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Botta e risposta tra Foti e Reggi sulle aree militari foto

Foti: "Campagna propagandistica  ed elettorale sulla Pertite". Reggi: "Il parlamentare si è dimenticato delle aree militari"

“Sono convinto che sulla partita delle aree demaniali Piacenza non otterrà nulla, finché ci sarà una Giunta di centrosinistra, perché opera in modo scostante ed offensivo, mentre dovrebbe avere il pregio della coerenza” dice il parlamentare Pdl Tommaso Foti, il quale interviene a proposito della vicenda della Pertite. “Non si conoscono le norme, non si controllano gli atti che vengono firmati. L’onorevole Paola De Micheli (Pd) dice che è il Governo a ritardare sul federalismo demaniale e sulla vicenda della Pertite – prosegue Foti – in realtà sulla legge è la conferenza unificata ad essere in ritardo, e la Pertite non è stata inserita nei beni demaniali perché fa ancora riferimento al ramo guerra. Se non si conosce la differenza tra Governo e organi tecnici è meglio tornare a scuola”.

“Sulla Pertite si sta giocando una campagna di carattere propagandistico e elettorale. Il sindaco Reggi dice di non avere ricevuto una risposta in merito, ma in realtà bisognerebbe dire che per fortuna non è ancora arrivata, visto che la proposta in mano al ministero, presentata dal Comune, prevede sul quell’area la destinazione, per 160mila metri quadrati, per il nuovo stabilimento, e solo il 30% a verde”. “Queste partite si vincono – continua – con il tempo e con la pazienza: i risultati della Giunta Guidotti (Galleana e Daturi) sono frutto di un lavoro iniziato a metà degli anni Settanta da Trabacchi. Occorre poi presentare un’alternativa: si era proposto il trasferimento dello stabilimento militare a Le Mose, operazione poi saltata perché finanziariamente non sostenibile per il Comune di Piacenza, all’Artale non è possibile, non lo si vuole tenere alla Pertite. Non può di certo restare a piazzale Genova, a ridosso di edifici residenziali”.

E il referendum, allora? "Non si può certo dire che, siccome esistono queste incertezze, si tratta di soldi buttati via, perchè altrimenti saremmo di fronte ad una mercificazione della democrazia. E’ una consultazione legittima, che avrà, al di là del raggiungimento del quorum o meno, sicuramente un esito positivo, per quanto riguarda le istanze dei cittadini". Ma la situazione attuale è quella descritta.

Dura risposta di Reggi: "Foti disinteressato". "Quello che é successo oggi in conferenza unificata dimostra una volta di più quanto sia incoerente e pasticcione questo Governo che a parole dice di volere il federalismo e nei fatti lo contrasta continuamente. La presentazione di elenchi incompleti e sbagliati sul federalismo demaniale non hanno consentito di fare passi avanti ad un provvedimento di vitale importanze per i comuni e che consentirebbe a Piacenza di acquisire gratuitamente beni oggi non valorizzati da Demanio e Difesa. Accanto a questo dato di fatto é ancor più evidente l’assoluto disinteresse con cui il parlamentare Foti sta seguendo le istanze della comunità piacentina circa lo sviluppo del Polo militare e l’acquisizione della Pertite lasciano sbalorditi coloro che avevano creduto in un suo attivo dichiarato intervento nei mesi passati". “Per i Comuni – continua il Vice Presidente Anci e sindaco di Piacenza, Roberto Reggi – il provvedimento è irricevibile, gli elenchi dei beni che ci vengono forniti, sia la white list che la black list, sono incompleti, e rischiano di generare conflitti di competenza nella loro destinazione, perché non è chiaro a quali livelli di governo sono destinati”. E ha aggiunto: “Il pericolo che si corre è di avere progetti realizzati contemporaneamente dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni sullo stesso bene ma di non sapere a chi è destinato il bene stesso”.
Proprio per questa ragione i Comuni hanno chiesto al Governo di rinviare l’intesa fin quando non saranno presentati elenchi completi in tutte le loro informazioni. “Da parte sua – ha evidenziato Reggi – il ministro Calderoli, parlando in Conferenza Unificata, ha riconosciuto che gli elenchi sono incompleti e in parte anche sbagliati, quindi si è impegnato a completarli con le informazioni corrette”.
Il ministro per la Semplificazione normativa ha detto che da oggi decorrerà il termine, fissato nei trenta giorni, trascorsi i quali bisognerà esprimere il parere, tuttavia è certo che gli elenchi saranno completati entro il temine fissato.
Reggi è quindi tornato sulle black list: su questo punto “l’Anci ha chiesto che venga completato il lavoro di approfondimento relativo alla valutazione dei motivi di esclusione dalla disponibilità dei beni. “In alcune città – ha chiarito il Vice Presidente – ci sono beni che sono liberi e considerati indisponibili, chiediamo che vengano precisate le motivazioni dell’indisponibilità e di conseguenza le ragioni del mantenimento dei beni all’interno della black list”. Anche su questo punto il confronto è stato rinviato ad una prossima Conferenza, “nell’attesa – ha concluso Reggi – si riunirà un gruppo di lavoro per completare il lavoro di istruttoria”.

 

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