Fondo diocesano, richieste in aumento. Cosi' come gli insolventi IL VIDEO
Prestito responsabile, punto cardine del fondo di solidarietà della Diocesi di Piacenza, nonostante lo "stop" deciso dagli amministratori per i mesi di marzo e aprile, le richieste continuano ad arrivare. Così come, purtroppo, cresce il numero di famiglie che non riesce a far fronte al pagamento delle rate.
Alla fine di febbraio risultano essere stati erogati 220 prestiti (3mila euro da restituire in 24 mesi a tasso agevolato) dalle tre banche che hanno aderito al patto di solidarietà della Diocesi di Piacenza (Banca di Piacenza, Credito cooperativo di Creta, Cariparma), per un importo complessivo di 562mila euro.
Ma sono già 5 le famiglie (diventate 7 all'inizio di marzo) cui il prestito è stato revocato per eccessiva morosità. Ed è ben superiore il numero di chi fatica a pagare con puntualità le rate, spiegano Lino Ferrari, Vicario generale della Diocesi; il diacono Giuseppe Chiodaroli, direttore della Caritas diocesana, presente insieme a Massimo Magnaschi; il rag. Adriano Dotti, coordinatore sportelli territoriali prestito responsabile.
Un segnale questo, di quanto la crisi sia forte in provincia di Piacenza. Anzi, come hanno già detto gli analisti di Confindustria, nel nostro territorio sta iniziando a svelarsi solo ora in tutta la sua portata. "Ci aspettavamo una percentuale di copertura del fondo al 70% - dice il direttore di Caritas - ma probabilmente dovremo abbassare questa previsione: grazie ad un controllo costante con le banche sappiamo che il numero di persone che risulta essere moroso è in continuo aumento".
Erogazioni di prestiti responsabili sospese, quindi, per due mesi. Ma sono già arrivate 50 prenotazioni e richieste vengono consegnate quasi tutti i giorni. "Uno stop era necessario anche per dare ossigeno al fondi solidarietà che funge da garanzia presso le banche - spiega Chiodaroli -. Al momento abbiamo raccolto 390mila euro. Puntiamo ad incrementarlo, chiedendo aiuto anche alle categorie dei liberi professionisti e ai dipendenti pubblici".
"La crisi però rappresenta anche un'opportunità - sottolinea monsignor Ferrari - perchè ci offre l'occasione di rivedere il nostro stile di vita, troppo legato al consumismo".
giusto Gianni, ecco dove finisce la crità cristiana? Elargiscono soldi ai bisognosi,frutto della solidarietà di noi tutti, per poi farseli restituire, non ho parole?!
Milly
11/03/2010 13.46
Date i soldi direttamente a chi ne ha bisogno
senza passare per sedicenti mediatori, oltretutto da noi l'Ente col maggior patrimonio è la Diocesi: che bisogno hanno di donazioni per fare carità? Perchè non usano i soldi che hanno già?
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