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Suoni dal mondo in piazza, finisce in musica il 25 aprile foto

Sono stati l’incontro tra popoli e la condivisione culturale i veri protagonisti del tradizionale concerto del 25 aprile. Ad esibirsi ieri sera sul palco allestito in Piazza Cavalli è stata infatti l’Orchestra di via Padova, un gruppo composto da musicisti che vivono nella zona più multietnica di Milano.

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Sono stati l’incontro tra popoli e la condivisione culturale i veri protagonisti del tradizionale concerto del 25 aprile. Ad esibirsi ieri sera sul palco allestito in Piazza Cavalli è stata infatti l’Orchestra di via Padova, un gruppo composto da musicisti professionisti italiani e stranieri che, per i motivi più diversi vivono la zona compresa tra via Padova e viale Monza, la più multietnica di Milano.

Ma la Festa della Liberazione non è solo musica. Prima dell’inizio del concerto, oltre ad un sentito omaggio a Vittorio Arrigoni, il volontario italiano ucciso la scorsa settimana in Palestina, sono stati proiettati sul maxischermo le immagini originali dell’entrata dei partigiani a Piacenza, il 28 aprile del 1945. Momenti unici, rievocati anche dalla parole di Renato Cravedi, ex partigiano ed ex presidente Anpi: “Quel giorno, dopo un lungo periodo di pioggia, spuntò il sole, il sole della liberta. Si usciva dalla sofferenza della guerra, da un incubo. Dopo 66 anni c’è chi crede che si debbano eliminare le differenze  tra chi ha combattuto per la libertà e chi per il tedesco. Bisogna resistere a questo tentativo di cancellare torti e ragioni”.

Poi è cominciato il viaggio musicale. Tra violini, trombe, tamburi, e chitarre l’Orchestra ha riproposto musiche e ritmi provenienti dalle più diverse tradizioni. Il gruppo si compone infatti di 15 musicisti di 9 nazionalità diverse (Estonia, Perù, Cile, Ucraina, Burkina Faso, Marocco, Serbia, Italia, Cuba), ed ognuno ha porta con sé un modo diverso di vedere la musica. Si passa da tradizionali canzoni ucraine al ritmo dei tamburi africano, da Volta la carta di Fabrizio De Andrè alla salsa sudamericana. Un mix che unisce inoltre la maestosità delle trombe balcaniche con gli archi tradizionali della musica popolare europea. Un continuo crescendo che è arriva all’atto finale con il più tradizionale inno della Festa della Liberazione: sulle note di Bella Ciao tutti i giovani infatti hanno ballato e cantato insieme all’orchestra la storia del partigiano “morto per la libertà”.

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