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08 June 2013
Comitato Acqua Bene Comune: "Occorre un nuovo modello per il servizio idrico piacentino"
08 June 2013
acqua rubinetto
Pubblichiamo l'intervento inviatoci dal Comitato Acqua Bene Comune Piacenza - Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua a due anni dal referendum per l’acqua pubblica. "Sembra ancora lunga - si legge - la strada verso il modello di gestione pubblico e partecipato che osserviamo a Parigi, Cordoba, Grenoble e in altre città europee (e verso la quale proseguono anche Napoli e Reggio Emilia), in cui è presente un Comitato di sorveglianza e nel cda delle aziende siedono rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori, dei comitati e delle associazioni". "Speriamo che anche la comunità piacentina abbia la volontà e le capacita di raggiungere un simile modello virtuoso nella gestione dei servizi essenziali per i cittadini"

IL COMUNICATO:

Tra pochi giorni i referendum per l’acqua pubblica del 12 e 13 giugno 2011 compiranno due anni.

Nell’ambito del recente dibattito politico su Iren crediamo sia più che mai necessario riportare al centro dell’attenzione i temi dell’applicazione del referendum e la discussione sul futuro modello di gestione dei servizi essenziali, idrico in primis.

Martedì 14 e mercoledì 15 maggio sono iniziati due percorsi, uno a livello provinciale e l'altro a livello comunale, per decidere sul futuro della gestione dell'acqua (e dei rifiuti) per il territorio provinciale piacentino.

Le decisioni che verranno prese condizioneranno la gestione di questi servizi fondamentali per i prossimi decenni,  e ci diranno se a Piacenza verrà rispettata la volontà popolare espressa con i referendum del giugno 2011.

Per quanto riguarda il percorso comunale, i resoconti delle riunioni vengono riportati sul sito del Comune di Piacenza nella sezione “Piacenza partecipa”.

Per quanto riguarda il tavolo tecnico provinciale, nonostante le nostre richieste purtroppo al primo incontro del 14 maggio non è stata ammessa la partecipazione del pubblico. All'incontro è stata consentita la partecipazione di un rappresentante del Comitato, che ha nuovamente richiesto che questo percorso venga portato avanti in modo aperto e trasparente, consentendo la partecipazione della cittadinanza.

Il Comitato nell'occasione ha inoltre lasciato agli atti un documento, che trovate sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog insieme ad altro materiale utile e ad un documento precedente, consegnato in occasione dell'ultima assemblea del Consiglio Locale di Atersir.

Pur ritenendo positivo l'avvio di questi due percorsi, che chiediamo da tempo, dobbiamo sottolineare le nostre perplessità per il modo in cui sono stati fino ad oggi impostati.
In primo luogo evidenziamo una lacuna importante per quanto riguarda la partecipazione: al tavolo tecnico provinciale è stata ammessa la partecipazione di un rappresentante del comitato, ma non è stata per ora consentita la presenza dei cittadini, nemmeno in qualità di uditori.?

Riguardo al percorso comunale, il pubblico era ammesso in sala, anche se alla prima seduta non poteva intervenire (ci è stato detto che potrà farlo nelle sedute successive); la seduta è stata però convocata senza darne praticamente notizia a mezzo stampa, e tra i relatori non era inizialmente previsto il prof. Lobina (unico tra i relatori ad avere una impostazione favorevole alla ripubblicizzazione), che è stato inserito solo in seguito alle nostre pressioni ed alla nostra richiesta, appoggiata e formalizzata da alcuni consiglieri comunali.

In secondo luogo riteniamo ci sia un altro importante difetto di base: in entrambi i percorsi si parla di valutare quale sia la scelta migliore tra le modalità di affidamento consentite: affidamento "in house" oppure gara per l'affidamento ad una Spa privata o mista. Come abbiamo più volte sottolineato, la scelta è già stata indicata chiaramente dai cittadini con il referendum, che ha eliminato la possibilità di fare profitti sull'acqua. Pertanto i percorsi di cui sopra dovrebbero studiare  in che modo rispettare la volontà popolare, ovvero come ripubblicizzare la gestione dell'acqua (affidandola a un ente di diritto pubblico senza scopo di lucro) non se rispettarla o meno.

Riteniamo fondamentale che il dibattito politico si concentri su questi temi. Allo stato attuale è importante chi rappresenta Piacenza nel cda di Iren, ma ancor più importante è capire quale sarà il suo mandato, e quale modello vogliamo per la gestione dei servizi più vicini al territorio e ai cittadini, come il Servizio Idrico Integrato. Occorre un cambio radicale nelle modalità di gestione, affinché il servizio non venga più gestito da Società per Azioni che hanno come obiettivo la massimizzazione del profitto e che per loro natura mancano di trasparenza e partecipazione nella gestione.

Troviamo comunque preoccupante che all’interno della maggioranza si torni ad ipotizzare la vendita delle quote del Comune di Piacenza per fare cassa (voce fortunatamente smentita dal Sindaco Dosi), che comporterebbe un’ulteriore perdita del già labile controllo esercitato sui servizi pubblici locali essenziali gestiti da Iren.

Speriamo che la politica assuma presto una posizione chiara per il rispetto del risultato referendario, dopodiché anche il rappresentante nel cda di Iren dovrà fare la sua parte nell’applicazione del referendum, favorendo l’eliminazione delle quote di profitto dalle bollette, e lo scorporo del servizio idrico da Iren Spa per costituire un ente di diritto pubblico senza scopo di lucro.

Sembra ancora lunga la strada verso il modello di gestione pubblico e partecipato che osserviamo a Parigi, Cordoba, Grenoble e in altre città europee (e verso la quale proseguono anche Napoli e Reggio Emilia), in cui è presente un Comitato di sorveglianza e nel cda delle aziende siedono rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori, dei comitati e delle associazioni.

Speriamo che anche la comunità piacentina abbia la volontà e le capacita di raggiungere un simile modello virtuoso nella gestione dei servizi essenziali per i cittadini.