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Idv: "Il Governo cambia la legge sul nucleare, noi non ci fidiamo"

"Italia dei Valori presenterà un subemendamento all’emendamento del Governo in cui, in modo secco, si chiede l’abrogazione totale della norma e la presa d’atto che la stessa è conseguente all’azione politica e referendaria dell’Italia dei Valori"

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Intervento di Idv Piacenza

Il Governo ha innescato la retromarcia sul ritorno alla tecnologia nucleare; quella che doveva essere una scelta epocale difesa e sostenuta nel tempo oltre ogni logica di buon senso stava oggi per traformarsi, avvenuta la tragedia di Fukushima,  in un vero e proprio harakiri visto l’imminente referendum del 12-13 giugno (non solo contro il ritorno all’atomo ma altresì per mantenere l’acqua bene pubblico ed eliminare il legittimo impedimento, temi su cui Idv ha raccolto nel 2010 oltre due milioni di firme) e constatato che gli italiani non sono disposti ad accolarsi i rischi e gli effettivi pericoli che il nucleare comporta.
 
Quindi, la mossa per impedire il raggiungimento del quorum si è concretizzata con la presentazione di un emendamento,  in cui però viene semplicemente posticipata  "l’individuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio di impianti volti a produrre energia nucleare". Il dietrofront non ci lascia tranquilli, perché siamo certi  che il Governo ci riproverà appena passata la tornata amministrativa e quando l’impatto della tragedia di Fukushima sull’opinione pubblica si sarà affievolito.
 
D’altronde ci avevano già provato con il mancato election day (cioè l’accorpamento di amministrative e referendum) che ha permesso lo spreco della modica cifra di 350 milioni di euro di soldi pubblici, e successivamente utilizzando la moratoria sul nucleare, ma stavolta la maggioranza, con l’emendamento di cui abbiamo dato conto, si è voluta spingere oltre pur di non ammettere il proprio personale fallimento.
 
Un tantativo disperato di bloccare i referendum, con l’obiettivo di depotenziare soprattutto il quesito sul legittimo impedimento che riguarda direttamente il Premier, visto che ogni giorno aumentano i cittadini disposti a recarsi alle urne per affossare, grazie allo strumento messo a disposizione dalla Carta Costituzionale, le politiche intraprese dal Governo.
 
In risposta all’escamotage l’Italia dei Valori presenterà un subemendamento all’emendamento del Governo in cui, in modo secco, si chiede l’abrogazione totale della norma e la presa d’atto che la stessa è conseguente all’azione politica e referendaria dell’Italia dei Valori. 
 
Idv interverrà inoltre presso gli organi istituzionali preposti, in particolare l’ufficio per i referendum della Corte di Cassazione, affinché certifichi che, così come proposta, questa modifica è una truffa e che senza l’abrogazione totale della legge  persiste il referendum sul nucleare. 
 
Fin d’ora però invitiamo tutti i cittadini a non cadere nel tranello e a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno: per fermare con il loro SI la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento, affermando con la forza della ragione che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, che nella Costituzione non e’ previsto che ci siano cittadini più uguali degli altri.

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