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Cattolica, ad Agraria l’86% degli studenti trova lavoro in un anno

Secondo i dati di Agrofarma l’84% dei laureati magistrali e l’86% dei laureati triennali dell'ateneo piacentino sono inseriti nel mercato del lavoro a un anno dalla laurea

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In un momento di crisi economica, i giovani continuano a credere nell’agricoltura come possibile sbocco professionale. E fanno bene.
Lo confermano i dati di Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica, e il cui presidente, Luigi Radaelli evidenzia come l’agricoltura sia un settore “che può offrire molto ai giovani neolaureati. Oltre la metà dei laureati in Agraria trova lavoro in un anno” ed il settore degli agrofarmaci è un esempio di come l’agricoltura possa dare, anche in tempo di crisi, delle concrete possibilità di lavoro ai giovani ricercatori italiani .
Concretezza di opportunità che presso la facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza si esprime con percentuali di inserimento di molto superiori alla media nazionale, raggiungendo l’84% dei laureati magistrali e l’86% dei laureati triennali inseriti nel mercato del lavoro a un anno dalla laurea. “La nostra è una vera e propria facoltà di scienze biologiche e della vita, riconosciuta a livello internazionale per la qualità della ricerca e della formazione – sottolinea il preside della facoltà di Agraria piacentina prof. Lorenzo Morelli – Grazie alle due lauree di primo e secondo livello Scienze e Tecnologie Alimentari e Scienze e Tecnologie Agrarie, a cui si aggiungono la laurea magistrale in Economia e gestione del sistema agro-alimentare e i numerosi master che approfondiscono temi legati al settore alimentare, offriamo una preparazione vasta e completa.”

“Grazie alle strette collaborazioni, consolidate in oltre 50 anni di attività, con istituzioni nazionali internazionali e aziende del settore agroalimentare, riusciamo a proporre ai nostri laureati serie e significative opportunità di inserimento”.

Tra i settori in cui è richiesto il laureato in Agraria vi è quello della Ricerca e Sviluppo.

Nell’ultimo anno, circa l’80% delle Società aderenti ad Agrofarma ha svolto attività di R&D, investendo ben 48 milioni di euro, pari al 6% del fatturato complessivo del comparto – continua Radaelli – inoltre, nel nostro settore, circa il 14% del numero totale di addetti è dedicato alla ricerca, l’85% dei quali sono ricercatori a tempo pieno”.
Un altro dato importante da tenere in considerazione è che, secondo le stime di Coldiretti, su circa 210 mila aziende agricole operanti in Italia, almeno 30 mila hanno a capo giovani professionisti under 40, a testimonianza del forte dinamismo dell’agricoltura italiana.

In questo settore si assiste, infatti, anche a una notevole crescita della presenza femminile: secondo i dati della Cia, Confederazione italiana agricoltori, in Italia le donne sono il 29,2% dei titolari d’imprese agricole: in pratica, oggi un imprenditore agricolo su tre è donna. Un dato considerevole, se si pensa che agli inizi degli anni Settanta erano appena 19 su 100.

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