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"Ecco i sette doni di papa Giovanni Paolo II" foto

Sette doni, proprio come lo spirito santo, ma è una coincidenza non voluta. Sono i doni che papa Wojtila ha concesso a tutti noi, credenti e non credenti, durante un pontificato che ha lasciato il segno nella storia. Lo ha spiegato il vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio durante la presentazione del libro "Giovanni Paolo II. Non abbiate paura"

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Sette doni, proprio come lo spirito santo, ma è una coincidenza non voluta. Sono i doni che papa Wojtila ha concesso a tutti noi, credenti e non credenti, durante un pontificato che ha lasciato il segno nella storia. Lo ha spiegato il vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio durante la presentazione del libro "Giovanni Paolo II. Non abbiate paura", scritto da Lucia Romiti (ed. Berti) sulla figura del papa polacco, che fa parte della nuova collana "I santi tasca" realizzata con Il Nuovo Giornale. E’ stato il direttore don Davide Maloberti ad introdurre l’incontro nella sede degli scalabriniani in via Torta. 

Il vescovo Ambrosio non ha nascosto l’emozione nel tratteggiare la figura di Karol Wojtila e nell’annunciare i sette doni che ci ha lasciato. "Il primo – ha affermato – riguarda proprio il titolo del libro, quel ‘non abbiate paura’ che è diventata la frase simbolo di Giovanni Paolo II, che sorprese un po’ tutti e che lo ha fatto entrare nella storia del suo tempo con grande coraggio. Il secondo dono è l’ansia missionaria che ha accompagnato il suo pontificato, quella volontà di comunicare così spiccata. Il terzo dono è stato la sua capacità di coniugare due aspetti apparentemente in tensione, l’affermazione dell’identità cristiana e la volontà di dialogo a tutto campo. Il quarto dono è stato la sua straordinaria attenzione alla vita sociale e alla cultura, la sua azione si è sempre opposta al confinamento del discorso religioso in un ambito esclusivamente sacro, è stato il papa che ha ripreso la dottrina sociale per rilanciarla in senso morale. Il quinto dono è stato l’attuazione del Concilio Vaticano II, Wojtila ha portato avanti quelle istanze ed è anche andato oltre, come nel dialogo con le altre confessioni. Il sesto dono riguarda la sua visione della Chiesa al contempo dinamica e complessa, non un’istituzione statica ma qualcosa di vitale, in costante cammino con un’attenzione alle sua diverse sensibilità anche geografiche. Infine il settimo dono si può racchiudere nella parola paternità, papa Giovanni Paolo II è stato molto vicino alle persone, soprattutto ai giovani, e questo lo si è visto anche in occasione della sua beatificazione".

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