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16 marzo 2017
Ecco il riordino degli ospedali: "Potenziamento e specializzazione"
16 marzo 2017
La conferenza sanitaria in Provincia
La conferenza sanitaria in Provincia
La conferenza sanitaria in Provincia
La conferenza sanitaria in Provincia
Tutti i 4 ospedali della provincia (Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola, Bobbio) mantenuti e potenziati, al pari dei tre pronto soccorso e dei punti di primo intervento H24 di Bobbio e Farini, con ciascun presidio che assume una decisa specializzazione.

E' quanto prevede il piano di organizzazione e sviluppo della sanità di Piacenza presentato nel corso di una affollata riunione in Provincia della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria.

"In particolare - ha spiegato Luca Baldino, direttore generale Ausl - viene potenziata l’area medica in tutti gli ospedali, concentrata la casistica dell’area chirurgica e creato un polo interprovinciale riabilitativo altamente specializzato"

CASTELSANGIOVANNI: CHIRURGIA PROGRAMMATA CON 4 SALE OPERATORIE - Secondo quanto previsto del piano, l’ospedale di Castel San Giovanni, che rimane sede di guardia chirurgica H24, diventa la struttura di riferimento per la chirurgia programmata con degenza a 5 o 7 giorni (4 sale operatorie). Verranno potenziate le aree medica e cardiologica e radiologica; l’ospedale avrà 125 posti letto.

FIORENZUOLA: POLO RIABILITATIVO INTERPROVINCIALE (2 SALE OPERATORIE) - L’ospedale di Fiorenzuola ospiterà il polo riabilitativo interprovinciale nel quel confluirà anche l’Unità spinale; avrà un'area di terapia sub intensiva e sarà oggetto di investimenti in alte tecnologie per la riabilitazione; saranno attivati posti letto di cure intermedie per pediatria e medicina; avrà 2 sale chirurgiche.

Sarà sede della scuola di Fisioterapia dell’Università di Parma, in discussione anche la Scuola di Fisiatria; l’ospedale avrà 145 posti letto.

BOBBIO: OSPEDALE DI COMUNITA' - Per quanto riguarda l’ospedale di Bobbio (24 posti letto), già trasformato in ospedale di comunità, manterrà tutte le caratteristiche dell’ospedale e sarà potenziata la parte assistenziale per la gestione dei pazienti più complessi.

PIACENZA: CHIRURGIA COMPLESSA E CHIRURGIA D'URGENZA - L’ospedale di Piacenza continuerà ad essere invece "la struttura di riferimento per i casi ad alta complessità tecnico professionale; per quanto riguarda la patologia oncologica, sarà organizzata in onco-team, gruppi di professionisti multidisciplinari che accompagnano il paziente dalla diagnosi al follow up; continua a essere riferimento unico per l’emergenza e urgenza grave".

L’ospedale avrà circa 500 posti letto e l’area chirurgica sarà organizzata in base a due linee di intervento: chirurgia programmata e chirurgia d’urgenza.

Spazio anche al progetto del nuovo ospedale di Piacenza: avrà circa 500 posti letto, circa 100.000 mq costruiti, 5 piani, 3 dei quali in superficie, 1.500 posti auto (3 per per posto letto) e costerà circa 230 milioni di euro.

VILLANOVA: POLO FEDERALE CENTRO NORD DEL COMITATO PARALIMPICO - "La struttura di Villanova - viene evidenziato - non sarà lasciata senza una funzione: sono in corso trattative perché possa ospitare un centro federale dell’area centro-nord del Comitato Paralimpico Italiano". Il direttore Baldino risponde anche alle obiezioni arrivate, in questi mesi, contro lo spostamento dell'unità spinale da Villanova. "L'altro centro riabilitiativo, Montecatone (a Imola, ndr) si occupa del 90% dei casi della Regione. Villanova non è in grado di reggere il confronto per la complessità della casistica, e in più non possiede i necessari requisiti per la prossima procedura di accreditamento, come la terapia subintesiva - spiega il direttore Baldino -. Adeguare Villanova ai requisiti richiesti comporterebbe un investimento di 8 milioni e 100mila euro di investimento per le infrastrutture, oltre a un milione e 200 mila euro in più per il personale. Invece spostare l'unità spinale a Fiorenzuola costerebbe poco meno di un milione di euro. La scelta è quella del minor rischio. A chi mi dice che i soldi non sono un problema e che è possibile trovare 10 milioni di euro, vorrei che venisse a fare il mio mestiere perché io i problemi li vedo eccome. Con questa operazione Fiorenzuola diventerebbe il polo riabilitativo dell’Emilia Nord, un polo di valenza provinciale, con un bacino d'utenza esteso a Parma e anche a parte di Reggio Emilia".  

LA RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI TERRITORIALI - Si è parlato anche di riorganizzazione dei servizi territoriali (Case della salute e dai medici di medicina generale anche riunirti in gruppo)

Le Case della salute programmate sono localizzate a Piacenza, Fiorenzuola, Bobbio, Lugagnano e Carpaneto (imminente inaugurazione). Sono già attive invece le case della salute di Podenzano, San Nicolò, Borgonovo, Bettola, Monticelli e Cortemaggiore: "Obiettivo principale della riorganizzazione  territoriale - spiega l'Ausl - è garantire il più possibile a tutta la popolazione l’accesso agli stessi servizi, indipendentemente dalla zona di residenza, e in particolare garantire la prossimità dei servizi alla popolazione più fragile, ovvero gli anziani e i pazienti cronici".

"Il modello della nuova Casa della Salute piacentina è quello di un luogo catalizzatore di integrazione professionale, logistica e istituzionale dell’offerta territoriale, ed è quindi funzionale alla presa in carico dei pazienti più complessi, in particolare quelli cronici. Nelle case della salute sarà attivo anche l’Ambulatorio infermieristico: si tratta di una novità introdotta dal Piano, un vero e proprio presidio infermieristico composto da un nucleo di infermieri presenti fisicamente nella Casa della Salute, che garantisce un servizio di accoglienza e orientamento per tutta l’utenza di riferimento, almeno nella fascia 8-18".

"L’ambulatorio del Medici di medicina generale all’interno della Casa della Salute è il luogo in cui si pratica l’approccio della medicina di iniziativa per la presa in carico dei pazienti più complessi. Le 3 sperimentazioni avviate (Rivergaro, Monticelli e Piacenza) mostrano che l’approccio proattivo (arruolamento dei pazienti) garantisce un eccellente livello di aderenza al percorso (a Rivergaro, aderenza dal 50% a oltre il 95%)".

CALZA: "ANCHE NOI AMMINISTRATORI SIAMO UTENTI DEL SERVIZIO SANITARIO" - "Voglio ringraziare tutti i componenti dell’ufficio di presidenza per il contributo dato nella stesura del piano di riordino della rete ospedaliera - ha affermato durante i lavori il presidente della conferenza socio sanitaria Patrizia Calza.

"Questi incontri si sono svolti nell’ottica di trasparenza e partecipazione, insieme alla direzione generale. Il direttore generale Ausl Luca Baldino ha presentato una proposta che non è quella definitiva, ma che è comunque frutto del lavoro degli amministratori che hanno fatto pervenire il proprio pensiero e le loro osservazioni".

"Gli amministratori sono chiamati a un giudizio difficile, sintetico, che tenga conto delle tante esigenze, come quella della salute, dei bisogni di salute emergenti, delle modifiche della ricerca sanitaria; l'obiettivo fondamentale nostro è che gli ospedali siano sicuri, in grado di attrarre professionisti competenti e capaci".

"Noi amministratori siamo pienamente parte del sistema, non siamo deus ex machina che prendono decisioni dall'alto per poi ricadere sui cittadini, ma siamo consapevoli che noi stessi siamo potenziali pazienti, interessati in primis come privati cittadini, potenziali utenti del servizio sanitario. Vorrei che questa consapevolezza fosse un patrimonio comune di tutti". 

CALLORI (FI) - "PROPOSTA INSENSATA" -“Il Direttore dell’Azienda USL di Piacenza cerca addirittura l’accordo con le organizzazioni sindacali e il loro benestare in merito al piano di riordino della rete ospedaliera piacentina. La proposta di riorganizzazione di tale rete ospedaliera, come già espresso a viva voce da cittadini, degenti e da chi rappresenta la volontà dei territori è quantomeno insensata. La sanità piacentina ha bisogno di essere potenziata e migliorata per permettere la fruizione di prestazioni eccellenti e di ottima qualità e di continuare ad offrire, territorialmente, specificità esemplari".

Così Fabio Callori, Vice Coordinatore Regionale Forza Italia, interviene in merito al piano di riordino della rete ospedaliera.

"Le categorie sindacali, prima di accettare tale riassetto dicendo che ne “condividono i contenuti e che l’attuazione dei progetti porterà un miglioramento delle condizioni di accesso e della qualità dei servizi rivolti ai cittadini” è opportuno che ne ponderino  attentamente la sua attuazione  e che si confrontino con le realtà territoriali".

"I Primi Cittadini, espressione della volontà di chi rappresentano, - prosegue - devono quindi, in modo compatto, esprimere dissenso al  piano di riorganizzazione che, così come proposto, porterà solo a  depotenziamenti,   a servizi mediocri e alle conseguenti inevitabili chiusure delle strutture presenti sui territori".

"Invito quindi fermamente - conclude Callori - i dirigenti della sanità piacentina unitamente ai vertici regionali a riflettere e a decidere considerando esclusivamente il meglio per la tutela della salute pubblica, un diritto assoluto per tutta la cittadinanza”.
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