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Sciopero Amazon, “guerra” sull’adesione. Sindacati: “60%”, azienda: “10%” foto

E' iniziata all'alba la mobilitazione indetta dai sindacati di categoria a Castelsangiovanni (Piacenza) per la giornata del "black friday". Ma sull'adesione sindacati e azienda divergono VIDEO e FOTO

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E’ iniziato all’alba lo sciopero indetto dai sindacati di categoria (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) all’interno dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni (Piacenza) per la giornata del “black friday” del 24 novembre.

Fischi e applausi ironici sono stati rivolti dai lavoratori in sciopero che manifestavano davanti ai cancelli del magazzino di Amazon ai lavoratori che sono entrati o usciti dal lavoro al cambio del turno delle 14. Ma a nessuno è stato impedito di entrare, nè’ ci sono stati episodi di
tensione.

Alcuni dei lavoratori che sono entrati nei cancelli hanno mostrato ai manifestanti il badge verde, assegnato ai dipendenti interinali e che li differenzia dai contratti a tempo indeterminato che hanno invece il badge blu. Un gesto fatto per dimostrare la condivisione delle ragioni dello sciopero.

GUERRA DI CIFRE – Ma è già “guerra” di cifre sull’adesione: se per i sindacati la percentuale di adesione allo sciopero si avvicina al 60 % dei dipendenti a tempo indeterminato (“blue badge”) che lavorano nel magazzino (quasi nulla, invece, l’adesione dei contratti interinali), per l’azienda la percentuale non supera il 10%.

“Stiamo lavorando come sempre per rispettare le promesse fatte ai nostri clienti”, ha detto Salvatore Iorio, direttore del personale di Amazon Italia.

La confusione sui numeri, secondo il sindacato, è legata alla presenza di molti lavoratori temporanei, i cosiddetti “somministrati“, nei periodi di picco la loro presenza arriva a superare quella degli assunti.

SINDACATO SODDISFATTO – “E’ andata bene – afferma Fiorenzo Molinari della Filcams Cgil – teniamo conto che siamo all’anno zero con tanti lavoratori giovani e nuovi all’educazione sindacale. Noi pensiamo che fra i lavoratori diretti l’adesione si avvicini al 60 %, mentre ci aspettavamo che gli interinali non facessero sciopero, perchè loro sono molto più ricattabili. Accerteremo che non ne siano stati chiamati di più, sarebbe un comportamento antisindacale.

Nonostante ci sia un’azienda che ha una filosofia di contatto diretto con i lavoratori, queste persone hanno capito he unendosi al sindacato possono ottenere risultati che riguardano specificatamente le condizioni di lavoro”.

“Da domani si ripate, già lunedì avremo – spiega Molinari – un incontro con l’azienda e speriamo che le nostre ragioni che riteniamo assolutamente giuste perchè a ciclo continuo i lavoratori sono sottoposti a sacrifici importanti e dopo qualche anno possono avere implicazioni anche psicofisiche. Il lavoro è molto ripetitvo e qui si ripresentano problematiche tipiche degli anni ’70 che ci ha insegnato bene Chaplin.   

La cosa a cui teniamo di più è quella che i turni, in particolare legati alla parte notturna del lavoro, abbiano ritmi adeguati alle aspettative dei lavoratori per consentire loro di poter lavorare fino alla pensione”.

Nei video (che seguono) e nelle foto il picchetto del primo turno mattutino che ha segnato intorno alle 6 l’avvio della protesta dei lavoratori proclamata dai sindacati confederali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, più l’Ugl, e che si concluderà col turno mattutino del 25 novembre.

ADESIONI ANCHE IN GERMANIA – Il sindacato tedesco Ver.di ha convocato lo sciopero in diverse sedi di Amazon anche in Germania. Allo stop si uniscono anche i dipendenti di sei filiali del colosso, nei centri di Bad Hersfeld (in Assia), Lipsia (in Sassonia), Rheinberg e Werne (in Nordreno-Westfalia), Graben (in Baviera), e Coblenza (nella Renania-Palatinato). La mobilitazione dovrebbe durare fino all’ultimo turno di sabato. In Germania Amazon ha circa 12 mila dipendenti.

Allo sciopero ha aderito anche il sindacato SiCobas. Una delegazione di lavoratori del sindacato autonomo – che non ha iscritti ad Amazon – è giunta a Castello per manifestare solidarietà.

VIDEO


Una scelta non casuale da parte delle organizzazioni dei lavoratori, visto che la giornata degli sconti e delle occasioni di acquisto, coincide con un picco di richieste di spedizioni all’interno degli stabilimenti del colosso americano dell’e-commerce.

Solo nel marzo scorso i sindacati annunciavano la disponibilità dell’azienda a trattare, ma evidentemente a quella dichiarazione non sono seguiti i fatti.

Allo sciopero in programma venerdì 24 novembre aderiscono anche i lavoratori cosiddetti “somministrati“, ovvero quelli a tempo nei magazzini di Castelsangiovanni. 

FeLSA CISL: “Prepariamo l’avvento del sindacato dei somministrati in Amazon”

Da una azienda leader del mercato, che ambisce a essere monopolista del commercio online del futuro, ci aspettavamo più “eleganza” nel chiedere ai lavoratori somministrati se il giorno del black friday avrebbero partecipato allo sciopero.

Come organizzazione sindacale di rappresentanza dei lavoratori in somministrazione siamo convinti di aver aperto una breccia nelle coscienze e nella consapevolezza dei lavoratori temporanei.

Lo testimoniano i somministrati che si sono fermati al nostro presidio, facendoci domande, esprimendo le loro preoccupazioni e sostenendo la nostra azione, anche se costretti a entrare in azienda perché altrimenti “avrebbero perso il lavoro”.

Nonostante tutto, il riscontro e la partecipazione dei somministrati  allo sciopero vi e’ stata , e qui non si tratta di capire se pochi o tanti soprattutto viste le “premesse aziendali”  è il dato politico -sindacale che ha fatto e  farà la differenza dei giorni futuri all’interno dell’Hub piacentino.

Oggi è iniziato il cambiamento  di vedute anche per i lavoratori somministrati, saremo al loro fianco rivendicando contratti più adeguati cercando di aprire il dialogo sulla durata dei contratti, sui premi di produzione, e sulla qualità del lavoro che deve esser ben diversa da quella attuale.

C’è urgente bisogno di sindacato in questa fase della storia dell’Umanità.

Come FeLSA CISL Emilia Romagna e FeLSA CISL Nazionale lanciamo un messaggio forte e chiaro, questo periodo sarà l’avvento del sindacato in Amazon anche per i somministrati, infatti durante il periodo natalizio ci prepariamo a organizzare un recapito sindacale per i lavoratori temporanei proprio a Castel San Giovanni, dove poter dare informazione, assistenza, tutela e accesso alle prestazioni realizzate dalla contrattazione di settore in quanto il diritto e la tutela stessa dei lavoratori somministrati, che oggi piu’ che mai deve essere salvaguardato e questo lo si può fare solo con la contrattazione del Sindacato

Vertenza Amazon, Fiorenzo Molinari (Filcams Cgil Piacenza): Adesioni vicine al 60%. Scioperiamo anche per interinali: per loro rischioso protestare oggi

Lunedì confermato incontro con l’azienda sulle condizioni di lavoro nello stabilimento di Castel San Giovanni

Si dichiara “molto soddisfatto” per la riuscita della prima protesta dei lavoratori Amazon in Italia: “Abbiamo avuto adesioni che hanno superato il 50, arrivando vicine al 60%” dei dipendenti blue badge di Amazon. E per quanto riguarda i lavoratori green badge, ossia i “somministrati” dalle agenzie interinali nel capannone di Castel San Giovanni, Fiorenzo Molinari, segretario Filcams Cgil Piacenza, precisa: “Sono lavoratori troppo ricattabili: oggi è troppo rischioso per loro fare questa iniziativa di protesta. Ma noi siamo qui fuori anche per loro, e per quelli che hanno deciso di lavorare”.

“Lo sciopero è un successo perché stiamo organizzando lavoratori in gran parte giovanissimi, che si avvicinano a questa modalità di lotta con molta prudenza – prosegue Molinari – Ci siamo arrivati dopo più di un anno di dialogo infruttuoso con l’azienda: dialogo sì, purché non si arrivi a nulla. Oggi, vedere le persone con il badge verde dimostrare la condivisione delle ragioni dello sciopero pur sapendo l’impossibilità di aderirvi in quanto, appunto, interinali, per noi è stata una grande soddisfazione. Questa è una mobilitazione paradigmatica dei rapporti di forza nel mondo del lavoro”.

Lunedì 27 novembre, è confermato l’incontro tra sindacati e Amazon a Piacenza. “Credo che i sindacati confederali arriveranno più forti all’appuntamento di lunedì – spiega Molinari – Oggi c’è molta energia, i lavoratori hanno capito che unendo le forze possono ottenere risultati concreti, che in ultima analisi vadano a migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità di vita dentro e fuori il magazzino di Amazon. Scardinare l’impostazione di Amazon che punta ad una totale dis-intermediazione tra azienda e singolo lavoratore, in Italia e nel mondo, è una filosofia che contrastiamo. I sindacati stanno facendo un lavoro serio, la proposta è sul tavolo, e lunedì ne discuteremo forti di questo sciopero”.

Appresa la notizia di un incidente durante una protesta del sindacato autonomo a Modena, Molinari, ai lavoratori in sciopero ad Amazon, ha detto: “Esprimiamo vicinanza a tutti i lavoratori che cercano di affermare i loro diritti. Il nostro è un metodo rispettoso delle norme, che con i numeri e con il senso delle rivendicazioni vuole far avanzare le condizioni di lavoro. Siamo solidali anche con i SiCobas che stanno cercando di portare avanti le loro battaglie per i diritti dei lavoratori”.

PD: “SCIOPERO APRE UNA STAGIONE INEDITA PER I DIRITTI DEI LAVORATORI” – “Il tema dello sciopero indetto dai sindacati confederali alla Amazon di Castel San Giovanni mette al centro dell’attenzione una questione centrale: la difesa e la tutela dei diritti dei lavoratori in una economia globalizzata”. 

Così il segretario provinciale del Pd Silvio Bisotti.

“Tema particolarmente sentito nei Paesi come il nostro, e più in generale in Europa, dove nel tempo i diritti dei lavoratori dipendenti si sono affermati e consolidati. La concorrenza internazionale, le nuove tecnologie, la disponibilità in molte parti del mondo di manodopera a basso costo mettono in discussione i diritti conquistati nel 900”. 

“Per questo – afferma Bisotti – lo sciopero indetto alla Amazon rappresenta un dato emblematico innanzi tutto perché la rivendicazione che lo motiva, più che di carattere economico, ha a che fare con il pieno riconoscimento del ruolo dei sindacati e del diritto dei dipendenti, precari o meno, di farsi rappresentare a difesa dei loro interessi che riguardano anche ritmi di lavoro e tutela della salute”.

“La presenza dei più grandi gruppi internazionali sul nostro territorio – prosegue – rappresenta senz’altro una importante opportunità di lavoro per migliaia di persone e nel contempo una grande “palestra” per una nuova e inedita stagione di confronti e relazioni fra le parti in causa non solo a livello locale e non solo nel momento dello sciopero”.

“L’auspicio – la conclusione di Bisotti – è che ognuno faccia la sua parte per soluzioni equilibrate al di là delle ribalta mediatiche come ha fatto ad esempio il Tavolo sulla logistica che, speriamo, venga riconfermato nella sua operatività dai nuovi assetti istituzionali”.

Amazon, Giovanni Paglia (SI) al presidio dei lavoratori in sciopero
 
Lo sciopero proclamato dalle lavoratrici e dai lavoratori del magazzino Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza), ha un significato profondo e radicale. La mobilitazione di oggi, promossa con Cgil Cisl e Uil, chiede di mettere al centro le condizioni di chi lavora. Perché oggi la logistica è la nuova frontiera dello sfruttamento. 
Sinistra Italiana è al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Amazon.
 
Lo afferma Giovanni Paglia di Sinistra Italiana che questa mattina ha partecipato allo sciopero davanti al magazzino di Castel San Giovanni, nel polo logistico piacentino, indetto per il Black Friday dai dipendenti Amazon per chiedere migliori condizioni di lavoro.
 
Lo sciopero di oggi, prosegue l’esponente della Sinistra, serve anche a svelare agli occhi di tutti chi permette materialmente, cioè persone, la realizzazione dei nostri ‘desideri’, del ‘tutto e nel più rapido tempo possibile’, che in coincidenza del Black Friday raggiunge probabilmente il suo apice. Cosa importante e da non sottovalutare è l’adesione allo sciopero di moltissimi lavoratori con contratti di somministrazione, i cosiddetti green badge. I lavoratori e le lavoratrici di Amazon non chiedono la luna ma ritmi più umani e salari più alti. Perché un settore strategico, per il presente e per il futuro, come quello in cui Amazon è inserito non può basarsi su precarietà, alienazione e sudditanza come nell’800, conclude Paglia.

La solidarietà di Articolo 1 – Mdp ai lavoratori

Articolo 1 intende esprimere pieno sostegno ai lavoratori di Amazon che hanno scioperato oggi per migliorare l’organizzazione del lavoro, ottenere condizioni lavorative accettabili e salari equi.

Troviamo curiose le battaglie sul numero di partecipanti allo sciopero perché è noto a tanti che la maggior parte dei lavoratori impiegati in Amazon sono lavoratori interinali e come tali assai ricattabili.

Tutto questo deve far riflettere su come non sia più ipotizzabile che un settore strategico come quello della logistica sia principalmente basato su lavoro precario e bassi salari proprio mentre i profitti crescono.
 
Oggi ci occupiamo di Amazon per la notorietà dell’azienda ma, le condizioni di lavoro che vengono messe in discussione oggi purtroppo riguardano, in misura anche maggiore, numerose altre aziende e non solo della logistica.
 
Dalla sua nascita Articolo 1 segnala come nel nostro paese è aperta una grande questione riguardante il lavoro, la sua svalutazione, la sua precarizzazione e la sua dignità. Da tempo stiamo sostenendo che le politiche messe in atto negli ultimi anni non hanno fatto altro che agevolare questa situazione. 

Ormai crediamo sia sempre più chiaro come l’introduzione del jobs act e l’eliminazione dell’art. 18 oltre che ad umiliare il lavoro abbiano di fatto contribuito a cambiare i rapporti di forza nel mondo del   lavoro  aumentando,  come   impietosamente  si incaricano  di dimostrare  le  statistiche,  la precarietà dei rapporti di lavoro negando un futuro “normale” ai nostri giovani.

Black Friday. Maestri (Pd): “Solidarietà ai lavoratori Amazon in sciopero”

La deputata Pd, componente della Commissione Lavoro, interroga il Governo
 
Parma, 24 novembre 2017 – “La mobilitazione promossa per oggi, in occasione del Black Friday, dalle organizzazioni sindacali nello stabilimento di Castel San Giovanni, uno dei più grandi d’Europa con 1.600 dipendenti che raddoppiano con l’approssimarsi delle festività natalizie, tra personale a tempo indeterminato, determinato e somministrato, e nelle nove sedi tedesche di Amazon, testimonia il fatto che la protesta è riferita a problemi che riguardano tutta l’azienda ed in particolare le condizioni di lavoro in cui operano i suoi dipendenti. Lo sciopero vuole anzitutto testimoniare all’opinione pubblica la gravosità delle condizioni di lavoro degli addetti al settore della logistica ed in particolare dei lavoratori impiegati in aziende multinazionali che, spesso, non applicano correttamente i contratti di lavoro e si rifiutano di intrattenere con le organizzazioni sindacali costruttivi rapporti di confronto”.
 
Queste le parole della deputata Pd Patrizia Maestri, componente della Commissione Lavoro, e prima firmataria di un’interrogazione rivolta ai Ministri del Lavoro, Giuliano Poletti, e dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, presentata oggi in esito alla mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali nello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni (Pc).
 
“Mi rendo conto di quanto non sia semplice scioperare in un’azienda di questo tipo, per questo voglio anzitutto testimoniare a tutti i lavoratori, anche a quelli che hanno deciso di non aderire all’astensione, la mia vicinanza e la mia solidarietà. Conosco le condizioni di lavoro del settore della logistica che, come confermato anche dalla cronaca, è particolarmente esposto ad episodi di caporalato e di illegalità ma è anche un settore nel quale lo sfrenato ricorso ad appalti e subappalti sta comportando lo scaricarsi sui lavoratori dei costi di una concorrenza sfrenata. Il settore e i lavoratori del comparto hanno diritto ad una nuova e specifica regolamentazione che tenga conto del mutato contesto commerciale in cui operano le aziende”.
 
“Nelle scorse settimane si è riunito a Roma il ‘tavolo della logistica’” – ha concluso Maestri – “è quella la sede dove affrontare concretamente le problematiche del settore. Per questo attraverso l’interrogazione che ho presentato ho chiesto al Governo di farsi promotori di un programma di lavoro cadenzato che consenta di affrontare insieme alle aziende, alle associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali le problematiche del settore, a partire dalla tutela dei diritti dei lavoratori”.
 

Il comunicato sindacale dei lavoratori in somministrazione

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