell’ente era di oltre un milione e mezzo di euro. Ora rido io. Non ho capito quale è la scelta politica che avete assunto, nella relazione del sindaco non l’ho trovata. Riportare tutto al pubblico, con le spese a carico del Comune, mi sembra una scelta scellerata, se si pensa che il risparmio e di 290 mila euro all’anno. Se l’accreditamento non andava bene, si poteva fare una scelta diversa. Non sono le cooperative a dirci quale scelta compiere, ma sono certo che tra un anno saremo di nuovo qui a scegliere il privato’.

Carlo Pallavicini del Prc interviene leggendo un lungo stralcio di un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano in merito alla partita Asp. Pallavicini definisce l’Asp il ‘boccone conteso da una faida tra due fazioni legate al Pd, con prese di posizioni pubbliche sui giornali e di lettere inviate ai giornali. Il tutto giocato sulla pelle dei lavoratori: non so cosa abbiano spiegato i sindacati confederali, ma i dipendenti delle cooperative, soprattutto se stranieri, rischiano di perdere il posto di lavoro’.

Tommaso Foti (Fd’I) parla di ‘Piacenza Connection’. ‘Nel giro di due giorni ho ricevuto tre mail da una cooperativa che non mi ha mai fatto neppure gli auguri di Natale, questo la dice lunga sull’indipendenza della pubblica amministrazione. Si pensa di farmi paura chiedendomi i danni su 40 milioni di euro, ma possono chiedermene anche 100, tanto non mi spavento perché non li ho. Venendo alla delibera non posso che dire che è mal fatta, sbagliata nei tempi e nei modi, corredata da uno studio che è stato presentato all’ultimo minuto. Questa pratica andava vista in un altro modo, perché se si dice di avere l’accreditamento definitivo in realtà non si tiene conto delle partite giudiziarie che si devono ancora chiudere relativamente a Dimensione Sociale e Proges.

Mi sembra una partita in cui si vuole mettere in politica ciò che è diritto, ha ragione Pallavicini, qui è una partita tra cooperative. Andava trattata in maniera del tutto diversa. Il vero problema è che noi dobbiamo ripianare i deficit dell’Asp. Ha ragione Colosimo quando parlava del disavanzo. Come nuova forma giuridica mi permetto di sconsigliare la Fondazione, perché ci si mette 5 minuti a farla e una vita a disfarla. Idem per l’Asc, mi permetto di sconsigliarla. La colpa è della Regione, perché è riuscita a far piombare le Asp, comunque siano gestite, in uno stadio comatoso.

L’unica via d’uscita e di chiedere alla Regione di mettere mano a una legge malfatta. L’Asp dovrebbe essere una scatola vuota, con una gestione totalmente al di fuori. Altro tema da affrontare sono le tutele contrattuali per i lavoratori, come si pone questo tema con il Jobs Act? Inoltre, nello studio redatto dalla università la soluzione che viene indicata come quella economicamente più vantaggiosa, e quindi quella da perseguire quando si è in perdita, non è quella che state perseguendo. Volete una gestione temporanea? Perché non dirlo chiaramente. Ma il giorno dopo che la delibera viene approvata o respinta, cosa succede per i dipendenti delle cooperative? Non era meglio chiedere alle cooperative la disponibilità a prorogare per 6 mesi la situazione provvisoria, in modo da poter chiudere il bilancio con la fine dell’anno? Sul piano politico io credo che il sistema dall’accreditamento è sbagliato, per come lo interpreta la Regione’.

Daniel Negri (Pd): ‘Credo che la nuova amministrazione regionale debba risolvere il problema di una legge che deve cambiare, sono in difficoltà le Asp di tutte le Province dell’Emilia Romagna. Nel gestire il personale, l’Asp avrà dei costi molto elevati. Si continua a dire che le tutele dei lavoratori saranno maggiori, mentre bisognerebbe far presente che con le cooperative i costi di gestione sarebbero minori. Non voglio nemmeno entrare nel merito della qualità del servizio, perché non è tema del consiglio comunale. Le società che lo gestiscono sono serie, quindi non ne dubito. Sulle forme societarie, occorre ricordare che il passaggio da Asp a Asc prevede la chiusura delle prime. È difficile oggi sostenere una internalizzazione tout court, ci sono casi in Regione in cui i costi si sono rivelati molto elevati. Ci deve essere una sostenibilità economica in grado di garantire l’attività sul lungo periodo. Mi trovo d’accordo con il ragionamento fatto dal consigliere Foti. Meglio sospendere una decisione definitiva sull’internalizzazione e rivedere i conti tra un anno’. Una proposta contenuta in un emendamento che sarà presentato dal capogruppo Pd.

Massimo Polledri (Lega): ‘Nel prendere una decisione dobbiamo tenere presenti i volti degli operatori, sia che lavorino per l’Asp sia che lavorino per le cooperative. Si tratta di persone che non prestano semplicemente un servizio. Sul fronte economico, ricordo che il problema non è il futuro, ma il passato. Stiamo dando in mano i nostri anziani a qualcuno che non ce la farà’.

Sandra Ponzini (Pd): ‘Credo sia necessario superare il gap di due soggetti diversi che operano nella stessa struttura. Nel corso degli incontri in preparazione al voto di oggi ho avuto occasione di chiedere diversi chiarimenti. Non voglio sminuire il ruolo dei soggetti privati, io credo però nella gestione diretta dei servizi, come prevede la Regione. Mi riservo quindi di verificare l’efficacia delle azioni messe in campo’.

Roberto Colla (Moderati) ha posto alcuni interrogativi: ‘Perché non è stato affidato uno studio di fattibilità all’università della nostra città invece di rivolgersi a un altro ateneo? Questa decisione non va contro le linee di mandato dell’amministrazione, e che prevedono l’integrazione tra pubblico e privato? Non è poi compito dell’amministrazione vigilare sulla convivenza tra i soggetti gestori?’

Nella sua replica il sindaco Paolo Dosi ha detto: ‘La mia premessa e personale ma parlo anche per l’amministrazione. Io non sono tifoso, io non sposo una cooperativa rispetto a un altra, cerco di avere uno sguardo il più analitico possibile. Di questa delibera non credo di aver sentito nessun riferimento al testo, ci sono state varie valutazioni, ma nessun riferimento è stato fatto al tema specifico. Abbiamo cercato di condurre un’analisi molto attenta per capire come proseguire la gestione del servizio anziani che è individuato in un immobile preciso, gestito con una modalità che, è stato rilevato, genera delle diseconomie che incidono sul bilancio comunale. Per i risparmi, non siamo in grado di definirli in modo preciso, io mi auguro che il consuntivo dell’Asp 2014 abbia già dato esito positivo.

Quando si affrontano temi così complessi, gli enti locali non possono fare affidamento su certezze. Noi abbiamo indicato una visione. Continuiamo ad avere a che fare con incertezze normative, anche se i cittadini continuano a chiederci quale sarà il nostro futuro. Questo è un tentativo di indicare una strada, noi crediamo che sia questa quella da perseguire. Sarà quella definitiva? Mi sembra che sia già arrivata la richiesta di sottoporla a valutazione. Il personale, non vogliamo fare una scelta manichea tra pubblico e privato. Abbiamo cercato di individuare una modalità di analisi che ci consentisse di fare valutazioni diverse tra un anno, nel momento in cui si reinternalizza per il personale ci sono delle indicazioni da rispettare. Ci saranno dei percorsi da seguire, definire criteri per una selezione pubblica che noi saremo chiamati a rispettare. Ricordo che un anno fa all’Ati abbiamo chiarito che l’accreditamento era di un anno e era provvisorio. Il Morigi e un’Asp diversa, ha ambiti diversi, con una gestione diversa. So che ci sono degli emendamenti, se qualcuno ha dei chiarimenti lo può esporre durante la discussioni’.

Dopo una sospensione di mezz’ora sono stati esaminati 12 emendamenti da esaminare, di cui 5 della maggioranza e 7 dell’opposizione. Ok per i primi 5, compreso quello anticipato dal capogruppo Pd Negri che prevede 60 giorni di tempo per l’Asp per presentare un analitico piano di risanamento, e fissa tra un anno una verifica della situazione economica dell’azienda e del personale. 

Si aprono le dichiarazioni di voto, prende la parola Laura Rapacioli del Pd. “Questa delibera prevede una serie di azioni per ridurre il disavanzo dell’Asp. Tra un anno ci ritroveremo per esaminare la situazione, e ragionare su strategie a lungo termine con i sindacati – spiega -. Mi auguro inoltre che la Regioni adotti uno strumento legislativo più snello che possa aiutarci a gestire questo servizio”. 

Lucia Rocchi dei Moderati anticipa il suo voto contrario, insieme a quello di Roberto Colla. “Noi votiamo contro, con sofferenza, perché siamo in maggioranza. Non ci è piaciuto il metodo di lavoro adottato. Ci è stato spiegato che il motivo per cui si è arrivati a prendere questa decisione è meramente economico, e avremmo voluto quindi che questo aspetto venisse argomentato meglio – sottolinea Rocchi -. Per questo motivo avevamo chiesto di rinviare la discussione”. 

Anche Carlo Pallavicini del Prc anticipa il voto contrario. “Gli emendamenti – dice – non hanno migliorato il provvedimento, anzi lo hanno peggiorato”. 

Giovanni Botti del Pdl dice che non parteciperà al voto. “Non è una scelta responsabile – afferma – nessuna lo è, se prima non si obbliga la Regione a cambiare la normativa sulle Asp e gli accreditamenti”. 

Voto contrario anche per Massimo Polledri della Lega Nord, mentre Marco Tassi del Pdl chiede un’ultima volta di rimandare la votazione sul provvedimento. Tommaso Foti (Fd’I) dice che voterà in linea con i capigruppi di opposizione. “Mi sembra che ci siano degli interessi in gioco, c’è un problema interno alla maggioranza – aggiunge Filiberto Putzu di Fi – di cui saranno i nostri anziani a pagarne le spese. Il gruppo di FI si asterrà”. 

“Io credo nella privatizzazione totale di Asp – interviene Marco Colosimo (Pc Viva) – perché la gestione pubblica comporta degli sprechi. Ma il mio non è un voto contro Piacenza, perché io tifo per Piacenza”. Paolo Garetti (Lista Sveglia) non partecipa al voto, perché votare contro sarebbe come fare un favore alle due coop “estremosse”, le cui missive inviate non sono piaciute (così come ad altri dell’opposizione), e votare a favore sarebbe sostenere una delibera “fatta con i piedi”. 

“Esito singolare e inaspettato quello di questa seduta, ci si trova, per fare una citazione, “Strani compagni di letto” – dice il consigliere Pd Stefano Perrucci -, con i colleghi di Forza Italia pronti ad astenersi. Il sindaco Paolo Dosi non è stato convincente nel dirimere i dubbi, ed è stato singolare vedere l’assessore al Welfare Stefano Cugini tenuto a bordo campo. A fronte di questa situazione di incertezza non mi sento, nonostante la sofferenza, di votare a favore del provvedimento”. 

Conclude il sindaco Dosi. “Io sottoscrivo questa delibera al punto che l’ho presentata io. L’assessore Cugini non è stato tenuto a bordo campo, ma si è assunto il compito di fare il lavoro sporco. La sottoscrivo perché me ne sono fatto carico insieme all’assessore Cugini. Direi il falso se dicessi che tra un anno so cosa accadrà. Sarebbe disonesto se lo facessi. Sono tempi questi che non abbiamo dettato noi, ma dovuti a una situazione contingente. Non c’è nessuna pregiudiziale contro le cooperative – ribadisce – è che se non avessimo preso questa decisione ci saremmo dovuti tenere per anni un sistema di cogestione mista che avrebbe continuato aprodurre disavanzi, di cui l’ente pubblico, in base alla normativa, deve farsi carico”. 

Le delibera è approvata con 16 votazioni a favore e 13 contrari. Non partecipa al voto Giovanni Botti (Pdl).

LA VICENDA – I consiglieri più critici nei confronti dell’operazione di reinternalizzazione dei servizi perseguita dalla giunta ravvisano una contraddizione con l’esigenza, più volte sostenuta dalla stessa amministrazione, di procedere verso una sempre maggiore integrazione fra pubblico e privato sociale nella gestione dei servizi alla persona. Le cooperative Coopselios e Aurora Domus, titolari del servizio di assistenza che sarà revocato in caso di approvazione della delibera, hanno altresì minacciato ricorsi legali con pesanti richieste di risarcimento. 

Un tentativo di mediazione all’interno della maggioranza è stato messo in atto nei giorni scorsi dal capogruppo del Pd a Palazzo Mercanti Daniel Negri, uno dei più critici nei confronti della scelta dell’amministrazione. Oggi verrà presentato in aula un maxiemendamento che di fatto “congela” la reinternalizzazione dei servizi assistenziali per un anno, chiedendo un piano economico puntuale sui benefici di tale operazione e verifiche precise sulla sostenibilità, anche prendendo in considerazione le altre situazioni in Regione. Trascorsa questa sorta di periodo di prova non verrebbero escluse – sulla base delle risultanze di gestione – anche le ipotesi di un ritorno ad un’esternalizzazione dei servizi. 

Ricordiamo che scelta dell’amministrazione Dosi è stata motivata sulla base di uno studio commissionato all’Università di Reggio Emilia e Modena, che ha individuato nel ritorno ad una gestione tutta “pubblica” la strada più agevole per ridurre il pesante bilancio gestionale della struttura. 

 

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