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18 aprile 2017
Espulso 2 volte prima della sparatoria. L'appello dell'Arma: "Costituisciti"
18 aprile 2017
carabinieri
È ancora in fuga il 26enne albanese, identificato dai carabinieri come l'autore della sparatoria avvenuta la sera di Pasqua in un bar di Alseno. Si tratta di un personaggio ben noto alle forze dell'ordine di Piacenza che nell'arco dell'ultimo anno lo hanno per due volte espulso in maniera coatta, accompagnandolo alla frontiera. Due espulsioni che si sommano ad una precedente, emessa dalla Questura di Forlì.

Nel Piacentino era stato fermato la prima volta ad aprile 2016: sprovvisto di permesso di soggiorno (il cui rinnovo gli era stato negato nel 2015) e con precedenti per porto di oggetti atti all'offesa, era stato messo a disposizione dell'uffficio immigrazione della Questura, che aveva deciso per l'espulsione coatta dal territorio nazionale, provvedimento che impone al soggetto il divieto di non rientro per 10 anni.

Invece, l'8 novembre 2016 è stato arrestato dai carabinieri di San Giorgio, che lo avevano nuovamente sorpreso con arnesi da scasso; nello stesso mese viene bloccato anche dai militari della compagnia di Fiorenzuola e finisce ancora in manette per non aver ottemperato il divieto di reingresso in Italia. Anche in questo caso la Questura ordina il rimpatrio e le forze dell'ordine lo imbarcano a Malpensa. 

Nonostante ciò, è nuovamente riuscito a rientrare nella provincia di Piacenza e ha trovare una collocazione ad Alseno, dov'era domiciliato nell'abitazione della sua connazionale. Le ricerche dei militari della compagnia di Fiorenzuola e del nucleo investigativo di Piacenza sono in corso dalla notte Pasqua, quando lo straniero, armato e in compagnia di una giovane connazionale, è fuggito a bordo di una Golf di colore scuro, facendo perdere le proprie tracce.

Gli investigatori sono riusciti a risalire alla sua identità, nonostante l'uomo abbia diversi alias e ora lanciano un appello: "Sappiamo chi sei, costituisciti e ne verrà tenuto conto".

Al momento l'accusa formulata nei suoi confronti è di tentato omicidio. Il 18enne marocchino, ferito alle gambe dal colpo di arma da fuoco, è ancora ricoverato all'ospedale di Parma in prognosi riservata.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, attraverso anche le testomianze degli avventori presenti nel locale al momento del fatto, la lite tra i due è stata scatenata da futili motivi. Il movente non sarebbe però la gelosia nei confronti della ragazza; il 26enne si sarebbe lamentato del fatto che il 18enne lo stava guardando con insistenza, chiedendogli cosa volesse e dando il via alla lite.
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