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Colpo da 150mila euro a Podenzano, in manette “professionisti” della rapina foto

Individuati dai carabinieri i presunti autori della rapina avvenuta nel maggio 2010 in una gioielleria di Podenzano. In quell’occasione due persone armate di pistola legarono i titolari impadronendosi di preziosi per 150mila euro.

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Sono stati individuati grazie alle indagini svolte dai carabinieri del nucleo investigativo i presunti autori della rapina avvenuta il 5 maggio 2010 alla gioielleria “Cose Preziose” di Podenzano. In quell’occasione due persone armate di pistola entrarono nel negozio e, dopo aver legato e chiuso in uno stanzino i titolari, si impadronirono di preziosi per 150mila euro.
 
L’attività investigativa, che si è incrociata con quella condotta dai militari di Verona, ha permesso di risalire ad una vera e propria banda di professionisti composta da quattro persone, fra cui una donna, specializzata proprio nei colpi a danno di gioiellerie. Sempre il medesimo il modus operandi: dopo aver scelto il proprio obiettivo, uno dei malviventi si presentava più volte in negozio, con la scusa di fare acquisti o eseguire riparazioni, per carpire la fiducia del negoziante. Al momento della rapina due complici entravano in azione, premurandosi di esporre in vetrina un cartello con la scritta “Torno subito” e di bloccare la porta con due cunei.
 
A Podenzano gli uomini guidati dal capitano Rocco Papaleo hanno accertato che ad agire furono A.R., 30enne albanese che giungeva appositamente dalla Grecia per unirsi alla banda, e M. B., 39enne di Vigevano. All’esterno li attendeva probabilmente il terzo complice, A. V. 47enne sempre di Vigevano, considerato il capobanda, che fungeva da palo e si teneva pronto per la fuga. Quel giorno i rapinatori riuscirono a scappare a bordo di una Fiat Uno, rubata davanti al Castorama di Piacenza e abbandonata vicino a Rivergaro.
 
I tre, sospettati di aver messo a segno diversi colpi nel nord Italia, sono stati fermati nei giorni scorsi dai carabinieri di Como mentre si accingevano a colpire per l’ennesima volta. Poche ore dopo è finita in manette anche la moglie del 47enne, A. V., di 45 anni, sospettata di avere un ruolo importante nella pianificazione delle rapine di aver partecipato attivamente ad alcune di esse. Per la coppia di malviventi che agì a Podenzano le accuse sono di rapina a mano armata, sequestro di persona e ricettazione. I due, ripresi dalle telecamere di sorveglianza, erano a volto scoperto: alle spalle avevano infatti solamente piccoli precedenti penali senza mai essere stati fotosegnalati. Circostanza che permetteva loro di mostrare tranquillamente il proprio volto senza il pericolo di venire rintracciati tramite gli archivi delle forze dell’ordine.

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