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08 ottobre 2014
Abbattimento volpi, Enpa: "Provvedimento da campagna elettorale"
08 ottobre 2014
protesta a difesa della volpi
Di seguito il comunicato di Enpa sull’abbattimento delle volpi in provincia di Piacenza, insieme al comunicato del coordinamento delle associazioni ambientaliste. 

PIACENZA. NUOVO OK PER STERMINIO DELLE VOLPI IN ZONE VIETATE ALLA CACCIA. L’ENPA: PROVVEDIMENTO DA "CAMPAGNA ELETTORALE", INASCOLTATE LE PROTESTE DI MIGLIAIA DI CITTADINI


Roma, 7 ottobre 2014 - La recente decisione della Provincia di Piacenza di dare il via al massacro delle volpi nelle zone abitualmente vietate alla caccia con la solita, assurda, motivazione - si cibano di lepri e fagiani, specie oggetto di ripopolamento a fini venatori, ed entrano quindi in "competizione" con i cacciatori - incontra la decisa opposizione dell’Enpa.

E’ «Dietro a questa scelta, già contestatissima dall’opinione pubblica italiana, non vi sono altri motivi se non quelli tesi alla ricerca di consensi elettorali dell’ultimo minuto!», commenta l’Ente Nazionale Protezione Animali. «Secondo i vertici provinciali, dovremmo essere grati per aver fatto in modo di togliere la caccia alla volpe in tana, modalità estremamente cruenta e pericolosa anche per i cani impiegati - prosegue la Protezione Animali -. Quando si tratta di condannare a morte animali che tra l’altro svolgono un ruolo importantissimo nel controllo di specie cosiddette "problematiche", come ratti e nutrie, e che sono già specie cacciabili, l’Enpa e decine di migliaia di cittadini sono pronti a mobilitarsi e scendere in campo per salvare la vita di moltissimi esseri senzienti.»

Anche perchè - denuncia l’associazione - negli abbattimenti non c’è nulla di scientifico. I presunti "danni" causati dagli esemplari in questione sono quelli arrecati alla selvaggina pronto-caccia il cui acquisto e la cui reimmissione per far divertire le doppiette è fonte di gravi squilibri ecologici. Oppure quelli causati agli allevatori che invece, con l’aiuto delle istituzioni, potrebbero mettere in sicurezza i propri animali con appositi ricoveri, eliminando così ogni rischio di predazione. D’altro canto, questo è proprio ciò che prevede la legge 157/92, la quale subordina gli abbattimenti all’applicazione di metodi ecologici proposti e verificati dall’ISPRA. E’ però evidente che, invece di applicare soluzioni incruente e scientificamente efficaci, si voglia privilegiare la politica tesa ad un disperata ricerca di consensi.

«Ma si tratta - conclude l’Enpa - di una ricerca vana poichè i politici locali dovrebbero ormai sapere che tempi sono cambiati e che il mondo venatorio rappresenta una esigua minoranza di fronte al vero "mare di dissenso" espresso dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica italiana.»

Comunicato del coordinamento associazioni ambientaliste di Piacenza contro il piano di abbattimento delle volpi varato dalla Provincia. 

Sos Volpi: La Battaglia Ricomincia, il Coordinamento delle Associazioni animaliste ed ambientaliste di Piacenza si scaglia contro la delibera della Provincia di Piacenza
 
Una decisione assurda quella di autorizzare ora, in piena stagione venatoria , il Piano di abbattimento delle 239 volpi, lo stesso che la giunta aveva annullato in autotutela a novembre.
Ci riserviamo ovviamente di dare un giudizio tecnico entro breve per
capire cosa sia cambiato e cosa abbia fatto la Provincia in questi mesi per trovare giustificazioni tecniche alla decisione,  ma a caldo il primo pensiero va ai 11600 cittadini che hanno firmato la nostra raccolta firme per chiedere alla Provincia di non autorizzare l’abbattimento ed al loro clamoroso mancato ascolto, che per un ente che va a morire è veramente un pessimo messaggio e l'ennesimo autogol.
Vogliamo quindi complimentarci, anche a loro nome, con l’assessore Ghilardelli  e con l’intera giunta ed il Presidente per aver deciso che l’ultimo atto  in materia venatoria di questa Provincia sia proprio l’approvazione del piano di abbattimento delle volpi nelle aree protette .
Quale atto migliore per chiarire definitivamente ai piacentini da che  parte ha sempre pesato l’ago della bilancia delle politiche venatorie a Piacenza, gli interessi cioè del mondo agricolo per il quale ogni animale che non crea reddito è una inutile fonte di potenziali danni ed il mondo venatorio più retrogrado e consumista che ritiene ancora oggi un diritto cacciare anche quando gli animali sul territorio non ci sono, in contrasto con la legge sulla caccia, ed è disposto per questo a spendere centinaia di  migliaia di euro ogni anno per comprare animali a cui sparare, lepri e fagiani soprattutto, pretendendo al contempo dalla “Politica” sempre in cerca di consensi, anche elettorali, visto il periodo , l’autorizzazione a fare piazza pulita di tutti i possibili predatori e competitori che proprio le immissioni di selvaggina fanno aumentare.
Cosi le volpi diventano il “capro espiatorio” di tutti gli squilibri faunistici del territorio , ree di far sparire polli,  fagiani, pernici, starne e soprattutto le lepri quando è noto che il drastico calo della presenza di questi animali (lepri) sul territorio in questi ultimi due\tre  anni è il frutto di molteplici cause , tra le quali certamente la sparizione in pianura di quasi tutti gli habitat naturali di rifugio e riproduzione a causa della cementificazione del territorio e l’agricoltura intensiva.
Non può certo bastare l'esclusione della caccia in tana a rendere accettabile questo  piano di abbattimento.
Siamo di fronte ad una chiara mancanza di una qualsivoglia forma di reale gestione faunistico-venatoria  a Piacenza.
A fronte di una popolazione decimata di lepri la cui sparizione dovrebbe dovuto essere oggetto da una parte di seri studi e monitoraggi approfonditi e dall’altra di una contemporanea sospensione del prelievo venatorio  di almeno uno o due anni, per capire la situazione e permettere alla specie di potersi riprodurre, gli unici topolini partoriti da questa Provincia sono stati quello di limitare il prelievo a 4 lepri per cacciatore ed ora di deliberare di uccidere le volpi nelle aree protette, lasciando invece assurdamente inalterato il periodo di caccia alla lepre da settembre a novembre, per non scontentare troppo il mondo venatorio, avvallando di fatto l’assurda politica degli acquisti di selvaggina fatta da tutti gli ATC.
La volpe è tra l’altro specie cacciabile durante la stagione venatoria, quindi la limitazione del loro numero, se necessaria, dovrebbe avvenire in modo ordinario senza prevedere ulteriori piani di abbattimento che purtroppo diventano invece forme di caccia surrettizia per alcuni per poter cacciare tutto l anno  .
Ovviamente valuteremo insieme a tutte le associazioni piacentine cosa fare, ma è ovvio che la battaglia ricomincia.
 
Il Coordiamento delle associazioni animaliste ed ambientaliste di Piacenza
 
Legambiente Piacenza, Wwf Sezione Regionale, LAV, Micio Bau, Micioamico, Oipa, Senza Catene, Qua la Zampa, Gatti nel cuore,Lega Nazionale per la difesa del cane, Leal, Asilo del Cane
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