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Lotterie e scommesse varie, i piacentini spendono all’anno 893 euro a testa

Un fiume di denaro che viene dirottato da altre spese per essere riversato in slot machine, lotterie e scommesse varie. I piacentini hanno speso nel gioco d’azzardo (dal Gratta e Vinci fino alle varie lotterie) in un anno 893 euro a testa, per un totale di 241milioni  687mila e 413

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Un fiume di denaro che viene dirottato da altre spese per essere riversato in slot machine, lotterie e scommesse varie. I piacentini hanno speso nel gioco d’azzardo (dal Gratta e Vinci fino alle varie lotterie) in un anno 893 euro a testa, per un totale di 241milioni  687mila e 413. Leggi qui la classifica integrale

Una cifra da capogiro corrispondente al  2,96 % del Pil che tuttavia colloca Piacenza solo al 61esimo posto in Italia. I più fissati con il gioco d’azzardo sono i nostri vicini di Pavia che spendono ben 2mila 125 euro pro capite all’anno. Mentre la media nazionale è di 979 euro a testa. La top ten delle città più votate al gioco si completa con Como, Rimini, Teramo, Savona, Latina, Terni, Pescara, Reggio Emilia e Frosinone.

Sono i dati forniti da "Il Sole 24 Ore" sulla base di un’analisi svolta da Maurizio Fiasco per la Consulta nazionale antimafia.

Lo studio spiega che, addentrandosi nei numeri, il ricavato lordo per l’Erario è cresciuto nel 2010 di appena il 3% (da 8,8 a 9,1 miliardi di euro), quindi a un ritmo ben inferiore all’aumento delle somme puntate. Ma, quel che colpisce è la costante contrazione del rapporto tra "giocato" ed entrate erariali: se queste rappresentavano il 29% nel 2004 ( 7,3 miliardi su 25) ora si limitano al 14,8% (9,1 su 61,4 miliardi).

Questo perché conquistano sempre più spazio i giochi cosiddetti a "bassa soglia" (oltre 31 miliardi assorbiti dalle newslot nel 2010 e 9,4 da Gratta e Vinci e lotterie): richiedono investimenti di pochi euro, garantiscono una maggiore frequenza di piccole vincite (motivi per cui non si ha una cognizione immediata di quanto si sta spendendo e si è invogliati a riprovare) e hanno un prelievo fiscale meno pesante (12,6% per le newslot contro il 50% di Superenalotto o Win for life).

La success story del gioco pubblico d’azzardo si tradurrebbe quindi in effetti depressivi sui consumi privati (visto che le piccole vincite vengono reinvestite in gioco e distolte da altre spese) e in un ridimensionamento delle entrate erariali. Ma la ricerca riesce a declinare anche territorialmente questa crescente passione per l’alea.

 

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