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Con 30 grammi di coca in auto. Arrestato dopo il viaggio di nozze foto

Arrestato appena rientrato dal viaggio di nozze. E’ successo ad un albanese di 23 anni, fermato mercoledì sera dai carabinieri del nucleo investigativo all’esterno di un bar di viale Dante a Piacenza.

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Arrestato appena rientrato dal viaggio di nozze. E’ successo ad un albanese di 23 anni, fermato mercoledì sera dai carabinieri del nucleo investigativo all’esterno di un bar di viale Dante a Piacenza. Il giovane, in compagnia della moglie, una 20enne rumena, era stato più volte notato in compagnia di persone conosciute come assuntori di stupefacenti: quando è scattato il controllo la coppia era appena rientrata dalla Romania dove avevano celebrato il matrimonio e trascorso il viaggio di nozze, particolare che ha dato il nome all’operazione, denominata appunto "Luna di miele".

Nella loro auto i militari guidati dal capitano Rocco Papaleo hanno trovato, nascosti sotto uno dei sedili, tre involucri contenenti in tutto 30 grammi di cocaina, sui quali la coppia ha detto di non sapere nulla. Niente è stato invece rinvenuto nella loro abitazione di Roveleto di Cadeo, dove li attendevano i parenti in festa. Per il 23enne si sono così aperte le porte del carcere delle Novate con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; la moglie è invece stata denunciata a piede libero.

Nascosto in una stalla a Mortizza, arrestato latitante

Doveva scontare una condanna di un anno e otto mesi di reclusione per spaccio, ma da alcune settimane si era reso irreperibile. A mettere fine alla sua latitanza ci hanno pensato i carabinieri del nucleo investigativo, che lo hanno scovato nel particolare nascondiglio in cui si era rifugiato: una stalla nelle vicinanze di Mortizza. Per l’uomo, un 35enne residente a Sant’Angelo Lodigiano, sono così scattate le manette. I militari lo hanno rintracciato, dopo alcune segnalazioni da parte di agricoltori della zona, in una cascina in località Gargatano. Il 35enne si era rifugiato nel piacentino nel tentativo di contattare una ragazza con la quale aveva avuto in passato una relazione e aveva trovato riparo all’interno della stalla, sfruttando anche la presenza di una vacca grazie alla quale si procurava latte per nutrirsi. Grazie all’utilizzo di un nuovo sistema informatizzato di raccolta e confronto delle impronte digitali (foto), i carabinieri hanno rapidamente scoperto la condanna pendente sull’uomo, che è stato condotto alle Novate.

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