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02 novembre 2013
Stagione Concertistica, pioggia di applausi per Leo Nucci FOTO
02 novembre 2013
Leo Nucci firma gli autografi
Nucci in scena
Nucci in scena
Il baritono Leo Nucci
Con “La parola scenica”, il recital dell’amato baritono Leo Nucci, si è aperta ieri la Stagione Concertistica 2013-2014 della Fondazione Teatri di Piacenza, la prima sotto la direzione artistica di Cristina Ferrari. GUARDA IL FOTOSERVIZIO DI PROSPERO CRAVEDI

Concepito come un nuovo, vero spettacolo, col susseguirsi di romanze da camera e arie d’opera col ritmo incalzante delle azioni di un dramma verdiano, l’imperdibile appuntamento, che ha visto Leo Nucci accompagnato dall’Italian Chamber Opera Quintet (Paolo Marcarini, pianoforte – arrangiamenti; Pierantonio Cazzulani, violino; Christian Serazzi, viola; Andrea Cavuoto, violoncello; Marta Pettoni, arpa), è stata un ulteriore occasione per celebrare i duecento anni della nascita del grande compositore bussetano e per la quale la Fondazione Teatri ha ottenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la possibilità di fregiarsi del logo nazionale per le celebrazioni del Bicentenario della nascita del Maestro nonché di quello regionale denominato “Verdi200”.


Questo spettacolo, che Leo Nucci, universalmente riconosciuto interprete verdiano di riferimento, dedica a Verdi e alle Celebrazioni Verdiane del Comune di Piacenza, nasce da quel continuo bisogno di stimoli nuovi che è comune ai grandi artisti: bisogno di creare e di dare luce nuova a ciò che esiste già e rappresenta la prima tappa italiana di un tour internazionale che lo vede impegnato con questo programma in Teatri come il Tokyo Opera City,  il Coven Garden di Londra, passando per l’Opera di Stato di Vienna,  il Forum “Grimaldi” di Montecarlo e, dopo Piacenza, il Teatro Petruzzelli di Bari.


Ma perchè intitolare un concerto “Parola scenica”? A spiegarlo è lo stesso Nucci citando un passo di una lettera che Verdi scrisse nel 1870 al Ghislanzoni: «Per parole sceniche intendo quelle che scolpiscono una situazione od un carattere, le quali sono sempre anche potentissime sul pubblico. So bene che talvolta è difficile darle forma eletta e poetica. Ma…(perdonate la bestemmia) tanto il poeta che il maestro devono avere il talento e il coraggio di non fare né poesia né musica». Il baritono ha infatti precisato che “era stato proprio Verdi a coniare l’espressione “parola scenica” come una dichiarazione di poetica, di estetica e di vita”.



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