Redditi, Piacenza 31esima in Italia. I più “ricchi” a Gazzola

Con un reddito imponibile di 25mila e 800 euro a testa, Piacenza si piazza al 31esimo posto nella classifica pubblicata da "IlSole24Ore". La graduatoria si riferisce al reddito calcolato sui contribuenti tenuti a versare l’Irpef. Al primo posto fra i comuni piacentini più ricchi si colloca Gazzola con un reddito pro capite di oltre 27mila euro

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Con un reddito imponibile di 25mila e 800 euro a testa, Piacenza si piazza al 31esimo posto nella classifica pubblicata da “IlSole24Ore”. La graduatoria si riferisce al reddito calcolato sui contribuenti tenuti a versare l’Irpef sui dati del Dipartimento delle finanze del 2009. La posizione della nostra città è invariata rispetto all’ultima rilevazione: in testa c’è Milano con un reddito pro capite di quasi 37mila euro, mentre in coda si affollano i centri delle nuove province create da poco. 

Un capitolo a parte merita la graduatoria tutta piacentina dei comuni della nostra provincia consultabile qui : al primo posto fra i comuni più ricchi si colloca Gazzola con un reddito pro capite di oltre 27mila euro, poi viene il capoluogo, a seguire Gossolengo con 25mila e 500 euro a testa e Rivergaro (25mila e 200). I comuni più “poveri” della provincia sono della fascia montana: “maglia nera” a Morfasso con 15mila e 700 euro a testa, preceduto da Zerba, Corte Brugnatella e Farini.

Il pezzo del “IlSole24Ore” spiega che emerge un’Italia a due velocità dall’analisi elaborata dai tecnici del Dipartimento sulla base dell’imponibile 2009 dichiarato con il 730 e Unico 2010 ai fini delle addizionali comunali e regionali Irpef. Non si tratta, quindi, del reddito medio di tutti di contribuenti Irpef, ma del reddito denunciano dai soggetti tenuti a versare l’imposta. Restano fuori, in pratica, coloro che sono riusciti ad azzerare l’Irpef, grazie a esenzioni e detrazioni: 10,5 milioni di contribuenti su 41,5.

Il risultato è una fotografia città per città degli italiani che denunciano introiti tassabili con l’Irpef. Una fotografia che sfuma leggermente le differenze reddituali tra Nord e Sud, e fa risaltare invece la maggiore “densità” di contribuenti nelle zone più ricche del Paese.
Ad esempio, il reddito medio calcolato su tutti i contribuenti va dai 13.860 euro della Calabria ai 22.430 euro della Lombardia, con uno scarto del 61 per cento. Il reddito imponibile ai fini delle addizionali, invece, va da un minimo 19.350 euro in Basilicata a un massimo di 25.810 euro nel Lazio, con uno scarto del 33 per cento. Come dire: se si guardano solo i soggetti davvero tenuti a pagare l’Irpef, la distanza in termini reddituali si accorcia. Il divario si allarga, al contrario, se si rapporta il numero di questi soggetti alla popolazione cittadina. A Siena pagano l’Irpef 67 persone su 100, conteggiando tutti i residenti, bambini e anziani compresi. A Barletta e Andria, invece, ci si ferma a quota 34, praticamente la metà.

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