L’urto sonoro della Brass Ecstasy travolge il Nicolini foto

Dave Douglas ieri sera in conservatorio per il Piacenza Jazz Fest

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La serata di ieri al conservatorio Nicolini, una delle ultime dell’edizione 2011 del Piacenza Jazz Fest, ha visto l’esibizione della formazione di Dave Douglas e della sua Brass Ecstasy. Il concerto si è tenuto, in collaborazione con Jazz Network/Crossroads, in un auditorium stracolmo ed alla fine entusiasta. Si tratta di un quintetto di quattro ottoni, incluso il trobbettista leader del gruppo, e un batterista, raccolti in un progetto ispirato a Lester Bowie, del cui gruppo tre di questi musicisti facevano parte, e in generale alla grande forza espressiva delle brass band, vere e proprie locomotive di musica ed emozioni sonore.

 Il concerto è stato a tratti memorabile, per la qualità degli interpreti ma anche per l’energia trascinante che il gruppo riesce ad esprimere sul palco. Tutta la forza interpretativa e l’urto sonoro di una brass band, che trasforma ogni pezzo in una sorta di happening davanti al quale è impossibile rimanere inerti. E inoltre, componente quasi d’obbligo per questo tipo di formazione, il grande senso dell’umorismo e la vera e propria gioia di suonare e di esibirsi che i musicisti trasmettono al pubblico. Occorre spendere qualche parola per gli arrangiamenti, componente non semplice in questi casi, che distingue la qualità di un progetto e dei musicisti che lo animano. In questa occasione l’assieme è riuscitissimo, ricco di rimandi e di intese che creano passaggi intensi di musica e di ritmi intellettualmente raffinati e assieme travolgenti.

I musicisti che si sono esibiti sono tutti di grande qualità e maestria assoluta nell’uso del proprio strumento, attori notevoli sia nei momenti d’assieme che negli assoli . Il suono argentino e brillante del trombonista  Luis Bonilla, interprete davvero egregio, la profondità e il tocco sensibile di  Vincent Chancey al corno francese, strumento per altro a proprio agio anche in questo contesto nonostante le sonorità classiche, la straordinaria costanza e forza di Marcus Rojas alla tuba, che ha retto il ruolo del basso con una varietà di ritmi e di forme davvero notevoli durante tutto il concerto, e infine uno dei migliori batteristi sentiti quest’anno, nonostante gli illustri colleghi passati al teatro president non più di una settimana or sono,  Nasheet Waits. Da non dimenticare, com’è ovvio, la grande qualità del leader Dave Douglas che ha incantato non solo per le notevoli doti tecniche, l’estensione del suono pulito e versatile, ma anche per la voce della sua tromba e per la sensibilità con cui ha condotto le diverse fasi del concerto.

La serata, prima dell’unico bis, dopo un crescendo continuo di ritmi e di volume musicale si è conclusa con un pezzo di Lester Bowie, un brano trascinante come gli stessi a solo che si sono succeduti, il vero degno culmine di un appuntamento difficilmente dimenticabile.

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