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07 January 2014
Rustigazzo, in scena il Premio della Bontà. I premiati FOTO
07 January 2014
gente in chiesa
L'intervento di Papamerenghi
Un momento della cerimonia
Il coro
I premi di Manfredi
La premiazione
Ieri ventinovesima edizione, a Rustigazzo di Lugagnano, del "Premio della Bontà" promosso dall’Amministrazione comunale, dal Gruppo Alpini dalla locale sezione dei donatori di sangue dell’Avis, dall’Unione Sportiva Valchero dall’associazione Pro Rustigazzo. Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta il "Premio della Bontà" è stato consegnato a "Overland for smile";  benemerenze a monsignor Domenico Ponzini, al quotidiano Libertà, al "telefono Rosa" e, alla memoria, ad Alberto Horak e Franca Cordani.

L’INTERVENTO DEL SINDACO DI LUGAGNANO JONATHAN PAPAMARENGHI:

Chiarissimi insigniti, Illustri ospiti

È con rinnovato piacere che per questa ventinovesima edizione del Premio della Bontà vi do il benvenuto qui a Rustigazzo, piccola frazione del Comune di Lugagnano Val d’Arda.

Oggi parliamo di persone che senza clamori hanno operato un’intera vita per permettere ai nostri paesi di essere dotati di fondamentali reti sociali rivolte alla famiglia ed agli anziani, rispondendo ai bisogni veri di una intera valle.

Parliamo di associazioni che da oltre vent’anni operano in aiuto delle donne, per creare una società più giusta.

Parliamo di una voce quotidiana prestata alla gente, e che per la gente si è fatta interprete di disagi, problemi spesso inascoltati, sempre con attenzione per i nostri territori di collina e di montagna, diventando non solo mezzo di comunicazione bensì fondamentale veicolo di atti di generosità, come è successo fin dal suo nascere con il Premio della Bontà che in questa voce ha trovato supporto.

Parliamo poi di bontà intesa anche come vicinanza al nostro territorio -in particolar modo con l’attenzione per Veleia ma non solo-, come attenzione alla crescita dello stesso, veicolata dall’investimento più grande, quello per la cultura e per la valorizzazione storica, e come presenza costante, indispensabile ed apprezzata, nei momenti più significativi della nostra vita di comunità.

Queste le quattro Menzioni d’Onore, alle quali se ne aggiunge una, alla memoria, di “un angelo col sorriso sempre stampato in volto”, strappato alla vita pochi mesi fa e strettamente legato al Premio della Bontà 2013, che consegniamo oggi.

Un premio dedicato ad un’organizzazione che, ramificata in tutta Italia, da anni ha dedicato lo sforzo dei tanti suoi volontari alla vicinanza concreta a tantissimi bambini degli orfanotrofi dell’Est, attraverso la loro cura odontoiatrica, superando addirittura i 25 mila interventi.

Vicinanza e cura alle quali si è dedicata l’Organizzazione Overland For Smile, insignita del Premio della Bontà 2013.

Ecco, in loro vediamo questa bontà, espressione di altruismo e sacrificio. Una bontà tutt’uno con l’indole umana e che ne accompagna il quotidiano percorso come sprone e richiamo morale. Quella bontà umile, che opera silenziosa, senza aspettarsi dei grazie. Bontà che però noi oggi vogliamo almeno provare a ringraziare, in modo semplice, con quella semplicità propria degli atti più sinceri.

Lascio alle storie degli insigniti parlarci in modo certamente proprio di cos’è la bontà.

A me invece il dovere di soffermarmi sul significato profondo, in continua evoluzione, di questa cerimonia.

In evoluzione: si. Oggi che ci inducono a confondere il buonismo con la bontà: essere buoni non è facile; essere buonisti invece è facilissimo, ma non porta nessun risultato positivo.

Con queste Menzioni, con questo Premio, allora, vogliamo prendere il messaggio che con il loro operato gli insigniti hanno saputo dare e lasciarci, come testimoni di bontà, affinché tutti noi possiamo farcene a nostra volta portavoce. Da qui l’importanza che questo evento possa dare la giusta visibilità ad atti di altruismo, soprattutto in questo periodo particolare della nostra storia e della nostra società. Periodo di profonda crisi, di aspre prove e di difficoltà che, dobbiamo esserne consapevoli, solo in ultima istanza sono economiche e minano la fiducia e la speranza della società.

Ecco, in periodi di eccezionale drammaticità come questi, quando stiamo vivendo un pezzo della nostra storia patria che segnerà profondamente il nostro paesaggio sociale, ancor più è prioritario, anzi indispensabile, non lasciare soli coloro che più lo subiscono. Sappiamo bene che troveremo qualche lacrima da asciugare; dovremmo però avere per chi soffre una parola di conforto, affinché sappiano gli afflitti che c’è qualcuno con loro specie nelle ore di mestizia e di amarezza. Proprio come ci insegna chi stiamo ringraziando oggi.

Quotidianamente, infatti, ci arrivano forti messaggi di disagio, che talvolta sfociano in atti drammatici, talvolta in movimenti popolari anche violenti: non possiamo essere sordi a queste drammatiche grida di aiuto. Ed in primo luogo non vi può essere sordo chi rappresenta un’Istituzione, qualunque essa sia, prime imputate per saper costruire un clima di fiducia e riaccendere quei valori Patrii che sempre hanno reso grandissima l’Italia.

Detto questo però, pur comprendendoli, non mi sento di sposare l’impressione di coloro che ritengono oggi di non poter fare nulla. Tutti - tutti! – possiamo fare cose grandi, scommettere su ideali grandi, grandi per il futuro nostro e del nostro Paese, pur nella consapevolezza che sarà molto dura arrivarci. Tutti infatti possiamo costruire un futuro di fiducia bellezza e bontà; se non lo si fa è solo perché non ne siamo abbastanza convinti.

Ecco, quindi, il grande stimolo che ci arriva oggi dai nostri premiati, e dai tanti che come loro quotidianamente meriterebbero queste onorificenze; portatori di speranza, artefici ed artigiani di futuro: pur di fronte a grandi difficoltà, abbiamo in mano gli strumenti per guardare con ottimistica fiducia all’avvenire.

Voi infatti ci insegnate che pur trovando nella vita chi fa proposte per fermare, per bloccare questa strada, non dobbiamo uniformarci alla corrente. Dobbiamo essere coraggiosi, andare avanti e contro corrente rispetto a certi canoni di civilizzazione che fanno tanto male a noi ed alla nostra società.

Concludo il mio saluto, ultimo di questo mio primo mandato da Sindaco, illustrissimi premiati ed ospiti, ringraziandovi per l’importante presenza a questa bella cerimonia e per il messaggio che ci lasciate: lavoriamo per un mondo nuovo, un mondo buono, che dia alla gioventù un futuro, alla vecchiaia una sicurezza e alla società la possibilità di sperare sempre.

L’INTERVENTO DEL VESCOVO MONS. GIANNI AMBROSIO


In occasione della consegna del premio Bontà  2014, desidero porgere a tutte le autorità, ai presenti e ai vincitori di questo prestigioso riconoscimento i miei più¹ vivi rallegramenti, nonché un fervido ringraziamento all’amministrazione comunale di Lugagnano val d’Arda per l’attenta selezione delle candidature. Auspico che questa manifestazione promuova con costanza i gesti di bene, di altruismo, di attenzione al territorio da parte di tanti cittadini che, con vera passione, mettono a disposizione le loro competenze e qualità personali. Auguro a tutti un sereno nuovo anno e per tutti invoco la benedizione del Signore.