Piace, ora serve l’ennesima resurrezione IL PUNTO

Della partita con il Pescara rimane la quarta sconfitta consecutiva per un Piacenza in caduta libera. Svanito il sogno dei playoff per il Piace, si esaurisce con la sconfitta di sabato anche l’illusione di un finale di campionato tranquillo dopo anni di salvezze conquistate in extremis

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Della partita con il Pescara rimane la quarta sconfitta consecutiva per un Piacenza in caduta libera. Svanito il sogno dei playoff per il Piace, si esaurisce con la sconfitta di sabato anche l’illusione di un finale di campionato tranquillo dopo anni di salvezze conquistate in extremis. La partita con il Pescara doveva essere l’occasione per portare a casa la vittoria della tranquillità, ed evitare di trasformare i tre scontri diretti in calendario al Garilli in drammatici spareggi per una squadra che si è dimostrata in passato grande con le grandi e piccola con le piccole. Invece la classifica parla chiaro: soli due punti di vantaggio sui playout e retrocessione, e una salvezza tutta da conquistare.

Rimane la conferma di un rendimento a corrente alternata della squadra, i cui risultati hanno un andamento sinusoidale. Dividendo le 42 giornate di andata di sei blocchi di 7 partite, e analizzando le classifiche parziali, si ha un quadro chiaro: il Piace ha alternato in modo scientifico e a suo modo costante periodi negativi e positivi, toccando in entrambi casi estremi sorprendenti. Dura infatti sette partite la fase disastroso dell’avvio campionato, dove i biancorossi raccolgono solamente 2 punti, contro i 10 di Triestina, Portogruaro e Crotone tra le concorrenti. Prima rimonta nella fase centrale del girone di andata, durante la quale il Piace portano a casa 13 punti, facendo peggio solamente di Atalanta e Novara. Nuovo blackout biancorosso nella settina di fine girone di andata, che vale solamente 6 punti, di cui 3 conquistati in extremis nella partita casalinga con il Varese disputata ad inizio 2011. Ventuno punti al giro di boa, e subito un periodo positivo per il Piace, che conquista gli 11 punti che lo portano per la prima volta fuori dalla zona pericolo, ma la serie positiva per una volta si allunga: altre tre vittorie consecutive che fanno volare il Piace a quota 41, a due passi dalla zona playoff. Toccato un estremo, arriva la nuova ricaduta verticale con le quattro sconfitte consecutive che fanno ripiombare il Piace nella zona calda. Riuscirà la truppa di Madonna ad invertire la rotta per questa ultima serie di sette partite?

Rimane negli occhi degli spettatori del Garilli l’immagine di un Piace molle, quasi arrendevole. Peccato mortale per una squadra che lotta per la salvezza, si sa. Due tiri in porta, una sola vera occasione da rete e soprattutto quattro soli falli commessi nell’arco di 90 minuti più recupero sono dati sconcertanti e in qualche modo inspiegabili.

Rimane la delusione legata al rientro di Cacia, atteso come il presunto salvatore della patria e invece insufficiente ad invertire la tendenza. Daniele è parso in buona forma fisica, ma impotente alla guida di una squadra apparsa sfilacciata, forse sfiduciata, certamente lenta e prevedibile, con un centrocampo compassato e privo di inventiva, e il lancio lungo dalla difesa come unica fonte di gioco. E non molto meglio le cose sono andate in attacco, dove Guerra sembra tornato il cucciolo impaurito di qualche tempo fa e Piccolo è durato
un quarto d’ora, quello che ha preceduto la sua sostituzione.

Rimane una domanda: dov’è finito il Piace di inizio anno, quello capace di massacrare un Grosseto in lotta per i playoff, di rimontare in casa della capolista Siena e di vincere la battaglia di Trieste? Fino a sabato scorso la risposta erano le assenze pesanti e la necessità di cambiare continuamente modulo e assetto, ora la teoria prevalente è un crollo fisico dovuto allo stress della rimonta e forse ai primi caldi. Altri però, compreso Cassano unico a salire in sala stampa, parlano di problemi di testa. Qui si torna ai 4 falli commessi: da una squadra cotta fisicamente, ma decisa a lottare fino alla morte, ci si aspetterebbe falli a catena, cartellini a nastro, e magari qualche reazione isterica. Niente di tutto ciò sul fronte biancorosso.

Rimane ora il periodo di Pasqua per l’ennesima resurrezione biancorossa. Sabato si va a Novara, non sarà facile.

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