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La comunità gragnanese in visita a Sidolo, dove fu ucciso don Beotti

La comunità gragnanese in visita a Sidolo, luogo del martirio di don Beotti.

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Comunicato stampa Comune di Gragnano

Piacenza – Nell’ambito delle iniziative previste nel corso del 2011 a ricordo della figura di don Giuseppe Beotti, di cui è in corso il processo di beatificazione, l’ amministrazione comunale di Gragnano ha organizzato, in collaborazione con la parrocchia, per la giornata di sabato 16 aprile,  una visita a Sidolo, nel parmense, luogo del martirio di Don Giuseppe.
La comitiva gragnanese era  costituita dagli amministratori – Il sindaco Andrea Barocelli, il vicesindaco Patrizia Calza, l’assessore Alberto Frattola e il consigliere Guido Farina – dai sacerdoti don Claudio Carbeni e don Olimpio Bongiorni, da un gruppo di cittadini. Insieme a loro venti ragazzi delle scuole medie, guidati dalla professoressa Giovanna Dalla Croce.
Giunti a Bardi, il gruppo è stato accolto in Municipio dal sindaco Giuseppe Conti con la sua  Giunta e dal Parroco di Bardi don Luigi Pini. Entrambi hanno sottolineato il valore dell’iniziativa che ha saputo segnare l’incontro tra due diverse comunità, unite nel ricordo di don Beotti e nei valori che egli seppe rappresentare. Il sindaco di Gragnano ha chiarito le ragioni e le motivazioni dell’iniziativa. Commovente la testimonianza di Pietro Tambini, sindaco di Bardi dal 1990 al 2004. Egli che aveva sei anni quando il sacerdote fu ucciso dai tedeschi nel luglio del 1944, ha ripercorso con la memoria i fatti di cui fu testimone e quelli che gli furono da altri riferiti. Ha ricordato quando don Beotti insegnava ai bambini  a scuola (“una baracca di legno foderata di zinco”), l’affetto con cui insegnava ai chierichetti  a servire messa e a imparare il latino, il coraggio con cui seppe offrire rifugio a inglesi , partigiani ed ebrei (“ne battezzò 11), il suono delle raffiche del mitra che uccise il prete. L’ex sindaco ha sottolineato come l’offerta  pronunciata dal” Servo di Dio” :”Signore prendi me ma salva questa gente”, trovò in effetti compimento. Dopo la morte di Don Beotti infatti nessun abitante di Sidolo cadde più vittima dei rastrellamenti .  Sollecitato dalle domande dei ragazzi, Tambini ha descritto il sacerdote come un uomo che sapeva ascoltare e chiedeva consiglio “ma poi decideva di testa sua. Era un tipo molto deciso e sicuro di sé. Si impose per tenere aperta la scuola, ristrutturare la Chiesa e tenere aperta la strada”.
Al termine della cerimonia ufficiale in Comune il gruppo, accompagnato dal sindaco di Bardi si è recato a Sidolo dove, presso il cippo eretto sul luogo dell’eccidio, si è tenuto un momento di preghiera a ricordo di don Beotti e degli altri  uccisi, don Del Nevo e il chierico Italo Subacchi.
Nel pomeriggio la comitiva ha fatto visita al Castello di Bardi.

Nel corso del 2011 la cittadinanza di Gragnano Tr.  è chiamata  a vivere due momenti altamente significativi: la celebrazione del 150esimo dell’Unità d’Italia e il processo di beatificazione del concittadino don Giuseppe Beotti. Due fatti apparentemente distinti e distanti ; nella realtà profondamente uniti. Due circostanze che la comunità può  vivere  con  superficialità e distrattamente o piuttosto come occasioni formidabili per riflettere sulla propria identità e  sulla propria storia locale  e nazionale.
Il rapporto di un individuo con il passato della sua collettività infatti si costruisce non solo con la conoscenza nozionistica della storia e del “senso” della stessa  che dipendono   dagli studi e dalla intelligenza ma anche con il “sentimento della storia”  che ,in quanto si nutre di appartenenza,  ha bisogno di ancoraggio sul territorio. E questo vale soprattutto per la storia del nostro Paese che , come sosteneva Cattaneo, è la storia di tante città, paesi e campanili.
In quest’ottica ricordare  Don Beotti ha un valore sia per la comunità religiosa, quella costituita dai credenti, sia per quella civile, formata anche da chi non crede.
Come è noto Don Beotti nato   nel 1912 da una povera famiglia contadina gragnanese  , ricevuta  l’ordinazione sacerdotale, celebra la prima messa a Gragnano, nel giorno della  domenica in Albis del 1938. Dopo un periodo di quindici mesi trascorso a Borgonovo, viene trasferito a Sidolo, nel Parmense,  dove  morirà nel 1944  ucciso dai tedeschi.
“L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri e se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni credibili della parola che annunciano e vivono…”( CEI“Educare alla vita buona del Vangelo n. 34 “)
Don Beotti fu senz’altro un Testimone. Come credenti possiamo vedere in lui la Testimonianza della fede e della Carità , come cittadini , la Testimonianza  dei  valori civili  della libertà e della democrazia.
Infine ricordare don Beotti , soprattutto nell’anno di un importante anniversario della storia italiana, può servire a rafforzare l’identità nazionale,perché parlare  di questo giovane prete  significa  discutere di storia locale; di una storia locale tuttavia che non scade nel localismo ma che ci fa sentire  parte di una storia nazionale. Significa immergerci , insieme con  le nuove generazioni nella memoria collettiva del popolo cui apparteniamo  per meglio  comprendere i problemi, gli ideali e i valori di chi ci  ha preceduti e  il coraggio delle scelte che li ha contraddistinti. Significa ripercorre un pezzo di storia fatta di episodi dolorosi ma anche di eroici esempi di coraggio; quel pezzo di storia che ci ha condotto alla libertà e alla democrazia.
Sosteneva E.Levinas che “…privare qualcuno della propria memoria equivale a privarlo della propria identità: restituire ad un essere umano o a un popolo la memoria di sé significa restituirgli la  propria memoria interiore” .Con molta umiltà e semplicità l’ Amministrazione Comunale  di Gragnano, in collaborazione con la Parrocchia, desidera dare il proprio contributo alla ricostruzione di questa memoria interiore . E’ questo il senso di alcune  iniziative che si svolgeranno nei prossimi mesi ed è questo il senso della nostra presenza oggi, 16 aprile,  a Sidolo “Sul luogo del martirio “.

Patrizia Calza- Vicesindaco
Andrea Barocelli -Sindaco

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