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Profughi, un privato si fa avanti per l’accoglienza a Piacenza

Emergenza profughi, si profila un accordo tra un privato e la Protezione Civile per accogliere circa 20/30 profughi in una struttura nella zona della stazione ferroviaria. L’intesa al momento è ancora da definire, perchè mancano ancora al cuni adempimenti burocratici.

Emergenza profughi, si profila un accordo tra un privato e la Protezione Civile per accogliere circa 20/30 profughi in una struttura nella zona della stazione ferroviaria. L’intesa al momento è ancora da definire, perchè mancano ancora al cuni adempimenti burocratici, spiega l’assessore ai Servizi Sociali del Comune, Giovanna Palladini, insieme alla funzionaria dell’assessorato Giulia Cagnolati.

E’ atteso per domani l’arrivo di dieci profughi di nazionalità tunisina, provenienti da Catania, e qualora l’accordo dovesse essere sottoscritto si provvederà ad alloggiarli in questa nuova struttura, in caso contrario saranno ospitati a Torrione Fodesta. "Gli oneri per la loro accoglienza – chiarisce l’assessore -, in questo come negli altri casi, non saranno sostenuti dall’amministrazione ma dalla Protezione Civile. I comuni hanno infatti chiarito subito di non poter essere in grado di far fronte a questa emergenza".

L’Ausl: "Profughi a Piacenza, nessuna patologia rilevante riscontrata"

"In riferimento ai recenti arrivi a Piacenza di profughi e alla loro accoglienza, l’Azienda Usl di Piacenza ha partecipato e sta partecipando, insieme agli altri enti e istituzioni coinvolte, a tutte le fasi di organizzazione dell’ospitalità". Lo comunica la stessa Ausl in un comunicato stampa. 

 

"In particolare – continua la nota - per opportuna informazione alla cittadinanza, si comunica che l’Ausl si è organizzata per la gestione di tutte le problematiche sanitarie connesse al soggiorno.  Al momento dell’arrivo di ogni profugo, i sanitari eseguono un’approfondita valutazione clinica dello stato di salute, con specifico riferimento alle patologie di tipo infettivo e diffusivo, quelle cioè che possono avere implicazioni sulla salute pubblica".

 

"Ogni profugo riceve inoltre una tessera sanitaria provvisoria, nel pieno rispetto dalle disposizioni nazionali e regionali, riprese da ultimo con la comunicazione dell’assessore alle politiche per la salute del 15 aprile scorso. La normativa vigente che prevede infatti di fornire, oltre alle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere urgenti e indifferibili, anche le prestazioni finalizzate: alla tutela della salute dei minori; ai programmi di medicina preventiva, a tutela della salute individuale e collettiva; agli interventi curativi e riabilitativi degli stati di tossicodipendenza".

 

"Nel caso in cui si riscontrino eventuali problematiche individuali, esse vengono approfondite nell’ambito delle strutture aziendali ed eventualmente trattate con adeguate terapie dai professionisti di riferimento. Tutti i profughi giunti finora sul territorio provinciale sono stati tempestivamente visitati. In relazione alla sorveglianza sulla salute pubblica, in tutti i casi sono state escluse malattie infettive e diffusive. In tutte le persone visitate non sono state riscontrate patologie particolarmente rilevanti; alcuni problemi specifici relativi a patologie minori, e comunque non infettive, sono stati trattati dagli specialisti aziendali".

 

"La sorveglianza – conclude il comunicato –  proseguirà all’interno delle strutture di accoglienza, in modo da mantenere nel tempo la tutela della salute individuale dei profughi e della collettività".

 

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