Camusso a Piacenza: "Il futuro dei giovani è adesso" IL VIDEO foto

Susanna Camusso, a Piacenza per festeggiare i 120 della nostra Camera del Lavoro. "Il 6 maggio sciopereremo per questi motivi, per un nostro senso di responsabilità. Perchè è necessario un cambiamento e non possiamo solo guardarci indietro".

"Il futuro dei giovani è già adesso, dobbiamo lasciare loro il palcoscenico. Ma come farlo in questo momento così delicato? Aiutando a ricostruire la democrazia".  Susanna Camusso, venerdì a Piacenza per festeggiare i 120 della nostra Camera del Lavoro, ha iniziato il proprio intervento, che conclude la manifestazione in corso al Salone Nelson Mandela.
"La democrazia è il tema centrale, 120 anni fa come nel 2011. Per i giovani ora come non mai però è necessaria una istruzione solida e valida. E questo è possibile solo con una scuola nazionale, pubblica, che funziona bene. Come è possibile? Tutelando solo chi ci lavora, e non riducendo il numero del personale, e garantendo investimenti".

"Ai giovani dobbiamo parlare anche di lavoro. Ma di quale lavoro stiamo parlando? Non è possibile, anche in un periodo di crisi, rinunciare ai diritti e alla tutela dei lavoratori. Non è possibile far passare l’idea che la precarietà possa essere una condizione a vita".

"Il nostro grande problema, insieme a quello di ricostruire l’unità del lavoro, è il contrastare la paura e la rassegnazione. Rassegnazione che ha trovato sponda anche nelle altre organizzazioni sindacali, con l’idea che possano essere solo altri da noi a cambiare le cose. Invece il cambiamento di cui abbiamo bisogno parte da piccoli passi, che partono dall’occuparsi dei problemi del Paese".

"Per far partire il cambiamento è necessario trovare un linguaggio che parli a tutti, al lavoratore già sindacalizzato, ai ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro, alle donne che non riescono a trovare un’occupazione e a chi pensa che l’unico modo per costruirsi un futuro sia necessario lasciare il Paese".

"Il Paese cambia anche se gli si dà un obiettivo, un obiettivo di giustizia e riduzione delle disuguaglianza. Questo garantisce equità nel lavoro, e questo è possibile con nuove rosorse. Sono d’accordo con il ministro dell’Economia quando dice che è contrario a nuove tasse. Lo pensiamo anche noi. Ma crediamo che ci ha grandi patrimoni debba pagare di più. Non è giusto che la casa comprata a Lampedusa in una notte per fare spettacolo abbia lo stesso valore di un’abitazione comprata con sacrifici".

"Il tema del fisco riguarda l’uguaglianza sociale. Se c’è ridistribuzione del reddito c’è uguaglianza, e questa è una straordinaria ricetta economica per rimettere in moto il mercato interno e i consumi".

"Il 6 maggio sciopereremo per questi motivi, per un nostro senso di responsabilità. Perchè è necessario un cambiamento e non possiamo solo guardarci indietro".

LA STORIA – La prima "Borsa del Lavoro" di via Borghetto 

Cominciarono a riunirsi il 23 marzo di 120 anni fa al piano rialzato di un palazzo della centrale via Borghetto, erano soprattutto braccianti, panettieri e lavoratori delle fabbriche di bottoni: fondamentale era coalizzarsi, stringere un patto per strappare ai padroni la tariffa oraria più vantaggiosa.  La prima “Borsa del Lavoro” d’Italia è nata a Piacenza nel 1891, modello che si è poi gradualmente esteso in tutto il Nord di un paese unificato da poco, dalla provincia ai grandi centri avviati all’industrializzazione. E’ un’eredità importante quella che in questi giorni si appresta a raccogliere con una serie di appuntamenti e iniziative la Cgil piacentina. Sarà la segretaria nazionale Susanna Camusso a suggellare le celebrazioni che, come ha sottolineato il segretario della Camera del Lavoro di Piacenza Paolo Lanna, debbono servire a riportare l’attenzione “sui valori di pluralismo, concretezza, capacità di tenere assieme in un progetto comune diversi mestieri e diverse tradizioni che definiscono il tratto fondante del sindacato confederale”.
 
“Le rivendicazioni molto pragmatiche di quei lavoratori di 120 anni fa –  sottolinea Lanna – per ottenere condizioni salariali più giuste e il rispetto della dignità erano le premesse di un progetto culturale e politico più ampio. L’esigenza del nostro presente segnato dalla crisi è esattamente la stessa, quella di tenere assieme la concretezza dei problemi quotidiani con una visione di cambiamento profondo delle ingiustizie del mondo globale”. Tante le tappe della storia che segnarono la vita della Camera del Lavoro piacentina: profonda la relazione con le realtà locali, in particolare con le municipalità, basti pensare che nel 1891 fu il Consiglio comunale di Piacenza a fornire alla Borsa del lavoro i fondi per pagare l’affitto della sede. Quella sede che nell’ottobre del 1954 venne occupata dalla polizia di Scelba per sgomberare i lavoratori. La sera dello stesso giorno in un’assemblea di migliaia di persone venne lanciata la sottoscrizione per costruire la nuova Camera del Lavoro. Nell’aprile del 1955 a posare la prima pietra fu Giuseppe Di Vittorio (nella foto).

IL PROGRAMMA

Cgil Piacenza festeggia il 120 anniversario della propria fondazione con un evento che si tiene oggi, primo aprile, al Salone Nelson Mandela della Camera del Lavoro, alla presenza del segretario nazionale Susanna Camusso. Paolo Lanna, segretario provinciale, ha presentato nei giorni scorsi il programma della giornata.

Si inizierà alle 9 e 30, con i saluti delle autorità cittadine, per poi lasciare spazio al cortometraggio "Volti al lavoro" di Daniele Signaroldi, seguito dalla presentazione dei progetti Arte al lavoro, realizzato in collaborazione con Gap, liceo Cassinari, Agenzia Quartiere Roma. Sarà poi la volta di "Swish", spettacolo teatrale inedito di Allegra Spernanzoni, con Lucia Vasina e musiche di Luca Garlaschelli. A mezzogiorno prenderà la parola il segretario nazionale Susanna Camusso. In allegato il programma completo della giornata

PiacenzaSera segue l’evento in diretta web
 

 

Il programma completo

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