Movimento 5 Stelle, a Rottofreno si parte da "Evento zero"

Presso il centro culturale di San Nicolò, dopo l'aperitivo a Km 0, il giornalista Ferruccio Sansa

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EVENTO ZERO – comunicato stampa Movimento 5 Stelle di Rottofreno

Presso il centro culturale di San Nicolò, dopo l’aperitivo a Km 0, il giornalista Ferruccio Sansa ha parlato della cementificazione in Italia. In particolare ha evidenziato come nessuna regione italiana si salvi rispetto alle altre da una degradazione del territorio, che ci sia un’amministrazione di  desta o di sinistra non fa nessuna differenza, gli interessi del cemento sono molto alti a discapito della bellezza dei nostri paesaggi. Sansa ha inoltre sfatato la logica che il cemento, secondo molte amministrazioni, è un investimento per dare posti di lavoro, in realtà il lavoro offerto da questo settore è solo temporaneo e non necessita di particolari qualificazioni. Il degrado non è solo ambientale ma anche sociale  in alcune zone infatti 9 abitazioni su 10 sono seconde case ciò vuol dire che in quel territorio per la maggior parte dell’anno è deserto. Prosegue Sansa affermando come i giornali sebbene non sono oggi non siano un investimento economicamente redditizio, sono comunque un mezzo attraverso cui si può giustificare la cementificazione infatti molti giornali sono di proprietà delle lobby del mattone. Uno degli esempi più eclatanti di speculazione riguarda la necropoli fenicia a Cagliari che sebbene potrebbe rivelarsi, se protetta, un’ attrazione turistica in realtà rischia di essere schiacciata da interessi edilizi che rovinerebbero il paesaggio. C’è però una buona notizia a ogni storia triste, prosegue Sansa, si incontrano cittadini in gamba che si oppongono a questi imprenditori. La terra rappresenta chi siamo e cosa vogliamo per il nostro futuro dobbiamo prendercene cura, “Noi che segno lasceremo, i centri commerciali?”. Alla serata interviene anche il consigliere regionale del Movimento5Stelle Giovanni Favia parlando dello spreco del suolo (un bene non rinnovabile) il cui deficit annuo di consumo del sottosuolo è pari a 50.000.000 di metri cubi; ciò comporta anche un indebolimento delle falde acquifere. Un altro problema riguarda le
energie rinnovabili in quanto si tende alla creazione di grossi impianti sia di eolico che di fotovoltaico a terra sottraendo altro terreno all’agricoltura (come avviene qui in Emilia Romagna) e compromettendo il paesaggio, quando si potrebbe fare piccoli investimenti mirati, si calcola che ci siano 8 metri quadrati di tetto a testa su cui poter installare pannelli fotovoltaici utilizzando quindi  suolo già compromesso. I partiti oggi avrebbero bisogno di materiale umano invece di essere “uffici  di collocamento per mediocri” ed è dovere civico di tutti attivarsi mettere le proprie conoscenze a disposizione di tutti e creare un confronto costruttivo.

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