Carini (Pd): "Il Governo abbandoni la prospettiva nucleare"

“Il governo mette in ginocchio il settore delle energie rinnovabili, a rischio migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna. Di fronte ai fatti del Giappone occorre un ripensamento radicale anche sulla prospettiva di ritorno al nucleare”.

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“Il governo mette in ginocchio il settore delle energie rinnovabili, a rischio migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna. Di fronte ai fatti del Giappone occorre un ripensamento radicale anche sulla prospettiva di ritorno al nucleare”. E’ una critica pesante quella espressa dal consigliere regionale Marco Carini (Partito Democratico) di fronte alle scelte dell’esecutivo nazionale che hanno una ricaduta anche sul territorio piacentino. Insieme al gruppo del Pd a Bologna, Carini ha presentato una risoluzione all’Assemblea Legislativa sul decreto Romani in materia di energia rinnovabile per chiedere alla giunta regionale un rapido intervento per contrastare e modificare una normativa che metterà in crisi il settore fotovoltaico e a rischio migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna.
 
Carini sottolinea come tale normativa penalizzante per le energie rinnovabili appaia totalmente in contrasto con la necessità di puntare su fonti pulite e sostenibili, resa ancora più attuale dai fatti drammatici del Giappone.
“Non si tratta di considerazioni dettate dall’emergenza atomica venutasi a creare, ma arrivano a valle di un’attenta elaborazione condotta dal Partito Democratico. Tutto il piano energetico del governo è sbagliato, caratterizzato da un forte centralismo ed incapace di sostenere la nascente filiera della Green economy”.
 
“Negli ultimi anni la Regione Emilia-Romagna – fa notare Carini – ha dimostrato una forte attenzione al tema delle rinnovabili: con il nuovo piano energetico triennale la Regione vuole raggiungere e superare l’obiettivo europeo fissato al 2020 di una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 17 per cento. La risoluzione, che ho presentato insieme al gruppo Pd, si oppone dunque all’approvazione di un decreto governativo che renderà molto difficile, se non impossibile, il perseguimento degli obiettivi europei richiamati, che non consentirà di ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali, e metterà in crisi uno dei pochi settori floridi della nostra economia”.

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