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17 gennaio 2017
Chi ha ucciso Moro? L'impegno per la verita di Gero Grassi fa tappa a Bobbio
17 gennaio 2017
Aldo Moro
a Bobbio Gero Grassi
“Chi e perché ha ucciso Aldo Moro” - Il resoconto a cura degli organizzatori

“Chi e perché ha ucciso Aldo Moro”, questo il titolo dell’incontro-conferenza tenuto venerdì 13 gennaio all’Auditorium “Santa Chiara” di Bobbio dall’onorevole Gero Grassi, su invito del segretario del circolo Pd di Bobbio, Gianluca Rossi, unitamente all’amministratrice del comune di Travo, Roberta Valla e al Presidente Unione Montana Val Trebbia, Ludovico Albasi.

Vicepresidente del Gruppo del Pd alla Camera dei Deputati, Gero Grassi da sempre impegnato politicamente, dapprima nelle file della Dc, quindi nel gruppo Margherita ed infine nel Pd, è promotore della legge istitutiva della Commissione d’inchiesta sulla strage di Via Fani e sull’omicidio di Aldo Moro, della quale è componente.

Il suo impegno e la sua passione per la ricerca della verità lo hanno portato negli anni a dedicare tempo ed energie non solo all’attività d’inchiesta, peraltro a rischio della sua stessa incolumità, ma anche, come lui stesso ribadisce più volte, allo sforzo di far conoscere tale verità. Perché, dice, facendo sue le parole di Carlo Bo, Rettore dell’Università di Urbino, il delitto Moro non è stato un delitto di Stato, ma un “delitto di abbandono.” Da qui una serie quasi interminabile di conferenze, più di 350, che dal 2014 lo hanno condotto in giro per l’Italia, passando anche, in tempi recenti, da Piacenza e Travo, per divulgare i risultati del lavoro d’indagine svolto dalla Commissione.

A colpire il pubblico attento, non solo la straordinaria padronanza dei fatti che porta Grassi a “snocciolare” date, numeri di targa, indirizzi e nomi con assoluta sicurezza, ma anche e non da meno, la vivida sensazione di essere trasportati in una pagina di storia; una storia ben diversa da quella studiata sui libri e ancora così vicina da risultare dolorosamente viva. Ma, a rimanere ai presenti, non è solo la sensazione amara di vivere in un Paese, dove poteri forti e spesso non legittimi hanno agito secondo vie oscure, come ampiamente dimostrato e documentato dalle inchieste,  ma anche la consolazione che deriva dalla consapevolezza dell’impegno e del grande lavoro di uomini che tali vie cercano di rendere meno oscure. 
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