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Compiani: "Qualità della vita e sicurezza abitano a Fiorenzuola"

"Lo ha detto - spiega il candidato sindaco - un’indagine pubblicata dal settimanale Panorama. Tra i parametri che collocano Fiorenzuola ai primi posti per qualità della vita tra tutti i comuni italiani,c’è anche quello della sicurezza".

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Intervento di Giovanni Compiani, candidato sindaco di Fiorenzuola Insieme

 

A Fiorenzuola la qualità della vita è di casa. Non è Giovanni Compiani a dirlo. Non è neppure un organo di informazione vicino al centro-sinistra a evidenziarlo. Lo ha detto, alla fine del 2009 (non trent’anni fa), un’indagine pubblicata dal settimanale Panorama. Tra i parametri che collocano Fiorenzuola ai primi posti per qualità della vita tra tutti i comuni italiani,c’è anche quello della sicurezza. Un tema da sempre al centro della nostra azione amministrativa. Siamo infatti l’unico comune della provincia di Piacenza ad essersi dotato di un sistema di videosorveglianza con diciassette telecamere, l’ultima delle quali sistemata nel parcheggio di via Corridoni utilizzato dai pendolari. E altre ne aggiungeremo.

 
Ma che Fiorenzuola è una città sicura lo dicono anche i dati forniti dalle forze dell’ordine: nella prima metà del 2010, ci hanno comunicato i Carabinieri (non sono quindi dati nostri), i furti sono calati del 47% rispetto ai primi sei mesi del 2009.
A proposito del tema dell’immigrazione negli ultimi giorni ne ho sentite davvero tante. Partendo dalla premessa che, nel nostro Paese, è stato il governo c’è il centro-destra a battere tutti i record di ingressi di irregolari, secondo qualcuno in città ci sarebbero 2.500 clandestini. Dove sarebbero questi 2.500 clandestini che potrebbero riempire il nostro stadio Comunale? Vi sembra possibile?
I dati sono questi: a Fiorenzuola ci sono 2.400 stranieri regolari (il 16% della popolazione). La stragrande maggioranza di questi stranieri è inserita nel sistema socio-economico del territorio: è impiegata in imprese locali, alcune delle quali condotte da imprenditori di ispirazione leghista, facendo lavori che gli italiani rifiutano. Anche il luogo comune che agli stranieri andrebbe gran parte degli alloggi popolari sono i dati a smentirlo: sui 210 assegnati, solo 29 sono andati a cittadini stranieri.
Nessuno nega che quello dell’immigrazione sia un tema complesso da governare. Noi, rifuggendo le soluzioni semplicistiche, i “fora di ball”, abbiamo scelto la strada della gestione. Abbiamo organizzato corsi di cittadinanza attiva. Abbiamo istituito la figura del mediatore culturale. E continueremo su questa strada. Non dando tregua a chi (italiani e stranieri) rifugge dalle regole della convivenza civile.  
 

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