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Messa in sicurezza ex Acna, Reggi firma l’ordinanza foto

Un’ordinanza per imporre alle due società proprietarie dell’area ex Acna di provvedere all’immediata messa in sicurezza della zona. L’ha firmata il sindaco Roberto Reggi a seguito delle note redatte da Arpa e Ausl che segnalavano la pericolosità della zona per la salute dei cittadini.

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Un’ordinanza per imporre alle due società proprietarie dell’area ex Acna in via San Bartolomeo a Piacenza di provvedere all’immediata messa in sicurezza della zona. L’ha firmata il sindaco Roberto Reggi a seguito delle note redatte da Arpa e soprattutto dall’Ausl che nei giorni scorsi ha segnalato la pericolosità della zona per la salute dei cittadini. Le due società, la New. Co. srl, fallita, e la Porta Borghetto srl, in liquidazione volontaria, la cui convenzione con il Comune prevedeva l’operazione di bonifica dell’area prima della realizzazione di opere urbanistiche, dovranno ora provvedere in tempi molto rapidi alla messa in sicurezza: in caso contrario i lavori saranno eseguiti dallo stesso Comune, che scaricherà poi sulle due aziende i costi relativi.

"Dopo la relazione dell’Ausl che evidenziava pericoli per la salute nel caso la condizione attuale della zona si fosse protratta nel tempo – ha spiegato Reggi – mi sono immediatamente attivato con questa ordinanza urgente con la quale si richiede ai proprietari quantomeno la messa in sicurezza dell’area. Se ciò non avverrà siamo pronti ad attivarci in prima persona facendoci poi ripagare delle spese sostenute".

I lavori di bonifica dell’ex Acna sono da tempo oggetto di un contenzioso tra il Comune, la New. Co. e la Porta Borghetto srl: le operazioni sono state bloccate a seguito della situazione economica nella quale si sono venute a trovare le due società. "Personalmente sono molto deluso dal comportamento tenuto dai due soggetti – ha continuato il primo cittadino -  che non solo hanno abbandonato l’area, ma ostacolano anche il recupero da parte dell’amministrazione comunale della fideiussione, circa un milione e 700mila euro, che ci consentirebbe di compiere i lavori".

Ma in cosa consiste l’opera di messa in sicurezza? "Si tratta – ha spiegato Daniela Rossi, responsabile del Servizio Ambiente del Comune – di posizionare teli impermeabili sulle zone lasciate "scoperte" che, esposte agli agenti atmosferici, presentano una quantità di inquinanti superiore alla norma oltre a ripianare con terreno vegetale i dislivelli che si sono venuti a creare a seguito degli scavi".

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