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Successo per il reading della Garlaschelli: “Non volevo morire vergine” foto

Sabato 27 maggio, grande successo in S. Maria della Pace a Piacenza del reading incentrato sul libro "Non Volevo Morire Vergine", Piemme Edizioni.

Sabato 27 maggio, grande successo in S. Maria della Pace a Piacenza del reading incentrato sul libro “Non Volevo Morire Vergine”, Piemme Edizioni.

L’autrice, Barbara Garlaschelli, accompagnata da Stefania Carcupino (voce e fisarmonica), è intervenuta nella sacrestia di Santa Maria della Pace in un evento organizzato da Asp Città di Piacenza.

Pubblico numeroso e partecipe, rapito dalle narrazioni personali della scrittrice, che, com’è noto, risiede da alcuni anni nella nostra città. La vita di Barbara è cambiata all’improvviso a poco più di quindici anni, quando per un tuffo in acqua troppo bassa è rimasta tetraplegica.

Quindici anni è l’età delle prime cotte, delle prime schermaglie, dei batticuori. E del sesso, argomento tabù di cui l’autrice parla con leggerezza e ironia, ma anche con decisione, nel libro. Meravigliose e imperdibili poi le pagine che Barbara dedica al padre.

La conferenza del dottor Carlo Lepri

Organizzata da Asp Città di Piacenza in collaborazione con il Comune di Piacenza e con i servizi territoriali per la disabilità, si è tenuta sempre sabato 27 maggio in Santa Maria della Pace, una conferenza del dottor Carlo Lepri, psicologo ed esperto nell’area disabilità, autore di numerosi testi.

Chiamato ad approfondire un tema a lui molto caro, l’infantilizzazione, Lepri ha iniziato il suo intervento sottolineando che in una relazione di tipo educativo l’immagine che si ha di una persona riveste moltissima importanza.

Lepri si è poi soffermato sul concetto di adultità e ha sottolineato il fatto che le rappresentazioni non solo della disabilità ma anche dell’età adulta sono in grande e rapido mutamento.

La parte centrale del suo discorso è stata dedicata ai significati del termine persona: un significato etico che sottolinea l’unicità e l’irripetibilità di un individuo che partecipa alla comunità umana, un significato politico perchè “la persona è l’individuo più i suoi diritti” (cit. da Hannah Arendt), ma anche un significato psico-sociale, legata all’etimologia del termine che in etrusco significa “maschera” con tutte le possibili connessioni con il ruolo che si va a ricoprire.

Lepri ha portato anche molti esempi, legati soprattutto al tema del lavoro e dell’inserimento professionale dei disabili che da molti anni lo vede protagonista a Genova città in cui opera principalmente e altrove.

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