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Bus, si uniscono Piacenza, Reggio e Modena, nasce “Seta”

A Piacenza il 15% della supersocietà del trasporto pubblico locale. Il nome? Seta (Società Emiliana Trasporto Autofilotranvieri).

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Sottoscritto nei giorni scorsi l’accordo per la nascita di Seta, l’aggregazione delle società del trasporto pubblico di Piacenza, Reggio e Modena. La nuova società diventerà operativa dal 1 gennaio 2012, e il 51% della società resterà in mano pubblica mentre il 49% andrà a soci privati che sono raggruppati in una finanziaria, la Herm, Holding Emilia Romagna mobilità, che fa già parte della compagine societaria di Atcm Modena.
Il peso azionario delle tre aziende di trasporto pubblico locale sarà diverso, in base al loro patrimonio. Tempi Piacenza avrà il 15%, Act con un patrimonio attivo di 2 milioni e mezzo di euro avrà circa il 19% e Atcm Modena il 23%.

Il commento della Uil: “Migliorare le condizioni dei lavoratori”. Oggi, 21 Maggio 2011, abbiamo appreso dai quotidiani dell’avvenuto accordo tra le ex municipalizzate di Reggio, Modena e Piacenza, del quale avevamo già avuto notizia dalla nostra Segreteria Regionale dell’Emilia Romagna, la quale ci anticipava l’imminente accordo politico per dar vita, ci pare di capire, alla nuova società denominata Seta, la quale dovrebbe concretizzarsi dal 01 Gennaio 2012, fatto salvo l’intervento di elementi in grado di fermare il percorso intrapreso.

È da premettere che i processi di aggregazione di più società si attuano con la speranza di apportare miglioramenti concreti ed è proprio questa la speranza che ci pare condividano gli amministratori delle Provincie e dei Comuni che aderiscono a questo progetto.

Per quanto ci riguarda, riteniamo che le aggregazioni possano rappresentare anche nel settore del trasporto pubblico un miglioramento della qualità dei servizi erogati all’utenza.

Riteniamo inoltre che ci siano aspettative di miglioramento anche, ed in particolare, da parte dei lavoratori di Tempi S.p.a., che siamo onorati di rappresentare e che, silenziosamente in questi anni, hanno permesso di portare alla pari il bilancio di questa società, solo grazie ai propri sacrifici.

Il nostro pensiero ed il nostro ringraziamento va, quindi, principalmente a loro.

In questa fase iniziale, noi ci asteniamo dall’esprimere giudizi positivi o negativi.

Tali giudizi, in futuro, saranno proporzionalmente legati al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale viaggiante e non di questa società, che negli ultimi anni hanno subito un forte peggioramento.

La nostra organizzazione, nei giorni scorsi, ha eletto un Coordinamento Regionale, in cui la Uiltrasporti di Piacenza parteciperà a pieno titolo, che seguirà passo passo l’evolversi della situazione.

Ad oggi, per noi, questo progetto è una scatola chiusa. Non conosciamo né i contenuti, né gli eventuali progetti futuri, né tantomeno lo spirito del piano industriale della società. Quando saremo chiamati, come prevede la legge, alla stipula degli accordi per il passaggio dei dipendenti, faremo valere le nostre ragioni a difesa dei diritti dei lavoratori, in accordo con tutte le parti sociali che saranno chiamate a parteciparvi.

Siamo fiduciosi che il Sindaco e il Presidente della Provincia di Piacenza resteranno al fianco delle OO.SS., dei lavoratori e dei cittadini affinchè si possa avere, in breve tempo, un sistema di trasporto pubblico rispondente alle esigenze della comunità tutta.

Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso il contributo di più società, comprese quelle private.

Grande valore avranno infatti le risorse economiche messe in campo, le quali saranno fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi preposti.

Nei prossimi giorni chiederemo alle altre OO.SS. della Provincia di Piacenza di giungere ad un direttivo unitario, il quale si occuperà solo e costantemente dell’evolversi della situazione.

La notizia del 15 aprile scorso. Una supersocietà del trasporto pubblico locale che correrà lungo la via Emilia, saltando (per ora) Parma. Modena, Reggio Emilia e anche Piacenza dovrebbero essere le città che uniranno le forze in un settore pesantemente indebitato, la cui unica prospettiva può essere quella di fare massa critica.

A quanto scrive oggi “La Gazzetta di Reggio”, il matrimonio si dovrebbe fare entro l’estate, e a nascere sarà “Seta” (Società Emiliana Trasporto Autofilotranvieri), che andrà così a sostituire l’Act di Reggio, l’Atcm di Modena e la Tempi di Piacenza.

L’accordo – secondo il quotidiano reggiano – sarebbe a un passo dalla chiusura definitiva, e una volta approvato darà vita ad un gruppo dell’Emilia Nord: geograficamente fuori, almeno per ora, rimarrà Parma, impossibilitata a entrare dopo aver lanciato un bando di gara dedicato alla ricognizione di un socio privato (sempre a Parma, peraltro, nel 2012 si vota, e la situazione quantomeno delicata in cui il Comune naviga oggi impedisce di fatto qualsiasi trattativa).

E’ assai probabile che il 51 per cento della nuova società “Seta” (ma forse anche oltre) rimarrà in mano pubblica. Il 49% andrà ai soci privati, raggruppati a loro volta in una holding la Herm dentro alla quale siedono tanto la Fer quanto la francese Ratp. Entrambe, infatti, sono già socie di Atcm Modena, e rappresentano lo «zoccolo» pari al 49% che opera in regime privatistico.

 

In quanto tali, nella nuova «Seta» spetterà a loro indicare il futuro amministratore delegato. Che siederà in un cda composto di cinque membri: tre nominati in rappresentanza dei soci pubblici, due designati dall’azionariato privato. E se i privati si «prendono» l’Ad, ai pubblici spetterà fornire il nome del nuovo presidente. Salvo sorprese o cambiamenti, amministratore delegato dovrebbe essere Claudio Ferrari (attuale Ceo dell’Atcm di Modena in rappresentanza di Fer). Sugli altri nomi, si procederà sulla base delle proporzioni legate alle dimensioni dei servizi. Qualche cifra: per Modena significano 13 milioni di chilometri, per Reggio 10 milioni, e per Piacenza 8.

Stando poi al piano industriale abbozzato per la sola fusione Reggio più Modena, il pareggio di bilancio avrebbe dovuto essere raggiunto nel 2013. E se tra gli obiettivi dei Comuni soci l’aggregazione dovrebbe servire a effettuare investimenti per acquistare autobus nuovi, una certezza per ora c’è già: l’allineamento del prezzo dei biglietti su scala regionale. A Reggio oggi chi ne compra uno spende 1,10 euro. Presto la cifra salirà, e il ticket costerà per tutti 1 euro e 20 come avvenuto due giorni fa a Piacenza.

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